Riforma Cartabia

Per gli indagati o imputati assolti in un processo scatterà il diritto all'oblio

Gli articoli non scompariranno dagli archivi delle testate online: non saranno più "tracciati" dai motori di ricerca.

Per gli indagati o imputati assolti in un processo scatterà il diritto all'oblio
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Tornano a incrociarsi i destini della riforma della Giustizia e del mondo del giornalismo (sia per chi lo fa, che per chi ne fruisce). Questo perché il Web, nel terzo decennio del secolo costringe a tener conto di una realtà che non è più la stessa rispetto solo a pochi anni fa. In particolare, la Riforma Cartabia s'appresta a normare un aspetto - il diritto all'oblio (introdotto nel 2016 dalla normativa europea sulla tutela della Privacy, all'articolo 17 del Gdpr) - nel tempo rimasto sempre un po' controverso.

Il principio è che a distanza di anni da un fatto, in qualche modo le esigenze del diritto di cronaca s'affievoliscano, tanto da concedere ai protagonisti di potersi riparare dietro la coperta dell'anonimato.


Diritto all'oblio per indagati o imputati assolti

In pratica però, un concetto affatto facile da mettere in pratica: impossibile infatti stabilire una scadenza temporale univoca, ogni fatto va misurato a seconda dell'impatto che ha avuto, ha e continuerà ad avere per l'opinione pubblica (in soldoni, un condannato per un reato minore dopo qualche anno può benissimo essere "dimenticato", dei delitti del Mostro di Firenze si continuerà inevitabilmente a parlare anche fra cent'anni).

Il paletto che la riforma Cartabia s'appresta a introdurre (tramite un emendamento in discussione in commissione Giustizia alla Camera) stabilisce che per gli indagati o imputati che risultano assolti in un processo, scatti il diritto all'oblio, ovvero la "deindicizzazione" del collegamento fra il nome e le inchieste, negli articoli online che parlano del procedimento.

La norma proposta dal deputato di Azione Enrico Costa mira a cancellare riferimenti ai procedimenti penali a carico di indagati o imputati poi risultati innocenti. Ma il punto è proprio la deindicizzazione: gli articoli non scompariranno dagli archivi delle testate online, ma non saranno più "tracciati" dai motori di ricerca.

Quando scatterà la norma

La norma riguarderà il decreto di archiviazione, la sentenza di non luogo a procedere o di assoluzione: in questi casi scatterà automaticamente la deindicizzazione.

Ma chi fosse in possesso della “url”, l’indirizzo internet preciso di quell’articolo, dovrà poterlo leggere ancora e non potrà nemmeno essere preclusa la ricerca operata dal lettore direttamente con il motore interno al sito della testata.

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