Femminicidi

Colpita alla testa con una scopa dal compagno, 33enne mamma di un bimbo di 6 mesi muore dopo 10 giorni di agonia

Tragedia a Castel Volturno (Caserta). In Friuli un 73enne si è tolto la vita dopo aver accoltellato la moglie, che si è salvata

Colpita alla testa con una scopa dal compagno, 33enne mamma di un bimbo di 6 mesi muore dopo 10 giorni di agonia

Il femminicidio continua a rappresentare una delle emergenze sociali più gravi in Italia. Nel giro di pochi giorni, due episodi di violenza estrema contro le donne hanno sconvolto comunità lontane tra loro – Castel Volturno, in provincia di Caserta, e Monfalcone, nel Goriziano – ma unite da un tragico filo rosso: la violenza domestica che degenera fino all’irreparabile.

Castel Volturno: uccisa dall’ex compagno dopo ore di violenze

È morta dopo dieci giorni di agonia la donna di 33 anni brutalmente aggredita dal suo ex compagno a Castel Volturno, in provincia di Caserta. L’uomo, di origine nigeriana e residente nel comune domiziano, è stato arrestato e ora per lui l’accusa diventa di femminicidio.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la spirale di violenza sarebbe iniziata quando lui si sarebbe presentato a casa dell’ex compagna, sfondando una porta a vetri per entrare, e l’avrebbe aggredita per la prima volta. Dopo essersi allontanato, la donna – già ferita – lo avrebbe raggiunto nella sua abitazione.

Qui, al culmine di un litigio furioso, l’uomo avrebbe afferrato il manico di legno di una scopa, colpendola ripetutamente con una violenza tale da provocarle ferite gravissime, in particolare al cranio. Le urla hanno allertato i vicini, che hanno chiamato la polizia.

Gli agenti del commissariato hanno trovato la donna riversa sul pavimento della cucina, in una pozza di sangue. Prima di perdere conoscenza, è riuscita a indicare il suo ex compagno come responsabile dell’aggressione. Trasportata d’urgenza all’ospedale Pineta Grande, è stata posta in coma farmacologico ma, nonostante i tentativi dei medici, è deceduta.

Il dramma nel dramma: un bambino di sei anni rimasto solo

Alla tragedia si aggiunge quella di un bambino di sei anni, figlio della vittima. Il minore è stato rintracciato dalla polizia e affidato temporaneamente a un uomo che si è dichiarato suo padre, ma con il quale avrebbe un cognome diverso. La situazione ha reso necessario l’intervento immediato dei servizi sociali, che stanno lavorando per garantire al bambino una tutela adeguata.

Monfalcone: tentato femminicidio e suicidio nella notte

Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio 2026, invece, un altro grave episodio di violenza domestica si è verificato a Monfalcone, in provincia di Gorizia. Un uomo di 73 anni ha accoltellato la compagna, di dieci anni più giovane, per poi togliersi la vita.

La donna è stata colpita più volte ed è stata trovata sanguinante sul pianerottolo, davanti all’appartamento. Nonostante le gravi ferite, è riuscita a sopravvivere. L’uomo, probabilmente convinto di averla uccisa, si è ferito alla gola ed è stato trasportato all’ospedale di Cattinara, a Trieste, dove è morto poco dopo.

L’ipotesi principale al vaglio degli inquirenti è quella di un tentato omicidio-suicidio. Le indagini sono affidate alla Squadra mobile della questura di Gorizia.

Cavarzare: tenta di dare fuoco alla moglie dopo una lite

Nella serata di Capodanno, giovedì 1° gennaio 2026, i Carabinieri di Cavarzare, in provincia di Venezia, sono intervenuti per fermare un marito che voleva dare fuoco a sua moglie. Il 43enne di origine albanese, mentre stava litigando con la moglie, prima l’avrebbe minacciata di morte e poi avrebbe preso del liquido infiammabile e avrebbe cosparso gli abiti della coniuge e la cucina, minacciando di innescare il fuoco.

Ad evitare la tragedia ha contribuito il figlio minorenne, il quale ha nascosto l’accendino al padre per guadagnare tempo mentre aspettava l’arrivo dei Carabinieri. Di fatto, grazie a lui è stata evitata la tragedia e i militari sono riusciti ad arrestare il 43enne. Non sarebbe stata la prima volta che la moglie subiva delle minacce o altri comportamenti violenti e molesti, ma finora non erano mai stati stati denunciati e perciò le Autorità ne erano all’oscuro. I Carabinieri hanno arrestato il 43enne e lo hanno accompagnato alla Casa Circondariale di Venezia, dove si trova attualmente a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Minacce di morte alla moglie: arrestato per stalking

Nella notte di lunedì 5 gennaio 2026 invece, a Padova, un uomo italiano di 49 anni è stato arrestato per il reato di stalking nei confronti dell’ex compagna. L’intervento è scattato intorno alle 4 del mattino, quando una donna di 36 anni ha contattato il numero di emergenza 112 segnalando la presenza dell’ex partner sotto la propria abitazione, in zona Chiesanuova, mentre le intimava in modo minaccioso di uscire di casa. Giunti sul posto, gli agenti delle Volanti hanno trovato l’uomo in evidente stato di agitazione, deciso a entrare nell’abitazione per riscuotere un presunto credito; solo dopo una lunga e paziente trattativa i poliziotti sono riusciti a calmarlo temporaneamente.

Dagli accertamenti è emerso un quadro di reiterate condotte persecutorie e violente iniziate nel settembre 2025, con episodi di minacce, urla e percosse culminati, nei giorni precedenti l’arresto, in gravissime intimidazioni, tra cui la minaccia di incendiare l’abitazione con all’interno i genitori anziani della vittima e successivi messaggi di morte. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per numerosi precedenti penali e recentemente denunciato per l’aggressione a due infermieri, è stato condotto in Questura e, al termine degli adempimenti di rito, trasferito presso la casa circondariale “Due Palazzi”, a disposizione della Procura della Repubblica di Padova.

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