PRIMATO MOBILITÀ

Report Istat trasporti: boom di vetture ogni mille abitanti in Italia

Crescono anche Alta Velocità e voli aerei

Report Istat trasporti: boom di vetture ogni mille abitanti in Italia

L’Italia e i motori, un amore senza fine. Nonostante tutto.

Il nostro Paese continua a distinguersi come uno degli Stati europei con il più alto numero di automobili in rapporto alla popolazione.

E’ quanto dice l’ultimo report dei dati Istat nel dedicato allo sviluppo dei trasporti e delle comunicazioni.

Auto che passione, l’indagine Istat

Secondo l’indagine dell’Istituto statistica, nel 2024 si sono infatti superate le 700 vetture ogni 1.000 abitanti, un valore nettamente superiore alla media europea, ferma intorno a 578.

Anche grandi Paesi come Francia, Germania e Spagna restano su livelli più contenuti.

Il forte legame degli italiani con l’auto ha radici storiche profonde.

Già durante il boom economico degli anni Sessanta, la motorizzazione privata veniva considerata un simbolo di crescita sociale e benessere economico.

Mercato auto Europa ottobre 2024

L’Italia e le auto, storia di un amore senza fine (?)

In appena un decennio, tra il 1961 e il 1971, il numero di vetture registrate passò da meno di 50 a oltre 200 ogni mille residenti, accompagnando la trasformazione industriale e urbana del Paese.

Oggi però lo scenario appare molto diverso rispetto al passato.

Da un lato resta forte la dipendenza dall’automobile privata, soprattutto nelle aree periferiche e nei territori meno serviti dal trasporto pubblico.

Dall’altro cresce il confronto sulle politiche ambientali, sulla qualità dell’aria nelle grandi città e sulla sostenibilità economica e industriale del settore automotive.

La fotografia del settore nel nostro Paese

Le difficoltà attraversate negli ultimi anni da Stellantis, insieme alla transizione verso l’elettrico imposta dalle strategie europee di decarbonizzazione, stanno infatti aprendo un ampio dibattito sul futuro dell’industria automobilistica italiana.

Produzione in calo in alcuni stabilimenti, riduzione dei volumi e trasformazione delle filiere stanno alimentando preoccupazioni occupazionali e interrogativi sulle prospettive del comparto.

Non solo auto e motori, le azioni delle Amministrazioni di molte città

Parallelamente, molte Amministrazioni comunali – soprattutto nelle grandi città – stanno accelerando sulle politiche per una mobilità più sostenibile.

Milano, Bologna, Roma e altre realtà urbane hanno introdotto o ampliato zone a traffico limitato, aree a basse emissioni, incentivi alla mobilità elettrica e investimenti su trasporto pubblico, ciclabilità e sharing mobility.

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Tutela di pedoni e ciclisti, della mobilità dolce, lotta all’inquinamento, sono le motivazioni alla base di tali strategie,

Scelte che puntano a ridurre appunto traffico, incidenti stradali e inquinamento, ma che spesso generano anche discussioni tra cittadini, commercianti e categorie produttive.

Non solo le quattro ruote, come si muovono gli italiani

Nel frattempo, il sistema dei trasporti italiano ha visto crescere significativamente altri comparti.

L’alta velocità ferroviaria, avviata negli anni Settanta con la linea Roma-Firenze, ha conosciuto una forte espansione negli ultimi due decenni.

Tra il 2008 e il 2024 l’estensione delle linee dedicate è raddoppiata, portando l’Italia tra i Paesi europei più avanzati in rapporto alla superficie nazionale, dietro soltanto a Spagna e Francia.

Oggi circa il 40% dei passeggeri ferroviari percorre tratte servite dall’alta velocità.

Il boom degli aerei

Anche il trasporto aereo ha registrato una crescita straordinaria.

L’espansione dei voli charter prima e delle compagnie low cost poi ha reso gli spostamenti sempre più accessibili.

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Secondo i dati ISTAT, i passeggeri transitati negli aeroporti italiani sono passati da circa 800 mila negli anni Cinquanta a oltre 218 milioni nel 2024, con un incremento particolarmente marcato negli ultimi trent’anni.

Gli scenari, cosa succederà

L’Italia si trova quindi davanti a una fase di trasformazione complessa: da una parte un Paese ancora fortemente “auto-centrico”.

Dall’altra la necessità di ripensare mobilità, infrastrutture e industria in chiave ambientale, economica e sociale.

Una sfida che coinvolge Istituzioni, imprese, territori e cittadini, e che nei prossimi anni potrebbe ridefinire in profondità il rapporto degli italiani con l’automobile.