Non solo Equalize, l’agenzia investigativa a due passi dal Duomo di Milano, creata da Enrico Pazzali e finita sotto i riflettori con gli arresti dell’ottobre 2024, ma un’intera “molteplicità di società” sparse in tutta Italia, che si scambiavano informazioni riservate, “esfiltrate” da banche dati strategiche.

Era un mercato parallelo di dossieraggi illegali che ha portato a quindici richieste di rinvio a giudizio a partire dallo stesso Pazzali, fino a coinvolgere un secondo filone di indagine con 81 persone. La Procura di Milano, diretta da Marcello Viola, sostiene che il gruppo operasse per finalità di profitto, commercializzando informazioni acquisite in modo illecito da banche dati delle forze dell’ordine e dell’Agenzia delle Entrate.
Violavano la legge per soddisfare le richieste di clienti perfettamente “consapevoli” delle modalità illegali attraverso il quale ottenevano le informazioni che cercavamo: questo il nodo secondo la Procura. Motivo per il quale la scure si abbatte anche sui facoltosi (ed in molti casi noti) nomi dei committenti.
I protagonisti e le strutture collaterali
Accanto a Pazzali, figura chiave era l’ex poliziotto Carmine Gallo, morto nel marzo 2025, a capo di una cellula che faceva capo a Luca Cavicchi, amministratore di una società di tutela del credito a Ferrara. Cavicchi collaborava con Flavio Rottigni, titolare di una società di scommesse a Bergamo, e con un poliziotto in servizio all’aeroporto di Orio al Serio per accedere alla banca dati SDI. Nell’inchiesta compare anche un finanziere della Dia di Lecce. Tutti i report prodotti dal gruppo avevano una caratteristica comune: le informazioni ottenute illegalmente venivano mascherate e fatte passare come fonti di stampa.

Fra i nomi nuovi spuntano anche un generale della Guardia di Finanza e diversi manager aziendali. Vecchi casi già noti includono lo spionaggio ai danni del velocista Marcell Jacobs e quello presumibilmente commissionato dall’ufficio legale di Eni.
Dossieraggio e richieste di processi
I pm Francesco De Tommasi e Eugenio Fusco, insieme ai colleghi della Dna Antonello Ardituro e Barbara Sargenti, hanno chiesto il processo per 13 persone, tra cui Pazzali, accusato di associazione per delinquere e reati collegati all’acquisizione illecita di dati per condizionare settori della politica e dell’imprenditoria.
Parallelamente, è stata notificata una seconda maxi chiusura indagini a carico di 81 indagati, tra cui nuovamente Pazzali e altri già presenti nel primo filone. Al centro ci sono i clienti di Equalize e una “ulteriore articolazione” guidata da Cavicchi, con scambi reciproci di informazioni da parte di operatori delle forze dell’ordine infedeli. Nel team di Cavicchi figurava anche l’esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci, difeso dall’avvocato Antonella Augimeri, che ha collaborato con gli inquirenti.
Il caso Jacobs e il presunto spionaggio
Secondo gli atti, l’hacker Gabriele Pegoraro avrebbe violato i telefoni del doppio oro olimpico Marcell Jacobs e del suo entourage per “captare informazioni” su presunti utilizzi di sostanze dopanti. La richiesta sarebbe partita da Giacomo Tortu, fratello del velocista e compagno di staffetta Filippo, che avrebbe pagato 10mila euro in contanti a Gallo per l’operazione. I pm sottolineano che il gruppo falsificava o alterava contenuti di comunicazioni, comprese chat, per soddisfare i clienti, come nel caso di incarichi ricevuti da Leonardo Maria Del Vecchio, uno dei figli del fondatore di Luxottica.

Altri nomi eccellenti spiati
Fra i nuovi nomi delle persone “spiate” emergono Christian ‘Bobo’ Vieri, ex attaccante di Inter e Nazionale, l’ex agente fotografico Fabrizio Corona, Selvaggia Lucarelli e Ricky Tognazzi, attore e regista. Gli accessi abusivi coinvolgevano la banca dati SDI e la Banca dati Serpico della Guardia di Finanza. In alcuni casi non è stato possibile risalire ai committenti.

Clienti e nuove contestazioni
Oltre agli atti di spionaggio, il filone riguarda anche manager e imprenditori come Stefano Orsini, security manager di Luxottica, Stefano Speroni, capo ufficio legale Eni, e dirigenti di Erg, Heineken e Barilla. L’accusa include accessi abusivi, intercettazioni illegali e corruzione. Il generale della Gdf Cosimo di Gesù avrebbe acquisito dati riservati dalla banca dati Serpico su richiesta di Pazzali.
Chiusura indagini e rinvii a giudizio
La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Pazzali, ex presidente di Fondazione Fiera Milano e titolare di Equalize, per associazione per delinquere e altri reati legati ai dossieraggi. Nel secondo maxi-filone compaiono – come accennato – anche Leonardo Maria Del Vecchio, Stefano Speroni e Giacomo Tortu, accusato di spionaggio ai danni di Jacobs.
L’inchiesta ha portato alla luce un “mare magnum” di accessi abusivi a sistemi informatici, intercettazioni illegali e condizionamenti di figure pubbliche e private, rivelando un mercato parallelo di informazioni riservate senza precedenti.