Cronaca
VITE SPEZZATE

Aggredite e uccise: si sono suicidati in carcere entrambi i loro assassini

A Carmagnola un papà 38enne aveva anche ucciso il proprio figlio. A Calmasino gli inquirenti avevano ipotizzato un'aggressione sessuale.

Aggredite e uccise: si sono suicidati in carcere entrambi i loro assassini
Cronaca 27 Settembre 2021 ore 14:51

In poche ore è andato in scena il medesimo copione, a 300 chilometri di distanza. In carcere a Torino s'è tolto la vita Alexandro Riccio, il folle 39enne che il 29 gennaio 2021 aveva ammazzato la moglie Teodora e il figlioletto di soli 5 anni a coltellate nella casa di famiglia a Carmagnola, nell'hinterland del capoluogo piemontese. A Verona invece s'è impiccato in cella Emanuele Impellizzeri, il vicino di casa 38enne che ha spezzato la giovane vita di Chiara Ugolini il 5 settembre 2021, dopo essersi introdotto nell'appartamento in cui la 27enne viveva col fidanzato.

Suicida in carcere a Torino

La strage familiare era forse scaturita dalla volontà di Teodora di lasciarlo, al culmine di una serie di litigi domestici e di dissapori. Alexandro, aveva colpito ripetutamente con vari oggetti contundenti la povera donna, poi era andato nella camera dove dormiva innocentemente il piccolino e si era accanito su di lui con otto coltellate all'addome e alla gola. Infine si era tagliato le vene e si era gettato dal balcone, nel tentativo di uccidersi. Ma era sopravvissuto ed era stato soccorso dai Carabinieri giunti sul posto.

Nella notte fra sabato e domenica avrebbe aspettato che il compagno di cella fosse del tutto addormentato, quindi si è tolto i pantaloni e li ha intrecciati come a formare una corda. Quindi si è legato ben stretto un capo al collo e l'altro l'ha fissato alla finestra. Infine, si è lasciato cadere riuscendo ad impiccarsi.

Si è impiccato in cella a Verona

Alle 5.30 è stato trovato privo di vita nel carcere di Montorio, a Verona. Impellizzeri era stato arrestato con l'accusa di avere ucciso Chiara dopo essersi introdotto - arrampicandosi su un terrazzino - nell'appartamento che la ragazza condivideva con il compagno a Calmasino di Bardolino (Verona).

Di origini catanesi, il vicino di casa era stato fermato lungo l'autostrada del Sole nei pressi di Firenze, dopo essere fuggito in sella alla propria motocicletta. Negli ultimi giorni era stato trasferito dal carcere fiorentino di Sollicciano a quello veronese di Montorio: oggi era in programma l’interrogatorio da cui gli inquirenti aspettavano un chiarimento sul movente del delitto, rispetto al quale avevano ipotizzato la pista dell’aggressione sessuale.