Braccio di ferro politico

Scuola di Pioltello chiusa per Ramandan: Valditara trova un "cavillo" ma il preside non molla. Gli insegnanti: "Aggrediti dallo stesso Stato che dovrebbe difenderci"

E' caos intorno alla scuola dell'hinterland milanese: un susseguirsi di prove muscolari che dimostrano come il nodo sia ormai di natura politica

Scuola di Pioltello chiusa per Ramandan: Valditara trova un "cavillo" ma il preside non molla. Gli insegnanti: "Aggrediti dallo stesso Stato che dovrebbe difenderci"
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E' caos totale. Intorno alla decisione dell'Istituto comprensivo Iqbal Masih di Pioltello, nell'hinterland milanese, di chiudere le scuole in corrispondenza del termine del Ramadan si sono scatenate polemiche a livello nazionale.

La scuola di Pioltello

Ira di Salvini, blitz dei "Patrioti Italiani" notturno con tanto di cartello "sovranista", controlli a tappeto del ministro dell'Istruzione Valditara, lettera aperta degli insegnanti che appoggiano la scelta del dirigente scolastico Alessandro Fanfoni e denunciano una strumentalizzazione politica della questione e la nuova mossa del preside a fronte dell'ostruzionismo.

Striscione sovranista fuori dalla scuola di Pioltello

Monsignor Delpini, arcivescovo di Milano, interrogato sulla vicenda difende il preside.

Arcivescovo Delpini

Scuola chiusa per Ramadan: irregolarità

Al Capone non fu arrestato per mafia, ma per evasione fiscale. Così un "cavillo" burocratico rischia di compromettere il lavoro fatto dal Consiglio d'istituto dell'Iqbal Masih di Pioltello. Gli ispettori inviati dal Ministero dell'Istruzione Valditara hanno rilevato delle irregolarità nella delibera di Consiglio che stabiliva il calendario scolastico, invitando il dirigente a rivedere la decisione assunta.

Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara

Era maggio del 2023 quando il Consiglio d'istituto dell'Iqbal Masih approvava all'unanimità il calendario scolastico dell'anno 2023-2024. Documento che al suo interno comprendeva anche la chiusura in occasione della festività del Ramadan. Un documento che è andato bene per 10 mesi, sino a quando non è scoppiata la polemica - nei giorni scorsi - sulla decisione dell'istituto e il Ministro dell'Istruzione Valditara ha chiesto un'ispezione mirata all'interno della scuola.

La notizia è stata commentata con sdegno anche dal vicepremier leghista Matteo Salvini:

A quel punto, più che didattica, il tutto si è tramutato in un braccio di ferro politico.

E gli ispettori hanno fatto il loro lavoro, trovando il "cavillo", le irregolarità burocratiche che potrebbero spingere verso un cambiamento della linea adottata a maggio dal Consiglio d'istituto.

A conferma di quanto detto, la questione è già oggetto di discussione a Roma, visto che la senatrice del Pd e cittadina pioltellese Simona Malpezzi ha presentato un'interpellanza urgente chiedendo al ministro Valditara di conferire alle camere per spiegare quali siano i motivi che invalidano la decisione della scuola.

La contromossa del preside

Ora la contromossa del dirigente Fanfoni, che ormai è consapevole di quanto la "partita" si giochi anche sul piano politico nazionale:

Ringrazio l’Ufficio scolastico per il celere riscontro in merito alla necessità di disapplicare la delibera del Consiglio di Istituto relativa al calendario scolastico 2023/2024. Sarà pertanto doveroso coinvolgere nuovamente gli organi collegiali nel processo decisionale che porterà alla nuova delibera.

Queste le parole che il preside ha affidato a un comunicato stampa in cui ha nuovamente ribadito un punto focale per la scuola: allentare la tensione mediatica sulla scuola per garantire serenità agli alunni e al personale.

Come spiega Prima la Martesana, oltre alla ormai famosa delibera che sanciva la chiusura per la festa di fine Ramadan, la scuola di Pioltello è finita al centro delle polemiche dopo che il ministro all'Istruzione Giuseppe Valditara ha commentato i risultati degli Invalsi dell'Iqbal Masih, paragonandoli a quelli delle altre scuole lombarde e definendoli sotto media.

