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Attacco hacker ai supermercati italiani, frigoriferi fuori controllo: si teme per ospedali e trasporti

Vertice urgente a Palazzo Chigi con intelligence e Agenzia per la cybersicurezza nazionale

Attacco hacker ai supermercati italiani, frigoriferi fuori controllo: si teme per ospedali e trasporti
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Non più soltanto computer bloccati, dati rubati o aziende sotto ricatto. Gli attacchi informatici arrivano direttamente nei supermercati e mettono a rischio la conservazione degli alimenti. È quanto sta accadendo in diversi Paesi europei, Italia compresa, dove tra domenica 1° e lunedì 2 novembre 2026 sono stati segnalati episodi di manomissione dei sistemi di refrigerazione commerciale. Una nuova minaccia che preoccupa il Governo, tanto da spingere alla convocazione di un vertice urgente a Palazzo Chigi, mentre gli investigatori cercano di capire chi si nasconda dietro gli attacchi e quali siano i reali obiettivi.

La particolarità di questi episodi è che gli hacker non sembrano aver puntato direttamente al denaro o ai dati personali dei clienti. Almeno per il momento, non risultano richieste di riscatto. L’obiettivo potrebbe invece essere quello di provocare danni materiali, interrompere servizi essenziali e diffondere un senso di vulnerabilità nella popolazione.

Supermercati sotto attacco in Sicilia: cosa è successo

I primi casi italiani confermati dalle testimonianze degli operatori riguardano alcuni supermercati a marchio Coop in Sicilia, gestiti in franchising dal gruppo Radenza. Secondo quanto riferito dal direttore generale Giuseppe Spadaro, almeno tre punti vendita a Catania e uno a Palermo hanno subito attacchi ai sistemi informatici che regolano la temperatura dei banchi frigoriferi.

L’intrusione sarebbe avvenuta intorno alle 4 del mattino di lunedì 2 novembre. Gli aggressori sono riusciti a modificare da remoto i parametri degli impianti, provocando un aumento anomalo delle temperature e il conseguente deterioramento di alcuni alimenti. L’amministratore delegato Danilo Radenza ha confermato che l’attacco ha interessato il sistema di telecontrollo dei banchi surgelati. Sono state attivate le procedure di verifica e contenimento, mentre resta da quantificare l’entità dei danni economici. La società Coop ha precisato che nei supermercati gestiti direttamente dalla propria rete nazionale non sono stati riscontrati inconvenienti analoghi, distinguendo dunque questi punti vendita da quelli in franchising.

Ma l’allerta non riguarda soltanto la Sicilia. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) ha comunicato di aver ricevuto una segnalazione da un’azienda della Toscana, operante nella ristorazione collettiva, e di aver individuato un ulteriore attacco a un’impresa dell’Emilia-Romagna specializzata nella produzione di surgelati.

Frigoriferi trasformati in forni: l’ondata di attacchi in Europa

Gli episodi italiani si inseriscono in un fenomeno che ha già coinvolto numerosi Paesi europei. Nel mese di ottobre un’ondata di attacchi aveva interessato centinaia di supermercati francesi. Il 2 novembre nuove anomalie sono state segnalate in Belgio, Lussemburgo, Svezia, Irlanda, Paesi Bassi ed Estonia, oltre che in altre nazioni. Oltre 100 punti vendita europei hanno registrato problemi ai sistemi di refrigerazione.

Fra le aziende interessate figurano operatori della grande distribuzione come Ahold Delhaize, Carrefour, Colruyt, ICA e Coop Svezia. Anche alcuni punti vendita della catena irlandese SuperValu hanno dovuto rimuovere dagli scaffali prodotti refrigerati e surgelati. In diversi casi le temperature dei sistemi sono state alterate fino a raggiungere valori estremamente elevati, anche 50 gradi, rendendo impossibile la corretta conservazione degli alimenti.

In Belgio, un macellaio ha raccontato di aver subito perdite per circa 15.000 euro a causa del deterioramento della merce. Il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ha espresso preoccupazione per gli attacchi, sottolineando che, pur non risultando attualmente compromessa la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare europeo, le conseguenze economiche e lo spreco di prodotti sono reali.

Come fanno gli hacker a controllare i frigoriferi?

La spiegazione riguarda una tecnologia ormai diffusissima nella grande distribuzione: i sistemi di refrigerazione connessi a Internet. I supermercati utilizzano dispositivi che consentono ai tecnici di monitorare le temperature, ricevere segnalazioni di guasto e intervenire sugli impianti anche a distanza. Questi strumenti migliorano la gestione quotidiana, ma possono diventare vulnerabili quando sono collegati alla rete senza protezioni adeguate. Un aggressore che riesca ad accedere al sistema di controllo può modificarne le impostazioni, alterando la temperatura dei frigoriferi e compromettendo la conservazione dei prodotti.

Non è necessario entrare fisicamente nel supermercato: un dispositivo industriale vulnerabile può trasformarsi in un punto di accesso per un attacco informatico. Le indagini devono ancora stabilire se gli episodi registrati in diversi Paesi siano effettivamente collegati e se siano riconducibili agli stessi responsabili.

Vertice a Palazzo Chigi: si teme una nuova forma di guerra ibrida

La risposta delle istituzioni italiane è immediata. Per martedì 3 novembre, alle 11.30, è stata convocata una riunione a Palazzo Chigi, coordinata dal sottosegretario Alfredo Mantovano, con i vertici dell’intelligence e dell’ACN. Anche il Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, approfondirà la vicenda attraverso audizioni dei responsabili dei servizi di intelligence e della cybersicurezza.

Secondo l’ipotesi esaminata negli ambienti della sicurezza, questi episodi potrebbero rientrare in una strategia di guerra ibrida, nella quale gli attacchi informatici vengono utilizzati anche per generare paura e sfiducia. Il timore riguarda possibili azioni future contro infrastrutture ancora più delicate, come ospedali, reti sanitarie e sistemi di trasporto.

L’allarme dell’Agenzia cyber: come proteggere i sistemi

L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha invitato supermercati, aziende alimentari e società di manutenzione a verificare urgentemente la sicurezza dei propri impianti. Fra le misure raccomandate figurano la separazione dei sistemi industriali dalle reti aziendali, la protezione degli accessi remoti attraverso VPN e autenticazione a più fattori, il controllo degli account privilegiati e la sostituzione dei dispositivi obsoleti. La Polizia postale sta intanto ricostruendo la provenienza delle intrusioni.