GOLA PROFONDA

“Spendificio” Garante della privacy: l’elenco delle spese pazze del collegio (20 volte di più in quattro anni)

L'Autorità sotto indagine inoltre avrebbe adottato "atteggiamenti benevoli" nei confronti di alcune aziende non proprio rispettose della privacy...

“Spendificio” Garante della privacy: l’elenco delle spese pazze del collegio (20 volte di più in quattro anni)

Dalle bistecche (“Buone proprio come le vuole il dottore”) agli hotel extralusso a 5 stelle (naturalmente con palestra e thermarium) ai voli in aereo e viaggi in treno nella classe più confortevole, mazzi di fiori, piante.

E ancora, dalla macelleria al parrucchiere, pure un traduttore extra per una missione in Giappone sebbene l’ufficio ne avesse uno proprio a libro paga.

Un elenco lungo e variegato e l’ormai certezza di una “gola profonda” che ha “imbeccato” la trasmissione di Rai Tre Report e dato il via a una vicenda che sta sollevando un autentico polverone.

Negli atti dell’inchiesta della procura di Roma nei confronti del Garante della privacy Pasquale Stanzione emergono spese considerate fuori misura rispetto al ruolo e alle funzioni dell’Autorità.

Il garante della privacy Pasquale Stanzione

Spese pazze e di tutti i tipi, la bufera sul garante

Tra acquisti alimentari di pregio, soggiorni in hotel di lusso, servizi personali e trasferte internazionali particolarmente onerose, i magistrati parlano di comportamenti che avrebbero inciso sul “decoro dell’ente”.

Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di finanza, tra il 2021 e il 2024 i costi complessivi legati all’attività del Collegio sarebbero cresciuti in modo significativo, con un incremento di ben venti volte: da 20mila a 400mila euro in quattro anni.

Un aumento quantificato in diverse centinaia di migliaia di euro l’anno, attribuito in larga parte a viaggi, pernottamenti in strutture a cinque stelle, spese di rappresentanza e servizi non strettamente connessi all’attività istituzionale.

Le disponibilità economiche del Collegio della privacy

Ecco allora che dalle indagini delle Fiamme Gialle è emerso che ciascun componente del Collegio disponeva di una carta di credito per le spese di missione, con margini di utilizzo molto ampi e rendicontazioni ritenute, in alcuni casi, incomplete.

In particolare, dagli accertamenti emergerebbero acquisti di generi alimentari e pasti pronti per importi rilevanti, privi della documentazione fiscale ordinaria, sostituita da semplici annotazioni interne.

Una gola profonda per far crollare il castello del Garante

Le testimonianze raccolte, anche da parte di dipendenti dell’Autorità ascoltati in forma riservata (e questo particolare farebbe pensare a una “gola profonda”), parlano di un clima di tolleranza verso spese giudicate “eccessive”.

Tra gli esempi citati figurano sistemazioni alberghiere di lungo periodo in strutture di alta categoria per i componenti non residenti a Roma, oltre a costi accessori non necessari inseriti nei conti.

Situazioni che avrebbero sollevato perplessità negli uffici amministrativi e che avrebbero dunque portato anche a un clima di malessere e mal sopportazione.

La strana vicenda della casa del presidente

Ma non basta. Sempre dall’attività investigativa è emerso un altro profilo di interesse riguardo l’alloggio scelto dal presidente, inizialmente locato a un canone e successivamente rinegoziato a cifre più elevate.

Secondo gli atti, l’aumento sarebbe stato ritenuto anomalo dagli uffici, tanto da determinare un momentaneo blocco dei pagamenti.

Tanto più che sempre dalle carte della Finanza è evidenziata la “vicinanza” dell’immobile a un’altra struttura ricettiva riconducibile a familiari, un elemento che nei documenti della Gdf viene definito “meritevole di approfondimento”.

Le auto e i conti extralarge delle trasferte

Altro capitolo riguarda l’impiego delle auto di servizio, che in almeno un’occasione sarebbero state utilizzate per spostamenti di natura politica.

Un aspetto che gli inquirenti collegano al contesto temporale di decisioni delicate assunte dall’Autorità.

Particolarmente onerosa risulta infine una missione internazionale del 2023 in Asia (appunto in Giappone), il cui costo finale avrebbe superato di oltre il doppio la previsione iniziale.

A incidere sarebbero stati, oltre ai voli in classe business, il numero elevato di accompagnatori e l’assunzione temporanea di personale di supporto linguistico, nonostante la presenza interna di figure con analoghe competenze.

Nel complesso, il quadro delineato dall’accusa è quello di una gestione delle risorse giudicata disinvolta, ora al centro di verifiche per ipotesi di reato che vanno dal peculato alla corruzione. 

Gli atteggiamenti benevoli verso le aziende che…non rispettavano la privacy

Ma non solo. Paradosso della vicenda, l‘autorità inoltre avrebbe adottato “atteggiamenti benevoli” nei confronti di alcune aziende non proprio rispettose della privacy.

Si sarebbero dunque favorite alcune aziende, ignorando o minimizzando le loro violazioni relative alla protezione dei dati personali, mostrando una condotta “benevola” o di favore nei loro confronti, invece di applicare sanzioni e far rispettare le normative sulla privacy, un’accusa che si scontra con i principi di imparzialità dell’Autorità stessa. 

Agli investigatori resterà ora da accertare se questi “atteggiamenti benevoli” avvenissero dietro un corrispettivo di denaro o regalie.

Il commento della premier Meloni

Oggi la premier Meloni interverrà al tavolo sui migranti a Copenaghen
La premier Giorgia Meloni

In visita ufficiale in Giappone (dove ironia del destino in una trasferta proprio Stanzione aveva speso 80mila euro), a margine di altri temi soprattutto di carattere internazionale (Groenlandia, Medio Oriente), anche la premier Giorgia Meloni ha commentato la vicenda:

“Dimissioni del collegio del Garante della privacy? Sull’inchiesta non ho elementi, mi rimetto alla magistratura della quale mi fido”.