Sono trascorsi più di quattro mesi dalla tragedia di Crans Montana, dove a Capodanno, nel rogo del locale Constellation, hanno perso la vita più di quaranta persone, di cui sei ragazzi italiani. Sotto inchiesta ci sono tredici indagati: undici politici o funzionari comunali, più Jacques e Jessica Moretti, coniugi proprietari del locale svizzero.
Fatture delle spese sanitarie inviate a tre famiglie italiane
In attesa di capire gli ulteriori sviluppi del filone di indagine della procura del Cantone Vallese, però, una notizia particolarmente sconvolgente è emersa in queste ore riguardo tre italiani rimasti feriti nell’incendio.
Le loro famiglie, infatti, hanno ricevuto dall’ospedale di Sion le fatture salatissime delle spese sanitarie sostenute per la cure ricevute nei giorni successivi alla tragedia. Importi elevatissimi: in due casi di 17mila franchi (cioè 18mila euro), mentre per il terzo di 66.810 franchi (ossia 73mila euro). In calce, una postilla che recita:
“La fattura non deve essere pagata”.
La precisazione del Cantone
Nonostante non ci siano state ripercussioni dirette per le famiglie dei nostri tre connazionali feriti, la vicenda ha comunque creato grande clamore, andando a rappresentare un altro inciampo nei rapporti tra Italia e Svizzera.
L’avvocato Domenico Radice, legale dei familiari di alcune vittime dell’incendio, ha riferito che l’invio di questi documenti amministrativi sia stato inopportuno e poteva essere evitato. Sulla faccenda si è espresso il dipartimento della sanità del Cantone del Vallese, specificando che le prestazioni mediche dell’ospedale di Sion non sono a carico delle famiglie. L’invio delle fatture, infatti, è stato definito come un errore effettuato da un funzionario.
Una telefonata tra Mathias Reynard, presidente vallesano, e Gian Lorenzo Cornado, ambasciatore italiano a Berna, ha risolto la questione:
“Il presidente del Cantone del Vallese mi ha assicurato che nulla è dovuto dalle famiglie agli ospedali e che le spese sanitarie saranno sostenute in toto dal Cantone del Vallese, ed eventualmente dalla Confederazione svizzera, e che nulla sarà chiesto allo Stato italiano, come del resto avevano annunciato sin dall’inizio” riporta l’Ansa.
Meloni: “Sono scioccata”
Anche la Premier Giorgia Meloni si è espressa sul caso delle fatture inviate dall’ospedale alle famiglie italiane dei feriti di Crans Montana:
“Sono rimasta scioccata dalla notizia delle fatture da decine di migliaia di euro inviate da un ospedale svizzero alle famiglie di alcuni ragazzi coinvolti nel rogo di Capodanno a Crans-Montana. Un ospedale di Sion è arrivato addirittura a chiedere oltre 70 mila euro per poche ore di ricovero. Un insulto, oltre che una beffa, che solo una disumana burocrazia poteva produrre.
Ho parlato con il nostro Ambasciatore: le autorità svizzere hanno assicurato che si è trattato di un errore, e che le famiglie non dovranno pagare nulla. Ma ho chiesto all’Ambasciatore di tenere altissima l’attenzione su questo tema, perché sarebbe ripugnante che costi del genere possano ricadere sulle vittime o sull’Italia.
Il Governo italiano rinnova la propria solidarietà ai ragazzi rimasti coinvolti e alle loro famiglie, e continuerà a fare tutto quello che è necessario per fare luce sulla tragedia e accertare le responsabilità”.
Sono rimasta scioccata dalla notizia delle fatture da decine di migliaia di euro inviate da un ospedale svizzero alle famiglie di alcuni ragazzi coinvolti nel rogo di Capodanno a Crans-Montana.
Un ospedale di Sion è arrivato addirittura a chiedere oltre 70 mila euro per poche…
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) April 21, 2026