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Vaccinare i bambini contro il Covid serve? Cosa dicono gli esperti (che si dividono)

Anche i medici si dividono tra chi è totalmente favorevole e chi ha posizioni più attendiste e vorrebbe avere a disposizione più dati.

Vaccinare i bambini contro il Covid serve? Cosa dicono gli esperti (che si dividono)
Attualità 22 Novembre 2021 ore 08:54

Entro il 29 novembre 2021 l'Ema si esprimerà sulla possibilità di vaccinare i bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni contro il Covid. Nel mondo numerosi Paesi sono già partiti - Cina, Israele, Stati Uniti per citare i principali - e presumibilmente anche l'Europa andrà a ruota. Ma la domanda è legittima: vaccinare i bambini contro il Covid serve? Anche la scienza si divide sul tema.

Vaccinare i bambini contro il Covid serve?

Il tema è importantissimo e tra i più divisivi. Perché anche tra i vaccinisti (e vaccinati) convinti qualche dubbio in più sui più piccoli c'è. Pure gli stessi medici e scienziati non sembrano al momento concordi sulla somministrazione ai più piccoli del siero anti-Covid. Quantomeno sul farlo ora.

D'altronde ci è stato detto sin dall'inizio (e i dati lo confermano) che i più piccoli soffrono di meno e finiscono raramente in ospedale. Dall'altra parte, però, possono essere veicolo di contagio per i parenti anziani e fragili e più in generale per la popolazione.

Un altro capitolo è quello delle scuole, anche se al momento l'anno scolastico 2021-22 non ha mostrato particolari criticità, al di là di qualche fisiologica classe in quarantena.

C'è chi dice "sì"

La Società italiana di Pediatria è assolutamente d'accordo sulla vaccinazione. La presidente Annamaria Staiano ha spiegato che non si possono escludere manifestazioni severe nei più piccoli. Da inizio pandemia   sono stati quasi 800.000  i casi tra individui tra 0 e 19 anni, di cui circa 190.000 tra i 5 e gli 11 anni.   Così come non va  sottovalutata la protezione dei bimbi più fragili e che vivono comunque a stretto contatto con i loro coetanei a partire dall’ambito scolastico.

Favorevole pure il primario di infettivologia di Genova Matteo Bassetti:

"Come per il morbillo e la pertosse vanno evitate nei bambini le malattie infettive che possono dare complicanze se pure remote"

Sulla stessa lunghezza d'onda Antonella Viola, l'immunologa dell'università di Padova:

"Dobbiamo vaccinare i bambini per proteggerli dal Covid. In una popolazione vaccinata diventerebbero il target principale che verrebbe aggredito dal virus. Dobbiamo farlo per proteggerli dalla malattia, perché possano vivere serenamente senza mettere piede in ospedale".

E con lei anche Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano

“Spero che a breve sia possibile vaccinare anche i bambini, non appena ci sarà il via libera da parte dell’Ema, considerando che anche per loro il Covid non è una passeggiata e ha degli effetti a lungo termine”.

L'attendismo dello Spallanzani, di Crisanti e dell'Oms

Sono più attendisti i medici dello Spallanzani di Roma, che hanno affidato il loro pensiero a una nota ufficiale diffusa nei giorni scorsi.

"Abbiamo assistito a un effetto di protezione 'di popolazione' per questa fascia di età, attribuibile all'impatto della vaccinazione nella popolazione adulta. In particolare quella degli operatori scolastici può aver contribuito a ridurre il rischio di contagio. Inoltre nella popolazione di questa fascia di età il rischio di infezione  sembra legato più ai contagi familiari che a quelli scolastici. Va sottolineato che l'incidenza dei ricoveri nei casi pediatrici rimane estremamente bassa, mentre non sono disponibili dati sul long Covid in questa popolazione. La valutazione deve tener conto di molteplici fattori, in termini di rischi e benefici, sia individuali che di popolazione. E' chiara la necessità di avere maggiori dati sulle eventuali conseguenze a lungo termine dell'infezione da Covid in questa popolazione".

Concetto ribadito a Sky Tg24 da  Francesco Vaia, direttore dell'Istituto nazionale per le malattie infettive della Capitale:

"Se noi adulti siamo vaccinati, se il personale scolastico è vaccinato, in questo momento non c'è l'esigenza di vaccinare i bambini. Quando le agenzie regolatorie, Ema e Aifa, approveranno  il vaccino per i più piccoli,  verificheremo a che punto è la pandemia e potremo decidere con maggiore serenità e con dati che ci dicono anche i risultati a lunga distanza del Covid, che oggi non sono chiarissimi".

Attendista anche Andrea Crisanti, microbiologo dell'Università di Padova, che sottolinea come al momento i dati siano pochi e che preferirebbe aspettare cosa dicono le vaccinazioni in Israele e Stati Uniti:

"Sarebbe opportuno qualche caso in più. Comunque Israele ha iniziato  e in un paio di mesi avremo qualche dato in più, questo è un beneficio per tutta la comunità. Se i dati saranno buoni fra due e tre mesi potremo iniziare a vaccinarli".

Stessa musica anche per  Maurizio Bonati, dell’Istituto Mario Negri:

“Vaccinare i bambini di 5-11 anni non è una priorità. Abbiamo tempo per decidere. Aspettiamo che si faccia chiarezza”

Anche per l'Oms sarebbe il caso di attendere, ma per un altro motivo, come ha spiegato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus.

“Non ha senso dare la dose booster ad adulti sani o vaccinare i bambini, quando nel mondo ci sono operatori sanitari, anziani e altri gruppi ad alto rischio che stanno ancora aspettando la loro prima dose di vaccino anti-Covid. L’eccezione, come abbiamo detto, sono gli individui immunocompromessi”

Vaccinare i bambini contro il Covid serve? Anche gli Stati sono divisi

Anche gli Stati europei sono al momento divisi. Alcuni Paesi del Nord (soprattutto Svezia e Danimarca) si sono detti contrari, mentre l'Austria (che ha annunciato l'obbligo vaccinale per tutti a febbraio) è senza dubbio favorevole. Gli altri bene o male rimangono incerti e in attesa del parere dell'Ema.

Anche l'Italia al momento non ha preso posizione. Walter Ricciardi, consulente del Ministero della Salute ha però escluso sin da ora l'obbligo per i bambini.