IL BILANCIO

Crans-Montana: oggi la conferma degli arresti, altro ferito italiano portato da Zurigo al Niguarda

La quindicenne Elsa Rubino di Biella è attualmente l’unica connazionale ancora in cura in una struttura svizzera

Crans-Montana: oggi la conferma degli arresti, altro ferito italiano portato da Zurigo al Niguarda

Giornata importante per l’inchiesta sulla strage di Capodanno a Crans-Montana, dove l’incendio nel locale Le Constellation ha provocato 40 morti e 116 feriti. Oggi – lunedì 12 gennaio 2026 – il Tribunale vallesano per le Misure coercitive è chiamato a pronunciarsi sulla convalida della custodia cautelare di Jacques Moretti, titolare del locale, arrestato venerdì 9 gennaio per il rischio di fuga indicato dalla Procura. La decisione dovrà arrivare entro 96 ore dal fermo. La moglie Jessica Moretti, anche lei proprietaria del locale, si trova invece in libertà con il braccialetto elettronico: per lei la Procura ha chiesto i domiciliari.

Le ammissioni del titolare Jacques Moretti

I coniugi Moretti sono accusati di omicidio per negligenza, lesioni e incendio. Oggi a Sion è atteso anche l’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornato. Durante l’audizione come persona informata sui fatti, prima dell’arresto, Jacques Moretti ha ammesso che la porta di sicurezza era chiusa. Ha raccontato che, una volta arrivato sul posto dopo essere stato avvisato dell’incendio, l’ha trovata serrata dall’interno con un lucchetto, diversamente dal solito, e di averla scardinata con l’aiuto di altri, portando fuori alcune persone prive di sensi. Tra queste anche Cyane Panine, barista di 24 anni che figura tra le vittime. Nelle 350 pagine del fascicolo della Procura, però, numerose testimonianze concordano sulla mancanza di vie di fuga.

Perché è scoppiato l'incendio a "Le Constellation" di Crans-Montana
Il momento in cui sono divampate le prime fiamme nel locale

Moretti non ha escluso che l’incendio possa essere stato innescato dai bengala utilizzati sulle bottiglie di champagne, ma ha sostenuto che “ci sia anche altro”, affermando che quel tipo di candele scintillanti veniva usato da dieci anni senza problemi. La moglie ha confermato che venivano aggiunte “sistematicamente” al servizio in sala. Il titolare ha inoltre ammesso di aver acquistato personalmente il rivestimento isolante del locale in un negozio di bricolage e di averlo installato durante i lavori di ristrutturazione del 2015, quando la coppia acquistò il locale.

I precedenti dei titolari de Le Constellation

Intanto emergono nuovi elementi sul passato dei gestori. Secondo quanto riportato dalla stampa svizzera, nel 2020 era stata aperta un’inchiesta penale sui fondi Covid ricevuti dal locale: un prestito di 75.500 franchi, in parte utilizzato per l’acquisto di una Maserati. L’indagine si è chiusa con un non luogo a procedere dopo che i Moretti hanno dimostrato che l’auto figurava nei conti della società.

Crans-Montana, arrestato il proprietario de Le Constellation
I coniugi Moretti, proprietari del Crans Montana

Nel 2022, invece, l’ispettorato del lavoro era intervenuto dopo segnalazioni di dipendenti per irregolarità su orari, riposi e lavoro notturno non retribuito. A ciò si aggiunge un precedente penale di Jacques Moretti in Francia, una condanna del 2008 per induzione aggravata alla prostituzione, nonostante la normativa vallese preveda limiti per i gerenti con condanne potenzialmente pericolose per la gestione di locali pubblici.

Il bilancio dei feriti: 12 sono al Niguarda di Milano

Sul fronte sanitario, il bilancio dei feriti resta pesantissimo. Secondo quanto riferito dal consigliere di Stato vallesano Mathias Reynard, sono ancora circa 80 le persone ricoverate in Svizzera e negli altri Paesi. Dieci di loro si trovano in ospedali del Vallese. In Italia, l’ospedale Niguarda di Milano è diventato il principale punto di riferimento per i feriti più gravi: domenica sera è arrivato un altro paziente italiano, il sedicenne Leonardo Bove, trasferito dall’ospedale di Zurigo con un elicottero di Areu. Leonardo presenta ustioni su oltre il 50% del corpo e gravi danni da inalazione di fumi tossici; è in prognosi riservata.

Con il suo arrivo, sale a 12 il numero dei feriti di Crans-Montana ricoverati al Niguarda, tutti in condizioni gravi. A Zurigo resta ricoverata un’altra paziente italiana, la quindicenne Elsa Rubino di Biella, attualmente l’unica connazionale ancora in cura nella struttura svizzera. Elsa, come riportato da Prima Biella, affronterà oggi un nuovo intervento e le sue condizioni sono “stabili. Al Niguarda sono già stati effettuati numerosi interventi sui grandi ustionati: in una sola settimana sono stati utilizzati 13mila centimetri quadrati di pelle provenienti dalla banca dei tessuti dell’ospedale, che conserva complessivamente circa 50mila centimetri quadrati. Proprio per questo, e a fronte di un calo del 25% delle donazioni nell’ultimo anno, la Regione Lombardia ha lanciato un appello per aumentare le donazioni.