"Mi viene chiesto di chiarire come mai in precedenti commenti sulla qualità didattica nell’I.C. Iqbal Masih io abbia parlato di ottimi risultati Invalsi quando potrebbe non sembrare esattamente così. Credo sia importante dire, in particolare a chi non si occupa di Scuola, che Invalsi per elaborare statistiche e comparazioni bilanciate, utilizza il cosiddetto indicatore ESCS (Economic, Social and Cultural Status) al fine di definire lo status sociale, economico e culturale delle famiglie degli studenti che partecipano alle Prove Invalsi.

Il contesto di appartenenza dei ragazzi, a parere dell’Istituto di ricerca, gioca un ruolo molto importante sui livelli di apprendimento. Come sottolinea Invalsi è risaputo che quanti vivono in condizioni di maggiore vantaggio economico, ma anche sociale e culturale, hanno migliori possibilità di conseguire risultati più soddisfacenti durante il loro percorso formativo. Il cosiddetto background ha quindi un notevole valore predittivo sui risultati conseguiti dagli alunni. L’ESCS delle classi dell’I.C. Iqbal Masih di Pioltello, come si evince anche dai dati pubblici visibili su Scuola in Chiaro - nella sezione RAV - Indicatori - Esiti - è ritenuto da Invalsi: basso, l’ESCS della regione Lombardia è invece mediamente di gran lunga superiore rispetto a quello del nostro Istituto".

E ancora:

"I risultati dei nostri alunni, al termine delle classi terze della secondaria di I grado, comparati a quelli di scuole con pari indice ESCS sono inferiori di 0,1 punti nelle prove di Italiano, superiori di 23,3 punti nelle prove di Matematica, superiori di 27,6 punti nelle prove di Inglese Listening e superiori di 23,2 punti nelle prove di Inglese Reading. Tali risultati, raggiunti dai nostri alunni con il prezioso lavoro svolto dai docenti, tengono conto anche delle prove Invalsi di tutti gli alunni Nai che popolano le nostre classi, ovvero ragazzi neo arrivati in Italia da meno di 2 anni, ancora nella fase di alfabetizzazione.

Tali alunni, infatti, devono svolgere prove standard nazionali di Italiano, Matematica e Inglese identiche agli alunni che hanno svolto un percorso di otto gradi di istruzione in Italia, dalla scuola primaria alla secondaria di I grado, pur avendo un Piano di Studi Personalizzato nel rispetto delle Linee Guida ministeriali per l’accoglienza degli alunni stranieri".

Insomma, il preside spiega che le condizioni di una scuola di periferia dell'hinterland, con evidenti problematiche, non possono essere paragonate ai risultati ottenuti in una scuola privata nel centro di Milano.

Il dirigente Fanfoni

Non è detta l'ultima parola

L'invito dell'Ufficio scolastico regionale lombardo al preside Alessandro Fanfoni è di valutare la disapplicazione della decisione in autotutela. Ma questo non comporta per forza un dietrofront totale. La scuola, infatti, ha la possibilità di revocare la delibera contestata e riconvocare entro cinque giorni il Consiglio d'istituto per procedere con una nuova votazione di un documento conforme alle osservazioni presentate.

La lettera degli insegnanti: no a ingerenze politiche

Sino a oggi non avevano parlato, nonostante le polemiche. Ora però anche i docenti dell'Istituto comprensivo Iqbal Masih di Pioltello hanno deciso di fare sentire la loro voce e lo hanno fatto attraverso una lettera firmata da tutti gli insegnanti.

Come docenti dell’Istituto Comprensivo Iqbal Masih di Pioltello vogliamo esprimere la nostra indignazione per la strumentalizzazione di una scelta legittima, condivisibile o meno, votata all’unanimità dei docenti presenti nel maggio 2023 e accolta all’unanimità dal Consiglio di Istituto. La scelta della Scuola nasce dall'analisi e dalla valutazione del contesto territoriale, sociale e culturale in cui è inserita, in periferia di Milano, con un'utenza multiculturale con predominanza araba e pakistana. Ci teniamo a sottolineare con forza che la nostra non è una scelta politica e prendiamo le distanze da ogni strumentalizzazione.

Siamo un Collegio formato da quasi 200 docenti, con idee ed orientamenti politici ovviamente molto diversificati, che ha operato una scelta didattica che va rispettata.

