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Christian Di Martino è sveglio e respira autonomamente

L'agente di Polizia accoltellato a Lambrate (Milano) risponde anche alle domande. Il peggio sembra alle spalle

Christian Di Martino è sveglio e respira autonomamente
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Christian Di Martino è sveglio e respira autonomamente. Il poliziotto 35enne accoltellato da uno straniero a Lambrate (Milano) giovedì 9 maggio 2024 sta meglio. Il peggio potrebbe essere alle spalle, anche se la guarigione sarà lunga.

Il poliziotto accoltellato a Milano è sveglio

L'agente di Polizia Christian Di Martino, ricoverato all'ospedale Niguarda di Milano dopo l'aggressione avvenuta in stazione a Lambrate, respira in maniera autonoma, senza più il tubo, e risponde alle domande. Lo riporta l'Ansa.

Di Martino era stato ferito poco dopo la mezzanotte di giovedì 9 aprile 2024, nei pressi della stazione milanese. Insieme ai colleghi era intervenuto dopo la segnalazione di una donna, che ha denunciato un 37enne marocchino, Hasan Hamis, che stava lanciando pietre contro treni e passanti. La stessa 55enne è stata colpita alla testa da un sasso e condotta in ospedale.

Nel tentativo di bloccare l'uomo, in evidente stato di alterazione, si è scatenata una colluttazione con gli agenti: il 35enne di loro ha rimediato tre coltellate che hanno causato un'emorragia interna. Le sue condizioni sono parse gravi sin da subito.

Le trasfusioni

Sembrerebbe che il poliziotto abbia subito cinque arresti cardiaci. La grave situazione  in cui è arrivato in ospedale ha comportato settanta trasfusioni, trenta di plasma e quaranta di sangue.

Ma alla fine sembra che la situazione sia in netto miglioramento.

Ha cercato di proteggere il suo aggressore

Di Martino aveva inseguito con il taser Hamis, che fuori controllo correva sui binari. Un tentativo, quello del vice ispettore di Polizia di proteggere quello che poi si sarebbe rivelato il suo aggressore, che rischiava di essere investito da un treno.

Il nordafricano, dopo l'arresto, ha dichiarato di essersi sentito "ingiustamente accerchiato". Una versione che però non ha convinto il Gip di Milano Lidia Castellucci, che ha disposto per lui il carcere.

Hamis, arrivato in Italia nel 2002, è sempre stato irregolare e alle forze dell'ordine ha fornito nel tempo la bellezza di 22 alias. Ha precedenti per rapina aggravata, furto, lesioni personali, droga e sequestro di persona.

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