Allerta alimentare

Richiamo per rischio listeria: ritirato lotto di gorgonzola DOP dalle corsie dei supermercati

Ministero della Salute e catene della grande distribuzione raccomandano di non consumare il formaggio da 200 grammi e riportarlo al punto vendita

Richiamo per rischio listeria: ritirato lotto di gorgonzola DOP dalle corsie dei supermercati

Un richiamo alimentare precautionale è stato attivato per un lotto di Gorgonzola DOP causa potenziale rischio microbiologico. La segnalazione, diffusa inizialmente dalla catena di supermercati Carrefour e confermata dal Ministero della Salute giovedì 27 agosto 2026, riguarda la possibile contaminazione da Listeria monocytogenes, un batterio patogeno responsabile della listeriosi.

Le specifiche del confezionamento e dello stabilimento coinvolto

Il provvedimento interessa nello specifico il Gorgonzola DOP Tapporosso – Centrale del Latte di Torino, commercializzato nella confezione da 200 grammi. L’alimento finito è stato realizzato da Granarolo Spa all’interno dello stabilimento novarese situato nel comune di Casalino. Per identificare la vaschetta soggetta al ritiro occorre controllare il codice del lotto L126G22 e la data di scadenza indicata al 5 settembre 2026.

Le indicazioni per la tutela dei consumatori

Le autorità sanitarie e i responsabili della sicurezza dell’azienda raccomandano a chiunque abbia acquistato il latticino di verificare la sigla identificativa sulla confezione. Nell’eventualità in cui i dati corrispondano a quelli segnalati, l’indicazione tassativa è di non consumare la porzione e restituire la vaschetta al punto vendita per ottenere il rimborso o la sostituzione del prodotto.

Le caratteristiche del batterio e le fasce di popolazione vulnerabili

La Listeria monocytogenes è un microorganismo patogeno diffuso nell’ambiente, in grado di proliferare anche all’interno dei metodi di refrigerazione domestica. L’ingestione può provocare sintomi gastrointestinali lievi negli individui adulti sani, come febbre, nausea o diarrea. La contrazione dell’infezione rappresenta invece un pericolo elevato per persone anziane, neonati, pazienti immunodepressi e donne in stato di gravidanza, nei quali la patologia rischia di degenerare in meningite o setticemia.