il giorno del lutto

Crans-Montana, oggi i funerali degli italiani morti nell’incendio

Un minuto di silenzio nelle scuole. Come procede l'inchiesta

Crans-Montana, oggi i funerali degli italiani morti nell’incendio

Crans-Montana si è svegliata oggi, 7 gennaio 2026, immersa in un silenzio carico di dolore. È il giorno dell’addio alle giovani vittime italiane della strage di Capodanno, morte nell’incendio che ha devastato il locale notturno “Le Constellation”, in Svizzera.

Crans-Montana, oggi i funerali degli italiani morti nell'incendio
Le sei vittime italiane

Una tragedia che ha scosso profondamente non solo le famiglie coinvolte, ma l’intero Paese, che oggi si ferma per ricordare ragazzi e ragazze strappati alla vita in una notte che avrebbe dovuto essere di festa.

Il giorno dei funerali e il lutto nazionale diffuso

La giornata è scandita da cerimonie funebri che si svolgono in diverse città, a testimonianza di un dolore diffuso e condiviso. Alle ore 11 si tengono le esequie solenni di Achille Barosi a Milano e di Giovanni Tamburi a Bologna. Nel pomeriggio, Milano ospita anche l’ultimo saluto a Chiara Costanzo, mentre a Roma si svolgono i funerali di Riccardo Minghetti. Per Sofia Prosperi, invece, la cerimonia è prevista a Lugano.

Cinque funerali nello stesso giorno per le sei vittime italiane: un abbraccio collettivo che attraversa confini e città.

Parallelamente, in tutte le scuole italiane viene osservato un minuto di silenzio. La disposizione arriva dal Ministero dell’Istruzione, che ha voluto coinvolgere l’intera comunità scolastica in un momento di raccoglimento e riflessione.

Nella circolare firmata dal ministro Giuseppe Valditara si sottolinea come questo gesto rappresenti non solo un segno di vicinanza alle famiglie colpite, ma anche un’occasione per riflettere sul valore della vita e sulla responsabilità civile. Il pensiero, scrive il ministro, va a giovani che hanno perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere segnate dalla spensieratezza e dalla condivisione.

Il ritorno a scuola tra dolore e supporto psicologico

A Milano, il liceo Virgilio vive una giornata particolarmente delicata. Tre degli studenti coinvolti nella tragedia frequentavano proprio questo istituto. La dirigente scolastica, Francesca De Filippo, ha spiegato che il rientro in classe avviene dopo giorni segnati da smarrimento e sofferenza profonda.

La scuola ha organizzato un’accoglienza speciale, con il supporto di psicologhe dell’emergenza, presenti non solo per gli studenti ma anche per i docenti. L’obiettivo, ha chiarito la dirigente, è accompagnare i ragazzi in un momento estremamente complesso, riaffermando il ruolo educativo della scuola proprio quando diventa più difficile ma anche più necessario.

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Il drammatico rogo

Controlli mancati e polemiche istituzionali

Mentre il Paese piange, l’inchiesta sulla tragedia prosegue e porta alla luce elementi sempre più inquietanti. Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ha ammesso pubblicamente che il locale “Le Constellation” non era più stato sottoposto a controlli dal 2020.

Una dichiarazione che ha acceso le polemiche, soprattutto sul ruolo dell’amministrazione comunale nei controlli di sicurezza. Nonostante le pressioni, Féraud ha escluso l’ipotesi di dimissioni, affermando che non si abbandona la nave nel mezzo della tempesta. Allo stesso tempo, ha assicurato che il Comune non intende sottrarsi alle proprie responsabilità e ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento penale contro i gestori del locale.

I coniugi Moretti, che gestivano il bar, si sono detti distrutti dal dolore e hanno dichiarato di non voler evitare le proprie responsabilità. Tuttavia, il clima attorno a loro è diventato sempre più teso. Nei giorni scorsi, a Crans-Montana, alcune troupe della Rai e giornalisti stranieri sono stati aggrediti. Secondo quanto denunciato, gli episodi sarebbero riconducibili a persone vicine ai gestori del locale.

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I coniugi Moretti

Gestori indagati e scontro con la magistratura

Jacques Moretti e Jessica Moric, titolari del “Le Constellation”, sono indagati per omicidio plurimo colposo, lesioni e incendio colposo. Per la donna si ipotizza anche il reato di omesso soccorso.

La decisione della magistratura svizzera di lasciarli in libertà ha suscitato forti critiche. Sebastien Fanti, avvocato di alcune famiglie delle vittime, ha definito questa scelta un rischio concreto. La procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, ha però ribadito che al momento non sussistono elementi tali da giustificare la custodia cautelare: non ci sarebbero pericoli di fuga, collusione o reiterazione del reato, pur precisando che la situazione è costantemente monitorata.

