LA TEORIA DEL GRANDE IMPATTO

Un nuovo studio riapre il caso sulla nascita della Luna

Secondo le nuove simulazioni, la Luna si sarebbe originata dopo l'impatto tra la Terra e Theia, per anni considerato un pianeta fantasma

Un nuovo studio riapre il caso sulla nascita della Luna

Per miliardi di anni è rimasto solo un nome, un’ipotesi. Un pianeta fantasma, vaporizzato in un impatto colossale e scomparso per sempre dal Sistema Solare. Oggi, grazie a un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science, Theia torna a far parlare di sé. E lo fa con una rivelazione sorprendente: potrebbe essersi formato molto più vicino al Sole di quanto si sia sempre creduto. Forse, addirittura, accanto alla Terra.

La teoria del Grande impatto

Secondo le nuove simulazioni, Theia si sarebbe originato nel Sistema Solare interno, in una regione calda e luminosa dove si formarono anche Mercurio e Venere. Qui, nelle prime fasi della storia del Sistema Solare, le condizioni fisiche avrebbero favorito la nascita di pianeti rocciosi come la Terra. La successiva spinta gravitazionale di Giove e Saturno avrebbe poi costretto Theia a migrare verso l’esterno, fino a collidere con la giovane Terra circa 100 milioni di anni dopo la nascita del Sistema Solare.

La collisione – conosciuta come teoria del Grande impatto – avrebbe generato un gigantesco ammasso di materiale incandescente. Da quei detriti sarebbero nati due corpi distinti: la Terra moderna e la sua Luna. Un evento catastrofico, ma allo stesso tempo creativo: il Big Bang del nostro mondo.

Le tracce dell’impatto nelle rocce

Il nuovo studio, guidato da Timo Hopp dell’Istituto Max Planck per la Ricerca sul Sistema Solare, utilizza un approccio quasi forense. Gli scienziati hanno analizzato le “impronte digitalicontenute nelle rocce terrestri e lunari – i rapporti isotopici di ferro, cromo, zirconio e molibdeno – confrontandoli con quelli dei meteoriti provenienti da diverse regioni del Sistema Solare.

I campioni studiati per la teoria del pianeta Theia sono stati raccolti durante le missioni Apollo

I campioni studiati sono stati 15 terrestri e 6 lunari, questi ultimi raccolti durante le missioni Apollo. Poiché gli isotopi conservano la memoria del luogo di formazione, il confronto ha permesso di risalire non solo all’impatto, ma anche all’origine di Theia. Il risultato è chiaro: i rapporti isotopici della Terra e della Luna coincidono con quelli dei meteoriti del Sistema Solare interno. Quelli delle regioni esterne, invece, non corrispondono. Theia, dunque, non sarebbe arrivato da lontano: era già qui, vicino a noi.

Una nuova lettura della storia terrestre

Questo scenario spiega diversi misteri geologici. Se la Terra primordiale aveva già formato un nucleo ferroso prima dell’impatto, gli elementi pesanti avrebbero dovuto essersi concentrati in profondità. Eppure, oggi troviamo ferro anche negli strati più esterni del pianeta. Come è possibile? La risposta – suggerisce la nuova ricerca – è che parte del ferro presente nel mantello terrestre sia arrivata proprio da Theia, un corpo ricco di metalli che “riformò” la Terra dopo l’impatto.

Il modello proposto, inoltre, chiarisce la presenza sulla Terra di elementi rari che difficilmente si sarebbero potuti trovare alle sue origini, ma che sarebbero stati più comuni vicino al Sole, dove Theia si formò. L’impatto diventerebbe dunque il tassello mancante capace di spiegare sia la nascita della Luna sia l’evoluzione interna del nostro pianeta.

Theia non era un ospite: era un coinquilino

La grande novità del nuovo studio sta proprio qui. Per anni si è ipotizzato che Theia potesse essersi formato ai margini del Sistema Solare, magari ricco d’acqua o materiale volatile. Ma i dati mostrano l’opposto: la sua firma isotopica è compatibile con quella dei corpi rocciosi interni. Significa che Terra e Theia si formarono l’una accanto all’altra, come vicini di casa. E che l’impatto non fu l’arrivo di uno straniero, ma uno scontro tra due fratelli.

superluna blu
Secondo la teoria del Grande impatto, si sarebbe generato un gigantesco ammasso di materiale incandescente dal quale sono nati la Terra moderna e la sua Luna

Questa nuova prospettiva ribalta molte ipotesi precedenti e apre un filone di studi importante: comprendere come i pianeti possano evolvere in stretta prossimità, collidere e fondersi, formando corpi ibridi come la Terra-Luna.

Da quell’antica collisione, oggi la Luna si sta lentamente allontanando: circa 3,8 centimetri all’anno, alla velocità di un bradipo. È un movimento quasi impercettibile, ma racchiude la storia di un evento che ha cambiato per sempre il volto del nostro pianeta.