L’Europa deve accelerare sul fronte dell’esplorazione spaziale e dotarsi di capacità autonome per il trasporto umano nello Spazio. È il messaggio lanciato da Samantha Cristoforetti durante il forum aerospaziale italo-tedesco organizzato da Italkam all’ambasciata italiana a Berlino.
A margine dell’evento, conversando con alcuni giornalisti italiani tra cui l’ANSA, l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha evidenziato la necessità per il continente di ridurre la dipendenza da potenze straniere e diventare un protagonista più forte nelle future scelte strategiche legate alla conquista del cosmo.
Il nodo dell’autonomia
Secondo l’astronauta italiana, il principale limite dell’Europa riguarda l’assenza di una capacità autonoma di trasporto degli equipaggi verso l’orbita terrestre.
“La mia opinione, ma penso che sia abbastanza condivisa, è che la capacità fondamentale che ci manca è quella di trasportare equipaggi, trasportare uomini e donne”.
Un deficit tecnologico che costringe ancora oggi gli astronauti europei a viaggiare a bordo di veicoli sviluppati da altre nazioni, riducendo il peso strategico dell’Europa nel settore aerospaziale globale.

Un ritardo storico
Cristoforetti ha richiamato la propria esperienza personale per spiegare la dipendenza europea dai partner internazionali.
“Faccio sempre il mio esempio personale: io ho volato nel 2014 con i russi sulla Soyuz, nel 2022 con gli americani su Dragon. A me piace da morire fare esperienze internazionali, però non è che stiamo facendo uno scambio. Noi questa capacità di trasporto equipaggi non ce l’abbiamo, non l’abbiamo mai avuta e in questo momento non la stiamo sviluppando”.
L’astronauta ha quindi invitato le istituzioni europee a investire rapidamente nelle tecnologie considerate strategiche per recuperare il terreno perduto.
“È ora di recuperare questo gap, è ora di lavorare, di chiederci quali sono le capacità fondamentali, sistemiche, strategiche che non abbiamo e come possiamo fare per recuperare nel più breve tempo possibile”.

Una riflessione sintetizzata con una frase che richiama l’urgenza delle decisioni da prendere: “Il primo momento migliore sarebbe stato 10 anni fa, il secondo è adesso”.
Le congratulazioni a Parmitano
Nel corso dell’evento, Cristoforetti ha commentato anche la recente decisione della NASA di affidare a Luca Parmitano il ruolo di pilota della missione Artemis III, uno degli incarichi più prestigiosi dell’attuale programma di ritorno dell’uomo sulla Luna.
La scelta è stata accolta con entusiasmo dall’astronauta italiana, che ha elogiato il profilo professionale del collega.
“Sono felicissima per lui e penso davvero che sia la persona giusta al posto giusto: ha un background come test pilot, pilota collaudatore, cioè quello che era richiesto per il ruolo in questa missione. E poi Luca ha veramente una passione sfrenata per le operazioni, quindi è la persona giusta al posto giusto”.

Oltre agli aspetti tecnici, Cristoforetti ha attribuito alla nomina di Parmitano anche un importante significato politico e diplomatico nei rapporti tra NASA ed ESA.
Secondo l’astronauta, la decisione rappresenta un segnale positivo da parte dell’agenzia spaziale statunitense dopo alcune tensioni emerse negli ultimi mesi riguardo alla cooperazione internazionale nel settore.
“Credo che sia anche un importante segnale da parte della NASA, dopo le decisioni unilaterali prese nei mesi scorsi, che hanno messo in discussione anche accordi che avevamo in precedenza, che includevano voli degli astronauti”.
Cristoforetti ha quindi evidenziato come la scelta possa contribuire a rafforzare la collaborazione tra Europa e Stati Uniti nell’ambito dei programmi spaziali futuri.
“Sembra che abbiano voluto dare almeno questo segnale di apertura, di rispetto, di interesse a continuare con mutuo beneficio la collaborazione con ESA”.