COINCIDENZE

Tris di Conte: l’ex premier, l’allenatore e la giornalista travolti da un insolito destino

Un mix di vicende diverse, ma accomunate dal cognome dei protagonisti, dove politica, calcio e potere mediatico si intrecciano

Tris di Conte: l’ex premier, l’allenatore e la giornalista travolti da un insolito destino

L’Italia e i tre Conte. Una storia tipica che racconta i paradossi del nostro Paese.

Un mix di vicende diverse, ma accomunate dal cognome dei protagonisti, dove politica, calcio e potere mediatico si intrecciano.

C’è infatti qualcosa di profondamente italiano – e al tempo stesso sorprendentemente emblematico – nella curiosa coincidenza che vede tre “Conte” occupare contemporaneamente il centro del dibattito pubblico.

Tre storie diverse, tre ambiti distinti, eppure un unico filo conduttore: oltre al cognome, appunto, il peso delle leadership in una fase di evidente incertezza del Paese.

Conte 1, il trasformismo politico di Giuseppe

Andiamo con ordine. Al centro della scena politica resta quasi sorprendentemente, Giuseppe Conte, per lui una nuova stagione di protagonismo che molti osservatori faticano a incasellare.

Perché è inutile girarci attorno, in molti dopo la fine della sua esperienza da premier e il ridimensionamento costante del M5S, pensavano a una sua progressiva uscita di scena.

Invece Giuseppe Conte c’è. Forse addirittura più di prima. E in questi giorni il suo “trasformismo” nell’ambito dei rapporti con gli Stati Uniti e il vulcanico presidente Trump stanno contribuendo a tenerlo in auge.

Da una parte, il leader del Movimento 5 Stelle continua a rimarcare posizioni critiche nei confronti della Casa Bianca; dall’altra, emergono segnali di apertura – se non di vero e proprio riavvicinamento – verso un possibile asse con l’America di The Donald.

Giuseppe Conte e Donald Trump

Un atteggiamento che alcuni definiscono appunto “trasformismo”, altri semplice pragmatismo politico.

Ma il punto più interessante è un altro: nelle dinamiche ancora fluide del Centrosinistra, il nome di Conte torna a circolare con insistenza come possibile federatore dell’area progressista, trovando ascolto anche in settori non marginali del Partito Democratico.

Conte e quel “duello” con Elly Schlein, la bilancia pende verso l’ex premier

Un’ipotesi che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata improbabile e che oggi invece fotografa bene la difficoltà del campo progressista nel trovare una leadership stabile e riconosciuta.

Il resto lo hanno in questi ultimi giorni i sondaggi, specie dopo l’esito del referendum sulla Giustizia.

Perché se il Pd si conferma il primo partito del Centrosinistra, guardando invece al gradimento dei leader, proprio Giuseppe Conte ha superato e anche abbastanza nettamente Elly Schlein.

conte schlein
Giuseppe Conte ed Elly Schlein

Tanto è bastato a far tornare di attualità la questione Primarie che però entrambi i protagonisti e tutto sommato anche i partiti di riferimento vorrebbero evitare. O almeno con entrambi i due leader in competizione.

Ma la novità di queste ultimissime ore è che Goffredo Bettini, la “mente” più recente del corso del Partito democratico avrebbe speso più di una parola nel mondo dem per certificare l’investitura di Giuseppe Conte a leader della coalizione.

Goffredo Bettini, co-fondatore del Pd

E la stessa cosa, sempre abbastanza clamorosamente, avrebbe fatto un altro pezzo da novanta della storia del Pd, Massimo d’Alema.

Alla parata di Pechino spunta... Massimo D'Alema
Massimo D’Alema

La sensazione è che se ne vedranno delle belle.

Conte 2, Antonio il richiamo della Nazionale

Se la politica è in fermento, il calcio non è da meno.

Dopo la debacle degli Azzurri contro la Bosnia (che ci è costata la terza eliminazione di fila ai Mondiali), torna a circolare con forza il nome di Antonio Conte come possibile nuovo commissario tecnico della Nazionale.

Antonio Conte, allenatore del Napoli, tornerà sulla panchina della Nazionale?

Una prospettiva che riapre scenari già visti: l’attuale allenatore del Napoli rappresenta l’uomo delle svolte drastiche, capace di ridare identità e disciplina a squadre in difficoltà.

Basti pensare alle sue esperienze alla Juve, sulla panchina azzurra, su quella del Chelsea e appunto all’ombra del Vesuvio.

Ma il suo eventuale ritorno segnerebbe anche una scelta netta, quasi emergenziale, da parte della Federazione.

In un momento in cui il calcio italiano cerca ancora una direzione dopo anni di risultati altalenanti, il “metodo Conte” potrebbe apparire come l’unica strada percorribile.

Ma a quale prezzo, in termini di progettualità e visione a lungo termine?

Conte 3, Claudia Conte, il Piantedosi gate e gli equilibri del Viminale

Infine, il terzo fronte, forse il più delicato perché intreccia sfera privata e conseguenze pubbliche.

Le indiscrezioni sulla relazione tra la giornalista Claudia Conte e il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi stanno alimentando un dibattito che va ben oltre il gossip.

Marco Gaetani con Claudia Conte

La vicenda è ormai mediaticamente nota (dopo l’intervista con la “confessione” della giornalista a un “collega”, Marco Getani, vicino a Fratelli d’Italia) con tutte le sue ricadute e possibili conseguenze politiche.

Il punto non è tanto la dimensione personale quanto infatti le possibili implicazioni sugli equilibri istituzionali e mediatici.

Le opposizioni infatti sono andate repentinamente all’attacco, anche per via di quell’incarico che la stessa Conte ha (ma dal Governo assicurano gratuitamente) nella Commissione per lo studio sulle Periferie.

La giornalista Claudia Conte al centro di una vicenda con il Ministro Piantedosi

La Lega sta con le antenne dritte, forse perché Salvini sogna continuamente il suo ritorno al Viminale.

Mentre il diretto interessato, incassata dopo un faccia a faccia, la fiducia della premier (e di Fratelli d’Italia), tace e ha dato mandato a un suo legale.

Piantedosi all'Anci: "Incremento fondi per la sicurezza urbana una priorità"
Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno

Addirittura gli ultimi rumors dicono che la sua relazione con la giornalista era già ormai giunta al capolinea e qualcuno nell’intervista “confessione” ci ha visto una sorta di vendetta.

A molti altri, la vicenda ha ricordato la liaison tra l’ex Ministro alla Cultura Gennaro Sangiuliano e la promoter-imprenditrice Maria Rosaria Boccia.

Maria Rosaria Boccia e Gennaro Sangiuliano

E curiosamente, proprio su questa vicenda che costò il Ministero all’ex direttore del TG2 e lo costrinse alle dimissioni, vale la pena ricordare quale era stato il giudizio di Claudia Conte durante una puntata di Coffee Break su La7:

“E’ grave mischiare pubblico e privato, è grave porre quasi sotto ricatto il Ministro. Emerge lo stereotipo della donna pronta a tutto per avere successo, notorietà…”.

Ecco l’incredibile intervista che Conte rilasciò all’epoca: