Non solo caldo estremo. Mentre l’Italia resta stretta nella morsa dell’afa, con molte città ancora da bollino rosso, su una parte del Paese scatta anche l’allerta per temporali. Per oggi, martedì 30 giugno 2026, il Dipartimento della Protezione Civile ha indicato una allerta gialla per rischio temporali in otto regioni: Abruzzo, Basilicata, Lazio, Molise, Sardegna, Toscana, Trentino-Alto Adige e Umbria.

Il bollettino nazionale di criticità parla di ordinaria criticità, il livello più basso della scala di allerta, ma non per questo trascurabile. In presenza di caldo intenso, umidità elevata e aria instabile, i temporali possono svilupparsi rapidamente e diventare localmente violenti, con piogge intense, raffiche di vento, grandinate e allagamenti improvvisi.
Le zone interessate
L’allerta non riguarda sempre l’intero territorio regionale, ma specifiche aree di vigilanza. In Abruzzo sono indicate la Marsica, il Bacino Alto del Sangro e il Bacino dell’Aterno. In Basilicata il rischio riguarda le zone Basi-A2, Basi-D e Basi-C. Nel Lazio interessati il Bacino del Liri, l’Aniene e l’Appennino di Rieti. In Molise l’allerta coinvolge Frentani-Sannio-Matese e Alto Volturno-Medio Sangro.
In Sardegna l’allerta riguarda Iglesiente, Campidano, Bacini Montevecchio-Pischilappiu, Bacini Flumendosa-Flumineddu e Bacino del Tirso. In Toscana il quadro è più esteso: tra le aree indicate ci sono Lunigiana, Mugello-Val di Sieve, Arno-Firenze, Valdarno, Valdichiana, Valdelsa-Valdera, Serchio-Lucca, Garfagnana, Fiora e Albegna e altre zone interne e appenniniche. Nel Trentino-Alto Adige l’allerta riguarda la Provincia autonoma di Trento, mentre in Umbria è segnalata l’area Nera-Corno.
Caldo e temporali, perché possono convivere
Il passaggio può sembrare contraddittorio: da un lato temperature altissime, dall’altro temporali. In realtà è una combinazione tipica delle fasi finali delle ondate di calore. Dopo giorni di sole, afa e accumulo di energia nei bassi strati dell’atmosfera, l’arrivo di aria più fresca o instabile in quota può innescare fenomeni improvvisi.

Il caldo non sparisce subito. Anzi, nelle ore precedenti ai temporali può rendere l’atmosfera più carica. Quando l’aria calda e umida sale rapidamente, si formano celle temporalesche capaci di scaricare molta pioggia in poco tempo. Per questo il rischio principale non è solo la precipitazione, ma la sua intensità concentrata: strade allagate, sottopassi impraticabili, caduta di rami, grandine e colpi di vento.
Resta l’emergenza caldo
Il maltempo non cancella l’allarme per le temperature. Nella stessa giornata, il caldo resta il problema dominante su molte aree del Paese. Secondo il monitoraggio del Ministero della Salute, sono ancora numerose le città da bollino rosso, il livello massimo di rischio per le ondate di calore.
È una doppia emergenza: di giorno il rischio resta quello dei colpi di calore, della disidratazione e dell’aggravamento delle condizioni per anziani, fragili e lavoratori all’aperto; nel pomeriggio e in serata, nelle aree instabili, può aggiungersi il rischio di fenomeni temporaleschi rapidi e localmente intensi.
Da giovedì si dovrebbe respirare
La svolta più percepibile è attesa gradualmente nei prossimi giorni. I temporali al Nord e nelle aree interne dovrebbero anticipare una lenta discesa delle temperature, con un primo sollievo soprattutto nelle regioni settentrionali e poi su parte del Centro. Non sarà però un crollo uniforme né immediato: il caldo resterà ancora intenso in molte zone, in particolare al Centro-Sud e nelle aree urbane dove l’asfalto e gli edifici trattengono calore anche di notte.
Il messaggio delle autorità resta quindi doppio: proteggersi dal caldo nelle ore centrali della giornata e prestare attenzione ai temporali quando vengono diramate allerte locali. In caso di fenomeni intensi, evitare sottopassi, argini, zone allagabili e spostamenti non necessari. Dopo giorni di afa record, il meteo cambia passo, ma non diventa automaticamente meno pericoloso.