Cronaca
In provincia di Arezzo

Accusa un infarto durante una festa in parrocchia: salvato col defibrillatore da uno scout adolescente

L'intervista al giovane salvatore: "Sono solo uno scout che ha imparato a scuola le tecniche di soccorso"

Arezzo Aggiornamento:

Al posto giusto, nel momento giusto e con le competenze adatte per intervenire. Sono stati questi gli elementi fondamentali che hanno permesso a uno scout adolescente di salvare la vita a un signore di 55 anni il quale, durante una festa, ha improvvisamente accusato un infarto. Un intervento tempestivo realizzato con l'ausilio del defibrillatore. Il giovane scout ha avuto il coraggio e il sangue freddo di fare la cosa giusta grazie anche alle tecniche imparate durante un corso di rianimazione e primo salvataggio. Alessandro Dioni, 17 anni, intervistato da Italia 7, ha dichiarato:

"Sono solo uno scout che ha imparato a scuola le tecniche di soccorso".

Scout 17enne salva la vita di un 55enne colpito da infarto

"Hanno agito con sangue freddo, coraggio e altruismo".

Sono state queste le parole con cui don Alessandro Conti, prete della parrocchia di San Marco, provincia di Arezzo (Toscana) ha commentato la storia a lieto fine che lo scorso venerdì 7 luglio 2023, come raccontato da Prima Firenze, si è verificata durante una festa.

Un gruppo di scout, bambini e genitori, stava festeggiando, quando uno dei genitori, Marcello di 55 anni, si è accasciato colpito da infarto. Tutti si sono subito resi conto del dramma. Ma a prendere subito la situazione in mano sono stati i giovanissimi dello staff scout, che si sono coordinati per dare soccorso.

In particolare un 15enne ha chiamato il 118 e l'ambulanza, una 17enne ha preso i bambini più piccoli spaventati e li ha allontanati, mentre Alessandro Dioni, quasi 17 anni, ha afferrato un defibrillatore, attaccato al muro della chiesa, ha fatto allontanare tutti per agire in sicurezza ed ha eseguito le pratiche imparate a scuola.

Alessandro Dioni, 17 anni

Il cuore è ripartito, ma solo per un attimo. Di scariche ne serviranno altre due, fino all'arrivo del 118:

"Ho effettuato tre scariche - ha raccontato il 17enne - il cuore di questo signore ha ripreso a battere, poi ho praticato un massaggio cardiaco mentre contemporaneamente è arrivato il mezzo del 118. Ho fatto come ho imparato al corso che ho frequentato".

Il racconto di quegli attimi

Alessandro Dioni, pochi giorni dopo quanto accaduto, durante un'intervista a Italia 7, ha raccontato la grande paura di quegli attimi, ma anche il sangue freddo con cui è stata affrontata e gestita la situazione.

"Eravamo tutti insieme a parlare in fondo al parcheggio della chiesa, quando abbiamo sentito gridare - ha ricordato Alessandro ai microfoni di Italia 7 - Io e miei amici siamo corsi a vedere. Io sono andata subito da Marcello, mentre un altro animatore è andato a portare via i bambini per metterli al sicuro. Mi sono avvicinato e ho sentito il polso. Il battito debolissimo".

"Non faccio il volontariato, ha raccontato alle telecamere di Italia 7. Ha la voce ferma Alessandro, anche se dall'emozione nel ricordare quei momenti si percepiscono tutti i suoi 16 anni di coraggio e di intraprendenza.

"Sono un ragazzo che frequenta il liceo classico di Arezzo. Lì sono tre anni che facciamo il Bls. Ho agito semplicemente. Ho pensato che qui se non si fa qualcosa finisce in tragedia".

Lucidità e determinazione.

"Ho iniziato prima con il massaggio cardiaco, poi ho chiesto se ci fosse un defibrillatore - ha spiegato ancora - Sono corso al muro della chiesa per prenderlo. Ho applicato le placche e avviato la macchina. Ho premuto il pulsante e ho sentito il corpo vibrare".

La commozione per quanto accaduto è arrivata dopo che il 55enne è stato portato in ospedale:

"Lì per lì non ci ho pensato molto. Ho iniziato a realizzare quando l'hanno portato via. Mi sono commosso. Poi dopo c'è stata grande preoccupazione. Quella notte non sono riuscito a dormire. Sono crollato a notte fonda e mi sono svegliato con una foto di Marcello e i suoi figli".

Marcello ha mandato una foto dall'ospedale per dire che sta bene e che gli sarà applicato un pacemaker, poi è stato dimesso dall'ospedale.

"E' stato un intervento provvidenziale - ha commentato il responsabile del 118 dell'ospedale di Arezzo, Massimo Mandò - ma non mi stupisce perché con i nostri corsi abbiamo creato una bella sensibilità e soprattutto persone anche giovanissime in grado di salvare una vita".

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