VIOLENZA SULLE DONNE

Confessione a Milano: “Sì, ho ucciso Aurora Livoli”. In Liguria si getta dal balcone per sfuggire all’ex

Poco credibile la giustificazione dell'autore dell'omicidio in cortile di fine dicembre. A Ventimiglia una donna coraggiosa è rocambolescamente riuscita a mettersi in salvo

Confessione a Milano: “Sì, ho ucciso Aurora Livoli”. In Liguria si getta dal balcone per sfuggire all’ex

Emilio Gabriel Valdez Velazco ha confessato l’omicidio di Aurora Livoli, la giovane di 19 anni trovata senza vita il 29 dicembre 2025 in un cortile di via Paruta, alla periferia di Milano. L’ennesimo caso di violenza contro le donne, ma tecnicamente non un femminicidio: in questo caso nessuna malata logica di possesso, i due non si conoscevano, la giovane è andata incontro a un crudele destino, dal quale sono invece fortuitamente scampate altre due potenziali vittime pedinate dal maniaco.

Il 57enne, interrogato nella mattinata di giovedì 8 gennaio 2026 nel carcere di San Vittore dai pubblici ministeri Antonio Pansa e Letizia Mannella, ha ammesso anche di aver abusato sessualmente della ragazza. A riferirlo è stato il suo legale, l’avvocato Massimiliano Migliara, precisando che le dichiarazioni del suo assistito sono state rese “in un quadro meramente indiziario“.

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Secondo quanto riportato dall’avvocato, Valdez Velazco avrebbe sostenuto di non essersi reso conto di aver ucciso Aurora se non il giorno successivo, dopo aver visto i servizi televisivi dedicati al ritrovamento del corpo. Durante la notte, l’uomo avrebbe raccontato di aver vegliato sulla giovane “pensando che fosse semplicemente assopita“.

Aurora Livoli era stata trovata parzialmente svestita, con segni evidenti sul collo e su un occhio. I primi risultati dell’autopsia hanno indicato che la causa della morte sarebbe stata lo strangolamento; al momento degli esami preliminari non era ancora emerso se la giovane fosse stata violentata, circostanza poi ammessa dall’indagato durante l’interrogatorio.

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Aurora Livoli

Il 57enne è stato individuato grazie alle immagini di una telecamera di videosorveglianza che lo hanno immortalato insieme alla vittima la sera del 28 dicembre in via Paruta, intorno alle 23.30. Dallo stesso condominio l’uomo sarebbe uscito da solo, per poi rientrare intorno alle 3 di notte. Valdez Velazco era già stato arrestato il 30 dicembre per una tentata rapina con brutale aggressione ai danni di un’altra diciannovenne, avvenuta circa un’ora prima dell’incontro con Aurora, sempre nei pressi della fermata della metropolitana di Cimiano, a meno di un chilometro dal luogo del delitto.

Secondo la versione fornita dall’indagato, lui e Aurora si sarebbero incontrati casualmente proprio alla fermata della metro di Cimiano la sera del 28 dicembre, dove la ragazza gli avrebbe chiesto del denaro per comprare un pacchetto di sigarette. Da lì i due si sarebbero diretti insieme nel condominio di via Paruta, dove la giovane è stata poi trovata morta la mattina seguente. Valdez Velazco ha dichiarato di non aver ucciso la ragazza intenzionalmente.

Velazco aveva precedenti per violenza sessuale

L’uomo aveva precedenti penali per violenza sessuale. Nel giugno 2025 era stato denunciato da una ragazza di 19 anni che aveva raccontato di essere stata portata con la forza in una camera da letto a Cologno Monzese e violentata. La procura di Monza aveva chiesto il rinvio a giudizio per violenza sessuale aggravata. Nonostante una precedente condanna per fatti simili risalente al 2019, già scontata, il 57enne si trovava a piede libero, anche a causa di un errore di aggiornamento del casellario giudiziario.

