la denuncia

“Sono le mie gambe”: Manuel Bortuzzo e la carrozzina danneggiata dopo il volo

"Io sono fortunato, a casa ne ho un'altra. Ma se fosse successo a chi ne possiede soltanto una?"

“Sono le mie gambe”: Manuel Bortuzzo e la carrozzina danneggiata dopo il volo

Il viaggio era finito. Per Manuel Bortuzzo, però, il problema è cominciato proprio al momento di tornare a casa.

Rientrato in Italia dopo una vacanza tra Zanzibar e Tanzania insieme alla fidanzata Serena Padovano, il nuotatore paralimpico ha scoperto che la sua carrozzina era stata gravemente danneggiata durante il trasporto aereo. Il volo era operato da Ethiopian Airlines e, secondo quanto raccontato dall’atleta, la sedia gli è stata riconsegnata in condizioni tali da risultare inutilizzabile.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Manuel Bortuzzo (@manuelmateo_)

Bortuzzo ha documentato l’accaduto con fotografie e video pubblicati sui social.

“Grazie per avermi rotto la carrozzina”, ha scritto ironicamente, definendo quello appena affrontato “il peggior volo della mia vita”, con critiche anche all’assistenza ricevuta durante il viaggio e nello scalo di Addis Abeba.

“Sono le nostre gambe, la nostra libertà”

Ma la denuncia è rapidamente andata oltre il danno personale.

“Una carrozzina per chi è obbligato a starci sopra è una cosa troppo importante e delicata e va trattata con rispetto e cura. Sono le nostre gambe, la nostra libertà“, ha scritto Bortuzzo.

Bortuzzo si è posto anche una domanda molto concreta: cosa sarebbe accaduto se la carrozzina fosse stata danneggiata all’andata, anziché al ritorno?

“Come facevo otto giorni così?”, ha osservato. E soprattutto: “Io sono fortunato, torno a casa e mi siedo su un’altra nuova. Fossi stato un altro ragazzo che aveva solo questa?”.

Centinaia di testimonianze dopo il suo racconto

La vicenda ha assunto rapidamente una dimensione più ampia. Dopo le prime storie pubblicate online, Bortuzzo ha spiegato di aver ricevuto numerosissimi messaggi da persone con disabilità che raccontavano esperienze simili.

Il punto sollevato dal nuotatore è che il danneggiamento di un ausilio per la mobilità non determina soltanto una perdita economica. Può significare per una persona non poter uscire dall’aeroporto autonomamente, muoversi, lavorare o proseguire una vacanza. Bortuzzo ha annunciato di voler procedere con una denuncia, mentre al 17 agosto lamentava di non avere ancora ricevuto una risposta soddisfacente dalla compagnia.

Un problema che non riguarda soltanto Bortuzzo

Il caso italiano riaccende un problema conosciuto nel trasporto aereo internazionale.

Un’indicazione della sua dimensione arriva dagli Stati Uniti, dove le compagnie sono obbligate a comunicare al Department of Transportation i casi di sedie a rotelle e scooter gestiti in modo non corretto. I dati ufficiali mostrano che più di un ausilio ogni 100 trasportati sui voli domestici americani viene danneggiato, ritardato o perso.

Nell’ottobre 2024, per esempio, su 81.367 sedie a rotelle e scooter imbarcati, 954 risultarono gestiti in modo non corretto: circa l’1,17%.

Il dato riguarda il mercato statunitense e non può essere automaticamente applicato all’Europa, ma dimostra che quello denunciato da Bortuzzo non è un episodio sconosciuto al sistema del trasporto aereo.

Cosa prevedono i diritti dei passeggeri con disabilità

Nell’Unione europea esiste una normativa specifica per garantire alle persone con disabilità o mobilità ridotta condizioni di viaggio comparabili a quelle degli altri passeggeri.

Il Regolamento europeo 1107/2006 riconosce, tra gli altri, il diritto all’assistenza gratuita negli aeroporti e specifiche tutele nel trasporto aereo.

Il problema delle carrozzine danneggiate è particolarmente delicato anche perché molti dispositivi sono costruiti o configurati sulle esigenze fisiche della singola persona. Sostituirli immediatamente con una normale sedia a rotelle aeroportuale non significa quindi necessariamente restituire al passeggero la stessa autonomia.

Dal sogno olimpico alle Paralimpiadi

Nella notte tra il 2 e il 3 febbraio 2019, quando aveva 19 anni ed era una delle promesse del nuoto italiano, Manuel Bortuzzo venne colpito alla schiena da un proiettile durante una sparatoria nella zona dell’Axa, a Roma, alla quale era completamente estraneo. La lesione midollare gli causò la paralisi degli arti inferiori. Per quella vicenda due persone sono state successivamente condannate in via definitiva.

Manuel Bortuzzo
Manuel Bortuzzo

Lo sportivo è poi tornato in acqua e ha costruito una nuova carriera nel nuoto paralimpico. È proprio per questo che, nella sua denuncia, la carrozzina non diventa il simbolo di una limitazione, ma dello strumento che gli consente di muoversi autonomamente fuori dalla piscina.