Lunedì 13 aprile 2026 è in programma uno sciopero nazionale delle farmacie private della durata di 24 ore, dalla mezzanotte alle 24. La mobilitazione, indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, coinvolgerà oltre 76mila lavoratrici e lavoratori su tutto il territorio italiano.
La protesta riguarda tutto il personale dipendente:
- farmacisti collaboratori
- addetti e operatori di farmacia
Nonostante lo sciopero, le farmacie resteranno aperte, ma con servizi ridotti.
Farmacie aperte: quali servizi sono garantiti
Durante lo sciopero del 13 aprile 2026 saranno comunque assicurati i servizi minimi essenziali, come stabilito dalla Commissione di Garanzia sugli scioperi e recepito da Federfarma.
Cosa cambia per i cittadini
I disagi in particolare riguarderanno:
- almeno 1/3 del personale sarà in servizio
- garantito almeno il 50% delle prestazioni
- tutte le farmacie resteranno aperte (anche non di turno)
L’obiettivo è evitare disagi gravi e garantire l’accesso ai farmaci.
Possibili eccezioni
La chiusura può avvenire solo in casi eccezionali:
- adesione totale allo sciopero
- impossibilità del titolare di garantire il servizio
In questi casi, la chiusura deve essere comunicata ad ASL e Comune.
Le farmacie devono inoltre informare i cittadini con un cartello esposto almeno 5 giorni prima.
Perché i farmacisti scioperano: le ragioni della protesta
Alla base dello sciopero c’è il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale, scaduto ad agosto 2024 e ancora fermo dopo mesi di trattative senza accordo.
Le principali richieste dei sindacati:
- aumento degli stipendi
- recupero del potere d’acquisto perso con l’inflazione
- riconoscimento delle competenze professionali
- valorizzazione delle responsabilità crescenti
I sindacati denunciano una proposta economica insufficiente da parte delle aziende.
Scontro sugli stipendi: quanto chiedono i lavoratori
Uno dei nodi principali riguarda gli aumenti salariali:
- richiesta sindacati: circa +360 euro
- proposta datori di lavoro: tra 120 e 200 euro
Il divario piuttosto ampio ha bloccato le trattative, irrigidendo le posizioni.
Le associazioni datoriali sottolineano invece la necessità di tutelare la sostenibilità economica delle farmacie, soprattutto quelle più piccole o rurali.
Farmacia dei servizi: come cambia il lavoro dei farmacisti
Lo sciopero si inserisce in un contesto di trasformazione del settore.
Negli ultimi anni si è affermato il modello della “farmacia dei servizi”, che amplia il ruolo delle farmacie:
- vaccinazioni
- test diagnostici
- servizi di prevenzione
- supporto sanitario territoriale
Le farmacie non sono più solo punti vendita, ma veri presidi sanitari di prossimità.
Più responsabilità, ma senza adeguati riconoscimenti
Secondo i sindacati, questo cambiamento comporta:
- maggiori responsabilità
- nuove competenze richieste
- maggiore esposizione professionale
Tuttavia, a queste evoluzioni non corrisponderebbero:
- aumenti adeguati
- tutele aggiornate
- riconoscimento contrattuale
Le aziende, invece, tendono a considerare queste attività come un’estensione naturale del lavoro.
Le altre richieste: orari, tutele e organizzazione del lavoro
Oltre agli stipendi, lo sciopero punta anche a miglioramenti su:
- orari e turnazioni
- tutele per malattia e maternità
- formazione professionale
- relazioni sindacali
- organizzazione del lavoro
Secondo i sindacati, serve un contratto più moderno, in linea con l’evoluzione del settore.
Il rischio per il futuro: meno farmacisti e difficoltà di assunzione
Il mancato riconoscimento della professione potrebbe avere effetti anche nel lungo periodo:
- calo delle iscrizioni universitarie
- difficoltà nel trovare personale qualificato
- perdita di attrattività della professione
Un problema già segnalato da molte farmacie sul territorio.
Sciopero farmacie 13 aprile: cosa sapere in sintesi
📅 Data: 13 aprile 2026
⏰ Durata: 24 ore
👥 Coinvolti: oltre 76mila lavoratori
🏥 Farmacie: aperte ma con servizi ridotti
⚠️ Servizi garantiti: minimo 50%
Una protesta che va oltre gli stipendi
Lo sciopero delle farmacie del 13 aprile non riguarda solo il rinnovo del contratto, ma riflette un cambiamento più ampio del settore.
Al centro c’è il riconoscimento di un ruolo sempre più importante delle farmacie nel sistema sanitario, che – secondo i lavoratori – deve tradursi in maggiori tutele, salari adeguati e un contratto aggiornato.