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Nuovo Codice della strada 2026, via libera del Governo: multe più basse, nuove regole per moto, bici e automobilisti

Approvata il 13 ottobre dal Consiglio dei ministri la nuova riforma voluta da Matteo Salvini

Nuovo Codice della strada 2026, via libera del Governo: multe più basse, nuove regole per moto, bici e automobilisti

Multe generalmente più leggere, controlli più severi per chi circola senza assicurazione e nuove regole per moto, biciclette e monopattini. Sono alcune delle novità contenute nella riforma del Codice della strada, approvata dal Consiglio dei ministri martedì 13 ottobre 2026.

Il provvedimento, promosso dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, arriva dopo un confronto con oltre cento associazioni e operatori del settore. L’obiettivo dichiarato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) è rendere le sanzioni più proporzionate alla gravità delle infrazioni, rafforzando la sicurezza stradale.

Il via libera del Governo, tuttavia, non significa che le nuove regole siano già in vigore. Fino alla conclusione dell’iter normativo restano applicabili le disposizioni attuali, comprese quelle introdotte dalla legge 177 del 25 novembre 2024.

Multe più basse e stop agli aumenti automatici

Una delle principali novità riguarda la revisione delle sanzioni e il superamento del meccanismo di adeguamento automatico biennale all’inflazione. Secondo il MIT, alcune multe minime saranno arrotondate al ribasso: quelle da 26 euro passeranno a 25, da 42 a 40 euro, mentre gli importi di 83 e 87 euro scenderanno a 80 euro. Non tutte le sanzioni diminuiranno. Nella tabella ministeriale del 3 settembre 2026, su 795 fattispecie sanzionatorie, erano previsti aumenti in 66 casi, circa l’8% del totale, soprattutto per comportamenti considerati più pericolosi.

Auto senza assicurazione, controlli più severi

La riforma prevede un divieto di circolazione a tempo indeterminato per i veicoli privi della copertura obbligatoria RC Auto, con maggiori controlli attraverso le banche dati della Motorizzazione. L’obiettivo è impedire la circolazione dei mezzi non assicurati, prevedendo anche il sequestro nei casi stabiliti dalla normativa e in assenza di regolarizzazione.

Multe notificate entro 45 giorni

Per alcune infrazioni rilevate da remoto, senza contestazione immediata, il termine di notifica da parte dei Comuni dovrebbe ridursi dagli attuali 90 a 45 giorni. La modifica riguarda determinate violazioni accertate con dispositivi elettronici e non rappresenta necessariamente una riduzione generalizzata dei tempi per tutte le multe.

Patente e libretto, meno documenti cartacei

Il nuovo testo prevede il superamento dell’obbligo di portare fisicamente con sé patente di guida e documento di circolazione cartacei, grazie alla possibilità per gli agenti di verificarne i dati attraverso sistemi telematici. Resta naturalmente indispensabile possedere una patente valida e guidare un veicolo regolarmente autorizzato alla circolazione.

Moto in corsia di emergenza e nuovi guardrail

Fra le novità per i motociclisti figura la possibilità di utilizzare, in determinate condizioni, la corsia di emergenza autostradale in presenza di incidenti o rallentamenti. La riforma prevede inoltre un programma per installare barriere salva-motociclisti, progettate per ridurre la gravità degli impatti contro i guardrail. Le condizioni effettive di utilizzo della corsia saranno definite dal testo definitivo. Fino ad allora, resta vietato considerarla una corsia alternativa per superare il traffico.

Biciclette motorizzate, casco e contrassegno obbligatori

Per i cosiddetti cicli a propulsione, categoria che comprende alcune biciclette motorizzate utilizzate anche nelle consegne a domicilio, vengono introdotti casco e contrassegno identificativo obbligatori. La disposizione va distinta dalle regole delle normali biciclette a pedalata assistita, il cui motore interviene soltanto durante la pedalata e rispetta specifici limiti tecnici. L’obiettivo è contrastare anche l’utilizzo di mezzi modificati che possono muoversi autonomamente grazie al motore.

Monopattini elettrici, maggiore tutela dei pedoni

Nuove disposizioni interessano anche i monopattini elettrici, già coinvolti nella riforma del dicembre 2024. Il provvedimento introduce uno specifico divieto di circolazione quando questi mezzi costituiscono intralcio o pericolo per i pedoni, soprattutto negli spazi urbani condivisi. Non si tratta quindi di un divieto generalizzato dei monopattini, ma di una misura mirata alla sicurezza delle persone a piedi.

Disabilità, contrassegno riconosciuto in tutti i Comuni

Per favorire la mobilità delle persone con disabilità, la riforma rende obbligatoria per tutti i Comuni l’adesione alla piattaforma nazionale del Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE). Il sistema consentirà il riconoscimento digitale dei permessi anche fuori dal Comune di residenza, riducendo il rischio di multe ingiustificate. Per gli enti locali che non aderiranno sono previste limitazioni nell’utilizzo dei dispositivi di accertamento a distanza per violazioni relative a ZTL e parcheggi riservati.

Camion e autobus, guida professionale fino a 70 anni

Per i conducenti professionali la riforma innalza da 68 a 70 anni il limite anagrafico previsto per il trasporto con patenti del gruppo 2, comprendenti le categorie C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE. La possibilità di continuare a guidare sarà subordinata a una verifica biennale dei requisiti. Non viene introdotto alcun limite generalizzato di 70 anni per gli automobilisti.

Targhe estere, nuove regole su assicurazioni e multe

Il Governo interviene anche sui veicoli immatricolati all’estero, prevedendo un obbligo assicurativo conforme alle regole italiane per quelli che circolano nel Paese per oltre 30 giorni, secondo le condizioni fissate dalla disciplina definitiva. La riforma introduce inoltre strumenti per la riscossione coattiva delle sanzioni non pagate dai conducenti stranieri, con l’obiettivo di rafforzare i controlli e il recupero delle multe.

Quando entra in vigore il nuovo Codice della strada

L’approvazione del 13 ottobre 2026 rappresenta soltanto una tappa dell’iter normativo. Il Governo ha dato il via libera allo schema di riforma nell’ambito della delega prevista dalla legge 177/2024, successivamente modificata dalla legge 171 del 23 settembre 2026. Prima dell’entrata in vigore saranno necessari ulteriori passaggi istituzionali, compreso l’esame delle Commissioni parlamentari, l’adozione definitiva del decreto legislativo e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le nuove misure, quindi, non sono ancora operative. Per gli automobilisti restano valide le norme attualmente vigenti.