E' successo ancora

Nuovo sospetto sabotaggio ferroviario in Valtellina: cavi incendiati vicino alla stazione di Cosio. Indaga la Dda di Milano

Terzo episodio in poche settimane sulla linea strategica verso le Olimpiadi Milano-Cortina. Ipotesi gesto doloso con liquido combustibile, nessuna rivendicazione

Nuovo sospetto sabotaggio ferroviario in Valtellina: cavi incendiati vicino alla stazione di Cosio. Indaga la Dda di Milano

Cavi elettrici bruciati, odore di combustibile nell’aria e una linea ferroviaria strategica nel mirino. È lo scenario trovato dai tecnici e dalle forze dell’ordine nei pressi della stazione di Cosio Valtellino, lungo la tratta Colico–Sondrio, dove un nuovo presunto sabotaggio ha fatto scattare l’allarme sicurezza sulla rete ferroviaria lombarda.

L’episodio, scoperto nelle prime ore della mattina di lunedì 23 febbraio 2026, non ha provocato disagi alla circolazione dei treni. Ma il livello di attenzione investigativa è massimo.

A indagare sono la Direzione distrettuale antimafia della Procura di Milano e la Procura di Sondrio, mentre sul posto sono intervenuti gli agenti della Digos e la polizia ferroviaria per i rilievi tecnici.

Tracce di liquido infiammabile sui cavi

Secondo le prime verifiche, alcuni cavi elettrici risultano incendiati e compatibili con l’utilizzo di combustibile liquido.

Gli investigatori stanno cercando di stabilire se si tratti di un’azione dolosa mirata o di un gesto emulativo rispetto agli episodi precedenti.

Al momento non risultano rivendicazioni.

Un elemento che aumenta i timori degli inquirenti: l’assenza di firme o messaggi pubblici rende infatti più difficile comprendere movente e responsabilità.

L’inchiesta coordinata dalle Procure

Il fascicolo è seguito dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Milano guidata dal procuratore Marcello Viola, insieme alla Procura di Sondrio diretta da Piero Basilone.

La Dda milanese attende ora una relazione dettagliata della Digos sugli accertamenti effettuati sul posto.

Gli investigatori stanno verificando eventuali collegamenti con altri sabotaggi avvenuti lungo la stessa direttrice ferroviaria nelle ultime settimane.

Nel mirino la ferrovia delle Olimpiadi

La tratta Colico–Sondrio rappresenta uno snodo fondamentale tra il Lago di Como e la Valtellina ed è parte del collegamento ferroviario verso le località alpine coinvolte nei grandi eventi sportivi internazionali.

Negli ultimi anni la linea è stata potenziata anche per sostenere i flussi legati alle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, aumentando ulteriormente il suo valore strategico.

Secondo quanto emerso dagli investigatori, quello scoperto a Cosio Valtellino sarebbe il terzo episodio sospetto nel giro di poche settimane lungo la direttrice Milano–Lecco–Tirano.

Il precedente di febbraio e l’ombra del terrorismo

Nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 2026 un altro sabotaggio aveva già colpito la stessa linea ferroviaria.

In quel caso la Procura milanese aveva aperto un’inchiesta ipotizzando reati particolarmente gravi, tra cui pericolo di disastro ferroviario aggravato dalla finalità di terrorismo e associazione con finalità di terrorismo.

Anche quell’episodio non era stato rivendicato.

Gli investigatori non escludono che il nuovo danneggiamento possa essere un gesto emulativo oppure parte di una strategia più ampia contro infrastrutture considerate sensibili.

Sabotaggi ferroviari in Italia, una scia di episodi sotto osservazione

Il caso della Valtellina si inserisce in un contesto più ampio che negli ultimi mesi ha visto aumentare gli episodi di sabotaggio o danneggiamento della rete ferroviaria italiana.

Indagini analoghe sono state avviate tra Lombardia, Emilia-Romagna, Marche e Lazio, dove sono stati segnalati cavi incendiati o tranciati e impianti tecnici manomessi lungo tratte considerate strategiche per la mobilità nazionale.

L’ordigno inesploso a Bologna

Particolare attenzione è stata rivolta ai collegamenti verso aree turistiche e alle infrastrutture coinvolte nei grandi eventi internazionali, considerate potenziali obiettivi simbolici.

In molti casi (a parte Pesaro) manca una rivendicazione ufficiale, circostanza che alimenta l’ipotesi di azioni isolate o emulative ma che non esclude, secondo gli investigatori, la possibilità di un disegno coordinato.

Il messaggio sui social sul sabotaggio di Bologna

Le Procure stanno ora lavorando per verificare eventuali collegamenti tra i diversi episodi e comprendere se dietro i sabotaggi possa emergere una strategia comune contro infrastrutture sensibili.