Un volo dell’Aeronautica militare ha riportato oggi – lunedì 5 gennaio 2026 – in Italia le giovanissime vittime italiane dell’incendio scoppiato la notte di Capodanno nel locale “Le Constellation” di Crans-Montana, in Svizzera.
Il C-130 è partito da Sion alle 11 e atterrato a Milano Linate alle 11.50. A bordo i feretri di cinque dei sei ragazzi italiani morti nella tragedia; il sesto, quello di Sofia Prosperi, italo-svizzera residente a Lugano, non sarà imbarcato perché le esequie si terranno in Svizzera. I funerali delle vittime italiane saranno a spese dello Stato.
Le sei vittime italiane
Le vittime italiane sono sei: Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini, Chiara Costanzo, Riccardo Minghetti e Sofia Prosperi. Dopo l’arrivo a Linate, i feretri proseguiranno via terra verso le rispettive città: Milano, Bologna, Genova e Roma. Il volo di Stato proseguirà infatti anche per Roma Ciampino per il rientro della salma di Riccardo Minghetti.
Intanto si è conclusa l’identificazione formale di tutte le 40 vittime dell’incendio. Nove erano minorenni, una aveva appena 14 anni. Oltre agli italiani, tra le persone decedute figurano giovani di nazionalità svizzera, francese, belga, portoghese e con doppia o tripla cittadinanza. Una strage che ha colpito soprattutto ragazzi e adolescenti, trasformando una notte di festa in una tragedia di proporzioni enormi.
L’ambasciatore Cornado: “In Italia gestori sarebbero stati arrestati”
Durissimo il commento dell’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado.
“Esistono le disgrazie, ma questa non è stata una disgrazia: è stata una tragedia evitabile“, ha dichiarato più volte, sottolineando come sarebbero bastati prevenzione e buon senso. Secondo Cornado, in quel locale “non era rispettata alcuna norma di sicurezza o di banale prevenzione” e in Italia “i gestori sarebbero stati arrestati” e il locale “chiuso in pochi giorni“.

L’ambasciatore ha parlato di “prove incontrovertibili” sulle responsabilità dei gestori, a partire dall’uso di materiale infiammabile per il controsoffitto, dalla mancata segnalazione delle uscite di sicurezza, dalla riduzione della scala di emergenza e dall’uso delle fontane scintillanti sulle bottiglie di champagne in un ambiente interrato e affollato.
La Procura: “Non sussistono le esigenze cautelari”
Per la Procura del Canton Vallese, guidata dalla procuratrice Beatrice Pilloud, i titolari del locale, Jacques e Jessica Moretti, sono indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi, ma non sono stati arrestati.
Secondo i magistrati svizzeri, al momento non sussistono le esigenze cautelari: non vi sarebbe pericolo di fuga, di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato.
L’inchiesta, ha spiegato la Procura, prosegue per accertare non solo le cause dell’incendio e la rapidità con cui si è propagato, ma anche eventuali responsabilità penali indirette, comprese quelle legate ai controlli, alle certificazioni di sicurezza e al ruolo delle autorità comunali.
Tajani: “Misure di sicurezza inadeguate”
Sul fronte dei feriti, restano complessivamente 14 gli italiani coinvolti. Undici sono già stati trasferiti in Italia, in particolare all’ospedale Niguarda di Milano, alcuni in condizioni gravi. Tre pazienti sono ancora ricoverati a Zurigo, monitorati da personale sanitario svizzero e dal team italiano della Protezione civile, in attesa di valutare la trasportabilità. Il percorso di cura per i grandi ustionati, hanno spiegato le autorità, sarà lungo e complesso.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato la vicinanza delle istituzioni alle famiglie delle vittime e ai feriti.
“Le misure di sicurezza mi sembrano assolutamente non adeguate alla situazione e al numero delle persone presenti“, ha detto, assicurando che le autorità svizzere stanno agendo “con grande fermezza” per accertare la verità. “Perdere un figlio è inconcepibile, non ci sono parole che bastano“, ha aggiunto, ribadendo che lo Stato farà tutto il possibile per assistere le famiglie e garantire le cure ai feriti.
Pensieri di lutto e vicinanza
In segno di lutto e di partecipazione al dolore, mercoledì 7 gennaio 2026 in tutte le scuole italiane sarà osservato un minuto di silenzio.
“Il pensiero della comunità scolastica è rivolto ai giovani che hanno perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere di spensieratezza e condivisione”, ha spiegato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
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United in grief ❤️
Crans-Montana and the entire skiing community paid tribute “to all the victims, to those who assist, help, and provide care” forming a heart with their skis
A beautiful message at a moment of unparalleled tragedy for this mountain community in Switzerland pic.twitter.com/9h4FrTKQAy
— Mambo Italiano (@mamboitaliano__) January 4, 2026
Sulla pista Chetzeron di Crans-Montana invece, gli sciatori si sono riuniti, creando un cuore: un gesto per dimostrare vicinanza e solidarietà alle vittime dell’incendio e alle loro famiglie.