Un altro aspetto su cui i docenti hanno voluto puntare l'attenzione è stata il sentimento di scoramento nato in loro dopo aver visto che ad attaccarli sono state le istituzioni, ossia coloro che dovrebbero tutelarli in quanto dipendenti pubblici:

Come lavoratori della Scuola ci sentiamo offesi e maltrattati, in questi giorni siamo calpestati nei valori e nella dignità. "Chi aggredisce un dipendente di una scuola aggredisce lo Stato" ha dichiarato il Ministro Valditara poco tempo fa, ma da giorni ci sentiamo aggrediti e non tutelati dall’ondata di odio generata su stampa e social anche da parte di esponenti politici.

Lavoriamo da anni come Scuola “per non fare scappare gli italiani”, per non creare classi ghetto e per creare armonia ed interazione tra culture diverse, mai per annientare o sottomettere una cultura ad un'altra. Ci offendono certi commenti e ci feriscono perché lavoriamo ogni giorno nel rispetto dei valori costituzionali, perché cerchiamo di agire attraverso il nostro lavoro i principi di uguaglianza sostanziale e formale sanciti dall'art.3 della Costituzione.

Una chiusura non religiosa né politica

Infine l'aspetto dirimente su cui tutta la questione ruota: la chiusura è legata a una scelta didattica, non politica e men che meno religiosa:

L’integrazione e l’intercultura nel nostro contesto sono reali e agiti, la convivenza è serena, non forzata, nessuno si sottomette ad altri. Riteniamo che fare lezione con metà degli alunni in classe NON sia fare lezione, che le attività proposte andrebbero comunque riprese e che sia necessario sospendere le attività didattiche nel giorno in cui quasi metà della scuola è assente.

Non siamo docenti che lavorano solo per lo stipendio, chi sceglie di lavorare a Pioltello lo fa con l'anima e con il cuore perché sa che lavorare in questo contesto comporta sacrifici quotidiani, perché sa che è una sfida continua e un continuo sperimentarsi per garantire l'istruzione a tutti all'interno di classi multiculturali.

Non meritiamo questo trattamento, non abbiamo proposto al Consiglio di Istituto un giorno di vacanza aggiuntiva per riposarci meglio, chiediamo dunque RISPETTO. Chiediamo che si abbassino i toni, che si possa lavorare serenamente e che non sia necessario fuggire o districarsi tra telecamere e microfoni a caccia di qualche commento che faccia notizia. Lasciateci “fare scuola”!

I docenti dell’Istituto Comprensivo Iqbal Masih di Pioltello.

La precisazione "tecnica"

Resta un dettaglio importante da chiarire: ogni scuola ha facoltà di utilizzare tre giorni discrezionali di vacanza, che si aggiungono a quelli "canonici" stabiliti dall’Ufficio scolastico regionale.

Quindi, la presidenza, ha soltanto deciso di far convergere su questo evento, che avrebbe comunque provocato la metà delle assenza, la chiusura al posto che decidere di farla in un'altra giornata. Lo stop, insomma, ci sarebbe comunque. Nessun perdita extra di giorni scolastici.

Monsignor Delpini dalla parte del preside

 L'arcivescovo di Milano Mario Delpini, risponde così a una domanda sulle polemiche:

 "Non mi pare il caso di far diventare la cosa un problema". E, riguardo alle irregolarità riscontrate dall'Ufficio scolastico regionale nella delibera, osserva che "hanno i loro organismi. Se lo hanno detto, avranno i loro motivi".
E ancora:
"Una delle cose più importanti della vita è la religione. Non so come sia il regolamento delle scuole, si sospende anche a carnevale. Sono sorpreso dal cancan sollevato da una vicenda che credo non solo assolutamente normale, ma addirittura auspicabile. Rispettare la festa dei musulmani è un modo per capire l'altro. Le scuole tengono in considerazione le settimane bianche, figuriamoci un appuntamento come questo. E' un ottimo esempio davanti a una realtà complessa, se usciamo dalla logica di conquista e ci mettiamo in quella dell'incontro".
Delpini

Anche Delpini chiarisce la questione dei giorni di vacanza da assegnare a discrezione:

"In Lombardia abbiamo un calendario perpetuo, poi ogni scuola sceglie sulla base del contesto. Il dirigente ha fatto bene. I bambini sono curiosi, vogliono sapere perché l'altro festeggia e come, percepiscono la divisione molto meno degli adulti. E sono certo che siano stupiti dai commenti di queste ore".

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