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Sommerso dall'odio sui social

Patrick Zaki e gli insulti dopo il commento post Juventus-Bologna

Dopo i cartellini rossi ai calciatori bolognesi, il ricercatore aveva twittato: "Stanno ancora pagando (gli arbitri)". L'attacco di alcuni tifosi bianconeri: "Chissà quanto sei costato tu alla Farnesina".

Patrick Zaki e gli insulti dopo il commento post Juventus-Bologna
Attualità 19 Aprile 2022 ore 12:03

Un commento calcistico di troppo che ha scatenato i leoni da tastiera. E' finito nell'occhio del ciclone il ricercatore bolognese Patrick Zaki a seguito di un tweet postato a pochi minuti dalla fine della partita di Serie A di sabato 16 aprile 2022 tra Juventus e Bologna. L'attivista egiziano, grande tifoso dei rossoblù, dopo la doppia espulsione rifilata a due calciatori della squadra di Sinisa Mihajlovic, secondo lui eccessiva, in riferimento alla vicenda Calciopoli del 2006, aveva twittato così:

"Due cartellini rossi, stanno ancora pagando".

Parole che tra il serio e il faceto non sono state affatto digerite da alcuni tifosi bianconeri che, sotto al suo tweet, si sono lasciati andare a messaggi di odio nei suoi confronti del tipo: "Chissà quanto sei costato tu alla Farnesina".

Patrick Zaki bersagliato dalle polemiche per il commento post Juventus-Bologna

Nel nostro Paese, si sa, non importa se sei il Presidente della Repubblica o un cittadino qualunque: se tocchi il calcio andrai inevitabilmente incontro a brutali conseguenze. Lo ha provato sulla sua pelle Patrick Zaki, il ricercatore dell'Università di Bologna, scarcerato in Egitto lo scorso 8 dicembre 2021, dopo essere stato imprigionato nel febbraio 2020 per le accuse "diffusione di notizie false, incitamento alla protesta e istigazione alla violenza e ai crimini terroristici".

L'attivista egiziano, grande tifoso del Bologna, a seguito della partita di sabato 16 aprile 2022 contro la Juventus, terminata 1 a 1, dopo la doppia e repentina espulsione rifilata ai calciatori bolognesi Soumaoro e Medel, su Twitter, si era lasciato andare a  un commento anti-Juve riferendosi alla vicenda di Calciopoli del 2006. Qui di seguito il suo tweet polemico.

IL TWEET:

Le sue parole, in epoca di social-haters e leoni da tastiera, purtroppo, non sono passate inosservate dai tifosi bianconeri che subito hanno controbattuto per le rime al ricercatore bolognese, valicando però, in alcuni casi, il limite della decenza, sfociando in commenti extra-calcistici di cattivo gusto. Qui di seguito alcune delle risposte al tweet di Zaki:

"Hai ragione. Se vieni incolpato di qualcosa, evidentemente è vero. Giusto o no, Zaki?".

"Chissà quanto sei costato alla Farnesina, serviranno più rate che per Locatelli".

"Beh almeno hai fatto capire che sei un uomo qualunque. Uno che si aggrappa alle minchiate, altro che paladino....magari visto quello che hai passato un poco più di rispetto e di morale la dovresti avere".

"Se non era pe i soldi degli juventini stavi ancora al gabbio zio".

Non sono mancati (per fortuna) anche i commenti di tifosi juventini che hanno saputo scindere i due ambiti, criticando chi aveva attaccato il ricercatore tirando in ballo questioni ben più grandi. E anche coloro che hanno risposto polemicamente ma soltanto in ambito sportivo, come è giusto che sia.

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Zaki replica: "Io aggredito"

I commenti degli haters bianconeri su Twitter, d'altro canto, non sono passati in sordina neanche allo stesso Patrick Zaki, il quale, sul suo profilo ufficiale di Facebook, ha colto l'occasione per denunciare l'ondata di odio di cui è stato vittima dopo le sue parole post Juventus-Bologna:

"Ieri ho deciso di commentare la partita tra Bologna e Juventus, dicendo qualcosa che credo sia molto normale tra i tifosi di calcio di tutto il mondo. Mi sono trovato di fronte a decine di insulti e aggressioni, fino all'odio. Non mi dispiace avere regolarmente discussioni accese con i tifosi di diverse squadre, amo il calcio e apprezzo questo tipo di divertimento. Tuttavia, quando ho scoperto che la gente sperava che io tornassi in prigione e fossi messo a tacere, mi ha davvero colpito come il discorso d'odio possa essere innescato così facilmente.

Sinceramente non capisco come questa escalation sia stata così rapida e perché dopo due anni di silenzio, vengo attaccato dalle stesse persone che una volta mi sostenevano, solo perché ho detto la mia opinione sulla partita. Non volevo offendere nessuno con le mie parole e accetto il diritto di ogni persona di esprimere la propria opinione, spero solo che le persone mi lascino esercitare il mio diritto fondamentale di dire la mia opinione su una partita.

In un mondo pieno di ogni sorta di censura da parte di vari attori, io scommetto sempre sulla gente per proteggere i diritti di libertà di parola degli altri anche se non sono d'accordo. Se non posso dire la mia opinione sul calcio senza essere attaccato, non sono sicuro di come dovrei recuperare la mia voce in questioni più importanti. Eppure, amo tutti i tifosi di calcio e capisco che a volte il nostro amore per la nostra squadra ci rende un po' sulla difensiva, ma io traccio la linea per attaccare la vita personale di qualcuno e augurare cose cattive su di loro. Alla fine, voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno sostenuto in qualsiasi momento e quelli che ancora mi sostengono, voi riaccendete la mia fede nell'umanità. Forza Bologna".

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