Cronaca
Alto Adige

Cinque donne appartenenti a una setta religiosa arrestate: maltrattavano minori

Vessazioni, non fisiche ma di tipo psicologico: bambini costretti a pregare quasi di continuo, anche durante la notte.

Cinque donne appartenenti a una setta religiosa arrestate: maltrattavano minori
Cronaca 01 Gennaio 2022 ore 09:48

Avrebbero impedito ai loro figli di frequentare la scuola, per costringerli a pregare continuamente. Cinque donne, appartenenti a una setta religiosa, sono state arrestate su richiesta della procura di Bolzano con l’accusa di maltrattamenti su minori. (in copertina, sul tema sette religiose, un'immagine del recente film The Other Lamb).

Gli arresti sono stati effettuati dai carabinieri a Campo Tures, in valle Aurina. Le signore facevano parte di una setta svizzera denominata "Neu Christen" nuovi cristiani che si richiama ad un personaggio svizzero, Nikolaus Schneider, che si definisce "vescovo della spada".

Cinque donne appartenenti a una setta arrestate

Le accuse sono pesanti, le donne sono accusate di maltrattamenti, per aver costretto i due figli di una di loro, minori di 14 anni, a pregare ed a sottostare ad altri riti. Senza contare il fatto che i piccoli non venivano nemmeno più mandati a scuola. Tre di loro sono parenti: si tratta di madre, figlia e zia. Si trovano ora nella sezione femminile del carcere di Trento, in attesa di essere interrogate.

Le altre due donne arrestate, secondo quanto si è potuto apprendere, sono una «sacerdotessa» della setta e sua figlia. Sull’inchiesta che ha portato agli arresti c’è riserbo da parte degli inquirenti. A far scattare le indagini sarebbe stata una segnalazione: partendo da questa i carabinieri sono riusciti ad accertare le vessazioni, non fisiche ma di tipo psicologico, alle quali i due bambini erano sottoposti. In particolare, sarebbero stati costretti a pregare quasi di continuo, anche durante la notte.

L'accusa è di maltrattamento su minori

Il fondatore della setta si dice contrario alla teoria dell’evoluzionismo di Darwin, nemico dell’omosessualità, dell’aborto e delle teorie gender. L’indagine della procura di Bolzano si salda con un fenomeno molto diffuso in Alto Adige: quello delle famiglie (soprattutto di lingua tedesca e residenti nelle valli) che ritirano i loro figli dalla scuola dell’obbligo. Secondo l’istituto scolastico provinciale sono circa 600 gli alunni «spariti» dai radar degli insegnanti nell’ultimo anno. Ancestrale diffidenza verso lo Stato italiano e le sue leggi sembrano essere alla base di questo fenomeno.