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Amanda Knox in lacrime a Firenze: confermata la condanna a 3 anni per calunnia a Lumumba

"Ero una ragazza di vent’anni, ingannata e maltrattata dalla polizia, che in un momento di crisi cercava di fare la cosa giusta"

Amanda Knox in lacrime a Firenze: confermata la condanna a 3 anni per calunnia a Lumumba
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Amanda Knox, l'ex coinquilina di Meredith Kercher, è stata condannata a 3 anni dalla corte d'assise d'appello di Firenze. Doveva rispondere all'accusa di nei confronti di Patrick Lumumba, titolare di un pub del capoluogo umbro che era stato citato come assassino di Meredith dalla stessa Knox, che fu assolta in via definitiva, dopo un'alternanza di condanne e assoluzioni.

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Amanda Konx: confermata la condanna per calunnia

Confermata la condanna per calunnia per l'americana. L’americana, oggi 36enne, ha già scontato gli anni di carcere, avendone trascorso quattro a Perugia dopo la condanna in primo grado per l’omicidio. Disposti anche cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e pagamento delle spese processuali.

Alla lettura della sentenza l'americana è scoppiata in lacrime.

I difensori di Knox

"Sono delusa, non me lo aspettavo" ha detto ai suoi difensori, Carlo Dalla Vedova e Luca Luparia Donati che le erano accanto. Poi via, con il marito Chris Robinson. Senza fare commenti con i tanti giornalisti e cineoperatori arrivati a Firenze dagli Sati Uniti e dall'Inghilterra, il Paese della Kercher.

Knox e il marito fuori dal tribunale di Firenze

Come racconta Prima Firenze, gli avvocati difensori di Amanda hanno già annunciato che la vicenda non finisce con la sentenza del 5 giugno 2024.

"Entro 60 giorni verranno depositate le motivazioni e poi sicuramente impugneremo davanti alla Cassazione".

Le dichiarazioni spontanee

La giovane americana aveva rilasciato dichiarazioni spontanee alla corte fiorentina:

"Il 5 novembre 2007 è stato il giorno peggiore della mia vita. Sono stata interrogata per ore nella notte in una lingua che conoscevo a malapena, ero a milioni di chilometri di distanza dalla mia famiglia, mi hanno detto che sarei andata in carcere per 30 anni se non avessi ricordato tutto e mi hanno dato anche scappellotti in testa per farmi ricordare quello che non ricordavo".

rudy guede
Guedè, Knox, Sollecito ai tempi del delitto

E poi ancora: "Ho scritto quel documento (il memoriale) di cui si parla in questo processo per difendermi e per allontanare le accuse. Ero una ragazza di vent’anni, ingannata e maltrattata dalla polizia, che in un momento di crisi cercava di fare la cosa giusta. Per questo chiedo umilmente alla Corte di dichiararmi innocente".

Le parole sul profilo X

"Il 5 giugno entrerò nella stessa aula di tribunale in cui sono stata condannata per un crimine che non ho commesso. Anche questa volta sarò lì per difendermi. Spero una volta per tutte di pulire il mio nome dalle false accuse. Buona fortuna" aveva scritto la Knox sul suo canale social. E conclude, in italiano: "In bocca al lupo".

L'assoluzione per il delitto Meredith

A Firenze, i giudici della Corte d'Assise d'Appello la condannarono il 30 gennaio 2014 insieme a Raffaele Sollecito. Il successivo ricorso in Cassazione da parte degli imputati fu, invece, accolto chiudendo la vicenda giudiziaria con l'assoluzione dei due ex fidanzatini.

Meredith Kercher

La calunnia a Lumumba

Knox doveva difendersi nuovamente dall'accusa di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba che la donna, all'epoca ventenne, aveva indicato come l'assassino di Meredith nel corso di un interrogatorio. La Corte europea dei diritti dell'uomo ha successivamente stabilito che l'interrogatorio fu irregolare e da questo pronunciamento vi fu un ulteriore ricorso dell'americana, che ha dato il via all'attuale processo.

La casa teatro dell'assassinio di Meredith

Rudy Guede unico condannato

Per il delitto Kercher è stato condannato in appello a 16 anni con l'accusa di concorso in omicidio il 36enne ivoriano Rudy Guede, che ha finito di scontare la sua pena ma si trova al centro di un altro procedimento in seguito alle accuse di violenze denunciate dalla sua ex.

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