A far discutere è anche la decisione della procuratrice di escludere i legali delle vittime da alcune audizioni e interrogatori, per evitare fughe di notizie. Una scelta che gli avvocati delle famiglie hanno definito in contrasto con il codice di procedura penale.

I progetti di ampliamento e le irregolarità edilizie

Nuovi dettagli emergono dalle inchieste giornalistiche. La Radiotelevisione svizzera romanda RTS ha rivelato che alla fine del 2025 i gestori del locale avevano presentato una richiesta di autorizzazione per ampliare la veranda coperta, con l’obiettivo di accogliere un numero maggiore di clienti. Il progetto prevedeva anche la rimozione di una porta laterale, potenziale uscita di sicurezza. La domanda, datata 19 dicembre 2025, indicava che i lavori sarebbero dovuti iniziare nel 2026. Secondo la RTS, se queste modifiche fossero state realizzate, le conseguenze dell’incendio avrebbero potuto essere ancora più gravi.

L’emittente ha inoltre analizzato i piani dell’edificio allegati alla richiesta, evidenziando criticità già presenti: una porta interna larga 1,5 metri con apertura non conforme, che non si apriva nella direzione di fuga, e una porta della veranda che si apriva verso l’interno anziché verso l’esterno.

Resta poi aperta una questione fondamentale: i lavori di ristrutturazione effettuati nel 2015 erano stati regolarmente autorizzati? È proprio in quell’occasione che sarebbe stata installata la schiuma isolante poi risultata estremamente pericolosa. Secondo quanto riportato dalla RTS e confermato da un’inchiesta della Neue Zürcher Zeitung, non risulterebbero richieste di autorizzazione per i lavori interni nelle gazzette ufficiali, mentre esiste una domanda relativa alla facciata del locale. Questa richiesta non sarebbe stata presentata dai gestori francesi, ma dal proprietario svizzero dell’edificio, e riguardava l’installazione di strutture in vetro e tende retrattili sulla terrazza.

Le immagini e i documenti raccolti mostrano che già mesi prima della domanda ufficiale erano iniziati lavori significativi: modifiche alla terrazza, restringimento della scala del seminterrato e installazione di schiuma fonoassorbente. I lavori si conclusero nel dicembre 2015, lo stesso mese in cui il bar aprì al pubblico, dopo che il gestore aveva presentato una domanda di permesso di esercizio nel luglio dello stesso anno.

Le ombre sul passato e le tensioni crescenti

Nei giorni scorsi anche il quotidiano francese Le Parisien ha pubblicato indiscrezioni sul passato di Jacques Moretti, riferendo di precedenti problemi con la giustizia francese risalenti a circa vent’anni fa, per reati gravi come truffa e sfruttamento della prostituzione. Una fonte di polizia ha però precisato che quell’epoca sarebbe ormai alle spalle e che Moretti non avrebbe più legami con ambienti criminali.

Nonostante ciò, la tensione attorno alla coppia resta altissima. Durante la messa e la marcia silenziosa organizzate in paese per ricordare le vittime, un giornalista svizzero ha denunciato di essere stato insultato e minacciato da membri dello staff di Moretti mentre stava effettuando delle riprese. Secondo la denuncia, l’indagato si trovava nelle immediate vicinanze, all’esterno di un altro ristorante da lui gestito in un comune limitrofo.

Le cause dell’incendio e le indagini in corso

Sul fronte investigativo, Procura e polizia cantonale hanno confermato un punto chiave: l’incendio è stato innescato dall’uso di “fontane” pirotecniche. Si tratta di dispositivi che producono scintille e fiamme, progettati per essere utilizzati a terra o su supporti specifici. Le testimonianze raccolte descrivono una propagazione rapidissima del fuoco, accompagnata da un’enorme quantità di fumo e da un calore intenso. In pochi istanti la situazione è precipitata, lasciando pochissimo tempo per mettersi in salvo.

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Le fontanelle nel locale

Gli inquirenti stanno ora analizzando nel dettaglio il fascicolo acquisito dal Comune, verificando la conformità dei lavori eseguiti nel locale, i materiali utilizzati, la presenza e l’accessibilità delle vie di fuga, le dotazioni antincendio e il rispetto delle normative di sicurezza. Proprio su questi aspetti si concentra la ricerca delle responsabilità, in una tragedia che, secondo molti, avrebbe potuto e dovuto essere evitata.

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Candele e fiori sul luogo della strage

Venerdì è prevista una commemorazione ufficiale a Crans-Montana, alla quale dovrebbero partecipare anche il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e il presidente francese Emmanuel Macron. Un momento solenne che chiuderà una settimana di lutto, ma che non spegnerà la richiesta di verità e giustizia che accompagna il dolore delle famiglie e di un’intera nazione.