Via libera

Piano Casa è legge: il Senato ha confermato la votazione alla Camera. Meloni: “Dalle parole ai fatti”

Una strategia a lungo periodo che intende affrontare l'emergenza abitativa con il recupero del patrimonio pubblico, il coinvolgimento dei privati e lo sviluppo dell'housing sociale

Piano Casa è legge: il Senato ha confermato la votazione alla Camera. Meloni: “Dalle parole ai fatti”

Il Piano casa è ufficialmente legge. Il Senato ha approvato in via definitiva il provvedimento con il voto di fiducia richiesto dal Governo, che punta ad aumentare l’offerta di abitazioni a prezzi accessibili attraverso il recupero del patrimonio pubblico, il coinvolgimento dei privati e lo sviluppo dell’housing sociale. L’obiettivo è rendere disponibili 100mila alloggi nell’arco dei prossimi dieci anni.

Approvazione definitiva

Il Piano casa è stato approvato a Palazzo Madama con 106 voti favorevoli, 62 contrari e 2 astensioni, trasformando in legge il decreto approvato dal Consiglio dei ministri il 30 aprile.

Il provvedimento punta ad affrontare l’emergenza abitativa attraverso una strategia di lungo periodo che combina investimenti pubblici e privati per incrementare il numero di abitazioni disponibili a canoni sostenibili.

Gli obiettivi del piano

La legge si fonda su tre principali interventi.

Il primo riguarda il recupero di 60mila alloggi di edilizia residenziale pubblica oggi inutilizzabili perché necessitano di lavori di ristrutturazione e di adeguamento. Una volta riqualificati, gli appartamenti potranno essere assegnati alle famiglie in lista d’attesa.

Il secondo pilastro è rappresentato dalla realizzazione di nuovi alloggi destinati alla cosiddetta “fascia grigia“, composta da studenti, giovani lavoratori e famiglie con redditi troppo elevati per accedere alle case popolari ma insufficienti per sostenere gli affitti di mercato. Tra le formule previste figura anche il rent to buy, che consente di acquistare l’immobile dopo un periodo in affitto.

Conferenza stampa di presentazione del Piano Casa

Infine, il Piano introduce incentivi e procedure semplificate per gli operatori privati che destineranno almeno il 70% delle abitazioni costruite all’edilizia convenzionata, con canoni o prezzi ridotti di almeno il 33% rispetto ai valori di mercato.

Investimenti previsti

Secondo le stime del Governo, il Piano potrà generare investimenti complessivi pari a 10 miliardi di euro in dieci anni, grazie anche al contributo dei capitali privati e delle risorse europee, in particolare del Fondo clima.

Gli stanziamenti pubblici diretti previsti dalla legge ammontano invece a circa un miliardo di euro fino al 2030, destinato principalmente alla riqualificazione delle 60 mila case popolari.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha commentato l’approvazione con un messaggio sintetico:

“Dalle parole ai fatti”.

Soddisfatto anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

“Sono molto contento. Dopo anni di chiacchiere, avere i soldi, il personale e la legge che permette di sistemare più di 60 mila case pubbliche oggi vuote nell’arco di pochi mesi e di restituirle a chi è in lista d’attesa è qualcosa che mi rende orgoglioso. Adesso bisogna correre”.

Le critiche dell’opposizione

Il provvedimento è stato invece duramente contestato dalle opposizioni. Il Partito Democratico definisce il Piano una “beffa“, sostenendo che le risorse realmente disponibili siano inferiori a un miliardo di euro.

Il Movimento 5 Stelle parla invece di “illusione ottica”, sostenendo che i 10 miliardi annunciati derivino in gran parte da riprogrammazioni di fondi già esistenti e da risorse europee. Secondo i pentastellati, per il biennio 2026-2027 le risorse effettivamente certe ammonterebbero a circa 160 milioni di euro, una cifra ritenuta insufficiente rispetto alle circa 650 mila domande di alloggi popolari presenti in Italia.