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Papa Leone XIV al Gemelli, sicurezza rafforzata. Parolin: “Fulmine a ciel sereno”

Il Pontefice entra oggi, 13 ottobre, in ospedale per l'intervento destinato a rimuovere un nodulo polmonare

Papa Leone XIV al Gemelli, sicurezza rafforzata. Parolin: “Fulmine a ciel sereno”

È il giorno del ricovero di Papa Leone XIV. L’ingresso al Policlinico Gemelli di Roma è previsto nella tarda mattinata di martedì 13 ottobre, in vista dell’operazione per rimuovere il nodulo al polmone annunciato domenica dallo stesso Pontefice durante l’Angelus. L’intervento potrebbe avvenire già nelle ore successive, anche se il Vaticano non ne ha comunicato ufficialmente l’orario.

Il nodulo è stato scoperto durante controlli di routine e Leone XIV lo ha descritto come “in una fase molto iniziale e ben localizzato”. La previsione indicata dalla Sala stampa della Santa Sede è di una degenza postoperatoria di circa una settimana.

Parolin: “Non ce lo aspettavamo, ma il Papa è sereno”

A fotografare il clima nelle stanze vaticane è stato il segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, che ha parlato di un “fulmine a ciel sereno”.

Parolin ha raccontato di avere incontrato il Pontefice alla vigilia del ricovero: “Abbiamo parlato con molta serenità”. Alla domanda se fosse preoccupato ha risposto di sì, proprio perché la notizia era inattesa, aggiungendo però che c’è fiducia perché il problema è stato individuato precocemente.

Il Papa, del resto, fino all’ultimo ha mantenuto un’agenda quasi normale. Lunedì ha svolto tutte le udienze previste nella mattinata, compreso l’incontro con il Circolo San Pietro, senza tornare pubblicamente sulla propria salute.

Agenda cancellata fino al 20 ottobre

Da oggi, però, il calendario cambia completamente. La Prefettura della Casa Pontificia ha annullato tutte le udienze fino a martedì 20 ottobre, coprendo quindi l’intera settimana prevista per la convalescenza. Leone XIV non parteciperà neppure agli appuntamenti conclusivi dell’incontro internazionale dedicato ai dieci anni di Amoris Laetitia. Il Papa ha chiesto che il documento finale del summit non venga pubblicato immediatamente: vuole rivederlo personalmente dopo le dimissioni.

Rimane invece ancora aperta la questione dell’Angelus di domenica 18 ottobre. La decisione dipenderà dal decorso postoperatorio: il Pontefice potrebbe essere ancora ricoverato, oppure essere già rientrato in Vaticano. Fonti vaticane invitano per ora a valutare la situazione “giorno per giorno”.

Non risultano invece modifiche, al momento, al viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù, programmato dal 6 al 17 novembre e che lo stesso Leone XIV ha confermato di voler compiere.

Tagle al posto del Papa in piazza San Pietro

La prima sostituzione visibile avverrà mercoledì 14 ottobre. La Messa conclusiva del summit su Amoris Laetitia, inizialmente prevista con Leone XIV in piazza San Pietro, sarà presieduta dal cardinale filippino Luis Antonio Tagle, 69 anni. È stato lo stesso Papa ad affidargli la celebrazione. Durante la Messa sarà rivolta una preghiera particolare anche per la salute del Pontefice.

Il Cardinale Luis Antonio Tagle
Il Cardinale Luis Antonio Tagle

La scelta assume un significato particolare perché Tagle è appena diventato decano del Collegio cardinalizio. Leone XIV ha approvato l’8 ottobre la sua elezione in successione al cardinale Giovanni Battista Re, che ha lasciato l’incarico a 92 anni. Tagle è inoltre pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione ed è stato uno dei cardinali più citati tra i papabili prima del conclave che ha eletto Robert Francis Prevost.

Ma parlare di “sostituzione” è improprio. Il diritto canonico non prevede una reggenza automatica della Chiesa quando un Pontefice viene ricoverato o operato. Leone XIV conserva integralmente la propria autorità durante la degenza. Tagle lo sostituisce nella singola celebrazione liturgica di mercoledì, non nelle funzioni di governo della Chiesa. Anche la Curia continuerà a gestire l’ordinaria amministrazione, mentre le decisioni che richiedono direttamente l’intervento del Pontefice potranno attendere il suo recupero.  In questa fase un ruolo centrale spetta naturalmente alla Segreteria di Stato guidata da Parolin, insieme agli organismi della Curia, ma senza alcun trasferimento formale delle prerogative pontificie.

Sicurezza speciale, anche contro possibili attacchi informatici

Intorno al ricovero è stato predisposto anche un dispositivo di sicurezza rafforzato. Il decimo piano del Gemelli destinato al Pontefice è stato isolato dagli altri blocchi e l’accesso viene controllato dalla Gendarmeria Vaticana, in collaborazione con l’Ispettorato Vaticano, la vigilanza dell’ospedale e le forze di polizia all’esterno.

All’arrivo del Pontefice è prevista inoltre una no-fly zone sull’area dell’ospedale, con controlli anche contro eventuali droni. Particolare attenzione viene dedicata alla sicurezza informatica. Le misure riportate comprendono il rafforzamento della protezione delle reti del Policlinico e accorgimenti per tutelare la riservatezza dei dati sanitari del Papa. Esami e analisi potrebbero essere registrati attraverso codici alfanumerici o pseudonimi, in modo da ridurre il rischio di accessi indebiti o fughe di informazioni.

Il Rosario e i medici

Questa sera alle 18 il cardinale vicario Baldassare Reina presiederà il Rosario nella Cappella San Giovanni Paolo II del Gemelli, come segno di vicinanza della Chiesa di Roma al suo vescovo. L’intervento dovrebbe essere seguito dall’équipe di chirurgia toracica del Policlinico. Fra gli specialisti indicati figura il professor Stefano Margaritora, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia toracica e specialista anche nelle tecniche mininvasive; sarà presente nell’assistenza al Pontefice anche Luigi Carbone, responsabile della sanità vaticana.