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Sicurezza online, l’Unione Europea lancia l’EU Kids Act: niente social ai minori di 13 anni

Fissata a 15 anni, invece, l'età per aprire un proprio account autonomo. Introdotti limiti e controlli anche per videogiochi online e chatbot di intelligenza artificiale

Sicurezza online, l’Unione Europea lancia l’EU Kids Act: niente social ai minori di 13 anni

Tra i tanti temi oggi all’attenzione dell’Unione Europea c’è sicuramente quello della sicurezza tecnologica e digitale per i minorenni. Ecco perché, nella giornata di giovedì 17 settembre 2026, la Presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen ha annunciato l’EU Kids Act. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Cos’è l’EU Kids Act

“Ogni giorno i nostri figli interagiscono con alcune delle tecnologie più sofisticate mai create. Tecnologie che non sono state concepite pensando al loro benessere. Dobbiamo stabilire dei limiti chiari nel mondo digitale. Questo è ciò che farà il nostro KIDS Act”.

E’ con queste parole che Von Der Leyen ha presentato pubblicamente l’EU Kids Act pensato dall’Unione Europea per tutelare i minori online.

Da un lato regole più rigide per l’accesso dei minorenni ai social media, ma anche a videogiochi e chatbot di intelligenza artificiale. Dall’altro obblighi più stringenti per le piattaforme digitali.

“Il 92% degli europei ritiene che si debba rafforzare la tutela di bambini e giovani online, e circa il 70% si dice preoccupato per il cyberbullismo, le molestie e il grooming (adescamento di minori) – ha aggiunto Von Der Leyen – Analizzando le cifre, emerge un altro dato sorprendente: in Europa, i giovani trascorrono in media dalle 4 alle 6 ore al giorno davanti a uno schermo. Per chi ha iniziato a usare i social media prima dei dieci anni, la durata è ancora maggiore: trascorrono online circa 7-8 ore al giorno, un lasso di tempo che equivale quasi a una giornata lavorativa completa per un adulto. Troppi bambini vengono esposti troppo presto al mondo online“.

Uno scenario a cui si è giunto dopo mesi di pressione da parte dei governi europei, in particolare Francia e Spagna.

“L’infanzia non si distrugge con algoritmi né interessi economici. L’infanzia si protegge con le nostre democrazie” ha affermato il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez.

Anche Save The Children ha espresso soddisfazione, ribadendo che i limiti siano proporzionati e accompagnati da sistemi di verifica dell’età realmente affidabili e rispettosi della privacy.

Niente social ai minori di 13 anni

Tra le novità, la più importante è il divieto totale di accesso ai social network per i minori di 13 anni.

Tra i 13 e 15 anni, invece, ai social si potrà accedere, ma solo con “mini account” che prevedono funzionalità ridotte, tempi di utilizzo limitati e un controllo diretto da parte dei genitori.

A 15 anni, invece, è stata fissata l’età per cui il minore potrà aprire un account personale autonomo. In questo caso, però, le piattaforme dovranno garantire standard di sicurezza elevati.

Rovesciare l’onere della prova

Altro elemento fondamentale dell’EU Kids Act è il fatto che viene introdotto il principio dell’inversione dell’onere della prova.

In tal senso, le piattaforme devono dimostrare che i loro servizi sono adeguati all’età e sicuri per impostazione predefinita. Questa prerogativa non è più affidata agli utenti.

“La Commissione vuole colpire il design che incoraggia un utilizzo prolungato e i sistemi capaci di indirizzare i ragazzi verso contenuti dannosi” ha dichiarato Von Der Leyen.

Ecco perché, come sottolineato dall’eurodeputato Sandro Ruotolo (Partito Democratico), relatore del rapporto sull’impatto dei social media sui giovani, la tutela dei minori non può ricadere esclusivamente sulle famiglie:

“La responsabilità non può essere scaricata sui minori e sulle famiglie, deve essere delle piattaforme”.

Videogiochi e chatbot IA

Ma a finire nel mirino non sono solo Instagram e TikTok.

Anche videogiochi online e chatbot di intelligenza artificiale, sempre più diffusi anche tra i bambini e gli adolescenti, saranno soggetti a importanti limitazioni e controlli.

In particolare, per quanto riguarda i chatbot, l’Unione Europea intende evitare funzioni che favoriscano rapporti emotivi inappropriati tra minori e assistenti virtuali. Le piattaforme dovranno quindi fornire strumenti di controllo parentale più efficaci e sistemi affidabili per la verifica dell’età degli utenti.

Già in corso verifiche alle piattaforme

Per verificare il rispetto delle norme europee sulla protezione dei minori online, Bruxelles ha già avviato procedimenti nei confronti di TikTok e Meta.

Il Digital Service Act, infatti, prevede multe fino al 6% del fatturato mondiale delle piattaforme per le violazioni più gravi.

“L’Europa ha il potere di agire. Siamo noi a decidere le nostre regole, non le Big Tech” ha aggiunto Von Der Leyen.