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allerta in tutta europa

Cosa sappiamo sinora della misteriosa epatite acuta pediatrica che colpisce i bambini

Un piccolo di soli 3 anni di Prato è ricoverato in gravi condizioni a Roma. Non si esclude il trapianto di fegato.

Cosa sappiamo sinora della misteriosa epatite acuta pediatrica che colpisce i bambini
Attualità 22 Aprile 2022 ore 12:24

Una misteriosa epatite acuta che colpisce i bambini crea allarme in tutta Europa e i primi casi si verificano anche in Italia. E scatta naturalmente l'allarme.

Epatite dei bambini: mistero in tutta Europa (e non solo)

Sono al momento qualche centinaia in tutta Europa i bambini di età inferiore ai dieci anni che hanno contratto una forma misteriosa di epatite acuta. Il primo allarme era arrivato   dal Regno Unito (dove da gennaio a oggi si sono verificati oltre cento casi) e a seguire altri episodi erano stati segnalati in Danimarca, Olanda e Spagna. Al momento la causa rimane sconosciuta.

L'Oms al momento ci va con i piedi di piombo:

"Sono necessari ulteriori ricerche per  determinare l'eziologia di questi casi per guidare ulteriori azioni cliniche e di salute pubblica. Eventuali collegamenti epidemiologici tra i casi potrebbero fornire indicazioni per rintracciare l'origine della malattia. Le informazioni temporali e geografiche dei casi, così come i loro contatti, dovrebbero essere esaminate per potenziali fattori di rischio".

Anche negli Stati Uniti si sono verificati alcuni casi (una decina in Alabama) di piccoli positivi ad adenovirus: due sono stati sottoposti a trapianto di fegato. 

I casi italiani

In Italia al momento sarebbero sette le segnalazioni di epatiti acute "misteriose" in bambini. L'ultima in ordine di tempo - e la più grave - arriva da Prato ed è confermata dall'Asl Toscana Centro. Il piccolo paziente ha tre anni ed è arrivato in ospedale giovedì 21 aprile. E' stato poi trasferito al Bambin Gesù di Roma. Non si esclude la possibilità di ricorrere al trapianto di fegato.

Come riporta Prima Firenze, il bimbo vive a Prato, di origine straniera, ed inizialmente era stato visitato all'ospedale Santo Stefano di Prato a causa di una crisi respiratoria e dolori all'addome. Al tampone all'ingresso in ospedale il bambino è risultato negativo ma non è vaccinato ed avendo gli anticorpi ad alti livelli è stato dedotto che possa aver contratto in precedenza il Covid senza essersene accorto.

Non si tratta però di una novità: ogni anno si segnalano casi di epatiti con cause ignote, ma a mettere in allerta il Ministero della Salute - che ha inviato una nota informativa alle Regioni - è stata la frequenza delle segnalazioni.

I sintomi

Al momento, dunque, si sa poco sulla malattia, anche sei i casi identificati presentano tutti alcuni aspetti comuni. A partire da una grave infiammazione del fegato, che si presenta con ittero preceduto da sintomi gastrointestinali (principalmente vomito). Nel Regno Unito il 77% dei bambini che hanno contratto la malattia è   risultato positivo a una forma di adenovirus,  famiglia di virus comuni che di norma causano semplici raffreddori.

In alcuni casi ci sono state guarigioni spontanee, nelle quali gli epatociti si sono rigenerati. In altri casi (8 in totale sinora) invece il fegato non è riuscito a recuperare il danno e si è reso necessario un trapianto.

"Colpa" del lockdown?

Mentre la comunità scientifica si interroga sulle cause e sulle caratteristiche della malattia, spunta l'ipotesi di un indebolimento del sistema immunitario "figlia" in qualche modo del lockdown. E' quello che sostiene in parte uno studio pubblicato sulla rivista Eurosurveillance che prende in esame i casi nel Regno Unito.

LEGGI QUI LO STUDIO

In sostanza, l'adenovirus colpirebbe facilmente i piccoli con un sistema immunitario più fragile in quanto poco esposti ad agenti patogeni esterni. E dunque i neonati ma anche i bimbi che negli ultimi due anni sono stati meno esposti a occasioni di socialità a causa delle restrizioni dovute alla pandemia. Un po', per capirci, come era stato detto quest'inverno con il virus sinciziale.

I ricercatori, poi, escludono un possibile legame con il vaccino anti-Covid, dato che nessuno dei bambini malati era stato sottoposto all'inoculazione.

 

 

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