Aurora Livoli era nata a Roma e viveva con la famiglia a Fondi, in provincia di Latina. Il 4 novembre aveva lasciato casa e dal 26 dello stesso mese non aveva più dato notizie di sé. Il 10 dicembre i familiari avevano sporto denuncia di scomparsa. Nel pomeriggio del 28 dicembre, poche ore prima della morte, la giovane era stata controllata da alcuni agenti della polizia ferroviaria nei pressi della stazione Centrale di Milano, dichiarando di stare bene. La procura di Milano ha concesso il nulla osta per la sepoltura e i funerali di Aurora si terranno il 10 gennaio nella chiesa di San Giovanni Battista a Monte San Biagio, in provincia di Latina.

Aggressione a Ventimiglia: donna si getta dal balcone per salvarsi

Femminicidio evitato invece a Ventimiglia, dove una donna di 44 anni è stata aggredita dal marito, un uomo di circa 64 anni, all’interno della loro abitazione in corso Genova. Come riportato da Prima La Riviera, durante l’aggressione, avvenuta al culmine di una relazione definita burrascosa, l’uomo avrebbe colpito la moglie con una lama, forse un paio di forbici, provocandole ferite al volto e alle mani.

Per sfuggire alla furia del marito, la donna si sarebbe gettata dal balcone, riportando anche un trauma dorsale. È stata soccorsa e trasportata in elicottero all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Secondo le prime informazioni, la 44enne sarebbe cosciente e non in pericolo di vita, anche se i medici stanno ancora valutando le sue condizioni. Le ferite alle mani sarebbero compatibili con un tentativo di difesa dai fendenti.

L’uomo è stato portato in caserma dai carabinieri, che stanno ricostruendo l’accaduto e raccogliendo le testimonianze dei vicini. Al momento non si esclude neppure l’ipotesi che sia stato lui a spingere la donna dal terrazzo; la vittima dovrà essere ascoltata dagli inquirenti per chiarire la dinamica dei fatti.

Pugni, schiaffi e calci dal marito: aggressione a Cremona

Un nuovo episodio di violenza si è verificato anche a Ricengo, in provincia di Cremona, dove una donna è stata vittima di una brutale aggressione da parte del marito. I fatti – come raccontato da Prima Cremona – risalgono al pomeriggio di domenica 4 gennaio 2026, quando intorno alle 19:30 un vicino ha contattato la centrale operativa dei Carabinieri di Crema segnalando urla provenienti da un’abitazione e la fuga di una donna ferita. Soccorsa dai residenti della zona, la vittima è apparsa fin da subito in stato di forte shock e con evidenti segni di violenza.

All’arrivo sul posto, i militari della Stazione di Camisano hanno trovato la donna con lividi diffusi, ferite al volto e alle mani. La vittima ha raccontato di essere stata aggredita dal marito, che si trovava ancora all’interno dell’abitazione in evidente stato di ubriachezza. I Carabinieri, supportati da un’altra pattuglia, hanno anche gestito la tensione provocata dall’arrivo dei figli della coppia, intervenuti in difesa della madre, riuscendo infine a ricostruire la dinamica dell’aggressione.

Secondo quanto accertato, la donna aveva tentato di allontanarsi per evitare ulteriori conflitti, ma sarebbe stata strattonata, fatta cadere a terra e colpita al volto con un oggetto metallico. Nel tentativo di proteggersi, avrebbe riportato tagli alle mani, oltre a essere colpita con pugni, schiaffi e calci. Solo riuscendo a spingere l’uomo è riuscita a fuggire e a trovare rifugio dai vicini, che hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine. All’interno dell’abitazione i militari hanno riscontrato segni evidenti di colluttazione e tracce di sangue.

Accompagnata in caserma, la donna ha formalizzato la denuncia dichiarando di subire da anni maltrattamenti, tra insulti, minacce e aggressioni fisiche. Alla luce degli elementi raccolti, l’uomo è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate e trasferito nel carcere di Cremona. L’8 gennaio 2026 il giudice ha convalidato l’arresto, disponendo la custodia cautelare in carcere. La vittima è stata invece trasportata all’ospedale di Crema, dove i medici le hanno diagnosticato fratture e contusioni multiple, confermando la gravità delle lesioni riportate.

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