Una vicenda che fa male

Morì colpito da una palma, la famiglia deve pagare 40.000 euro al Comune

L'incredibile epilogo della morte di Claudio Anastasi ad Aci Castello (Catania)

Morì colpito da una palma, la famiglia deve pagare 40.000 euro al Comune
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Una vicenda incredibile, di quelle che indignano e fanno arrabbiare. Perché mischiano il dolore per la prematura scomparsa di un proprio caro a una vera e propria beffa. Ad Aci Trezza, frazione di Aci Castello, in provincia di Catania, i figli di Claudio Anastasi, morto dopo essere stato colpito da una palma cadutagli addosso, sono stati condannati a pagare 40.000 euro al Comune.

Claudio Anastasi, morto colpito da una palma

Per comprendere la vicenda occorre fare un salto all'indietro nel tempo di undici anni. Era il 29 giugno 2013 e sulla provincia di Catania soffiava un forte vento. Claudio Anastasi, 58 anni, si trovava nella villa comunale Fortuna, sul lungomare di Aci Trezza, proprio di fronte ai famosi faraglioni.

A un certo punto, una violentissima raffica di vento aveva staccato la punta di una palma egiziana, che aveva colpito Anastasi alla testa, uccidendolo sul colpo. 

La causa e la beffa

Sulla vicenda la Procura di Catania aveva aperto un'inchiesta per omicidio colposo, ma il tutto si era chiuso con l'archiviazione. La famiglia del 58enne però aveva citato in giudizio l'Amministrazione comunale per non aver mai controllato quella pianta malata.

A distanza di quasi undici anni è arrivato il verdetto dell'appello (in primo grado i giudici avevano già dato ragione al Comune): secondo il Tribunale la morte di Anastasi si può derubricare a "caso fortuito" e anche eventuali controlli sulla palma non avrebbero potuto scongiurare la tragedia. Dunque i figli sono stati condannati a pagare le spese legali: 20mila euro per il primo grado e altrettanti per il secondo.

L'Amministrazione comunale si è messa in contatto con la famiglia proponendo una rateizzazione del pagamento. Impossibile, invece, annullarlo: nel caso succedesse il sindaco rischierebbe di finire a sua volta sul banco degli imputati per danno erariale.

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