A volte ritornano. Una nuova, ma probabilmente non ultima pagina di un tormentone giudiziario che ha segnato la storia politica ed editoriale degli ultimi 30 anni nel nostro Paese.

La Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha respinto sui punti principali i ricorsi presentati da Silvio Berlusconi (da postumo, il Cavaliere come ben noto è morto nel giugno del 2023) e da Fininvest in relazione alla lunga e complessa vicenda giudiziaria del Lodo Mondadori.

Lodo Mondadori, che tormentone: l’ultima sentenza
I giudici di Strasburgo hanno escluso che la giustizia italiana abbia violato il diritto alla presunzione d’innocenza dell’ex presidente del Consiglio, così come il diritto di Fininvest a un equo processo.
La Cedu ha inoltre stabilito che non vi è stata alcuna lesione del diritto alla proprietà privata in relazione alle somme che Fininvest è stata chiamata a versare alla Cir di Carlo De Benedetti, confermando quindi l’impianto delle decisioni assunte dai tribunali italiani.
L’unico punto sul quale la Corte ha accolto le doglianze di Fininvest riguarda la mancata motivazione, da parte della Corte di Cassazione, della condanna alle spese processuali.
Magra consolazione, anche se non proprio bruscolini. Parcelle alla mano, 900mila euro.
La reazione di Fininvest: “Decisione deludente”.
Dura la presa di posizione dei legali del gruppo Fininvest.
L’avvocato Andrea Saccucci ha parlato di “una decisione deludente”, sostenendo che “la Corte europea non avrebbe colto la solidità delle argomentazioni presentate nei ricorsi“.
Secondo la difesa, resta ferma la convinzione che Berlusconi sia stato vittima, in Italia, di una grave violazione del principio di presunzione d’innocenza.
Il riferimento è al fatto che, mentre in sede civile le sentenze sul risarcimento alla Cir hanno attribuito una responsabilità sostanziale all’ex premier, in sede penale Berlusconi era stato prosciolto già in udienza preliminare.
E infatti i legali di Fininvest hanno ulteriormente sottolineato:
“La decisione della Cedu non è stata unanime e uno dei giudici del collegio ha espresso un’opinione dissenziente. Secondo il diritto italiano, le richieste risarcitorie avanzate dalla Cir non sarebbero state ammissibili. Valuteremo la possibilità di un ricorso alla Grande Camera della Corte”.
Le tappe di una vicenda lunga decenni
Il cosiddetto Lodo Mondadori affonda le sue radici negli anni Ottanta e Novanta e riguarda il controllo del gruppo editoriale Mondadori, conteso tra Fininvest di Silvio Berlusconi e la Cir di Carlo De Benedetti.
Dopo una lunga sequenza di procedimenti civili e penali, la giustizia italiana ha riconosciuto che una sentenza decisiva per l’assetto proprietario del gruppo era stata frutto di corruzione giudiziaria, dando luogo a un maxi risarcimento a favore della Cir.
Un contenzioso durato oltre vent’anni, diventato uno dei casi giudiziari più emblematici e controversi della storia recente italiana.
Una vicenda con intrecci economici, finanziari, politici che avevano coinvolto alcuni personaggi legati a Silvio Berlusconi (su tutti Cesare Previti), ma anche a Giulio Andreotti, come l’imprenditore (poi diventato parlamentare del Popolo della Libertà) Giuseppe Ciarrapico.
Da Forza Italia al Lodo Mondadori passando per Signorini, che momento per il Biscione
Di certo, balza all’occhio che per il Biscione e per la famiglia Berlusconi non sono certo giorni da segnare gioiosamente sul calendario.

La decisione di Strasburgo sul Lodo Mondadori è arrivata proprio mentre Marina e Piersilvio (i due figli di primo letto del Cavaliere) si interrogano (scontenti della gestione di Antonio Tajani) sul futuro di Forza Italia e si trovano a decidere (soprattutto Piersilvio secondo i rumors) se scendere in campo in prima persona.

Ma non solo. La giornata di ieri, mercoledì 7 gennaio 2026, ha avuto una sua rilevanza anche per le vicende che coinvolgono Alfonso Signorini, approdato all’attenzione della Procura di Milano.

Il direttore di Chi e presentatore televisivo (vicinissimo a Marina e Piersilvio) è stato infatti stato sentito, per circa tre ore, in procura a Milano per difendersi dalle accuse che lo vedono attualmente indagato per violenza sessuale ed estorsione dopo la denuncia del modello e concorrente del Grande Fratello Vip, Antonio Medugno.

Un contesto che contribuisce ad appesantire il clima attorno al gruppo, tra vecchie battaglie giudiziarie che tornano d’attualità e nuove vicende destinate a far discutere.