emergenza umanitaria

Missione Ucraina: migliaia di chilometri dall'Italia al confine polacco per salvare i profughi

Migliaia gli ucraini in fuga dalla guerra. E il nostro Paese fa ancora una volta la sua parte.

Missione Ucraina: migliaia di chilometri dall'Italia al confine polacco per salvare i profughi
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La guerra in Ucraina avrà conseguenze devastanti per la popolazione locale. Si stima che saranno circa cinque milioni i profughi che cercheranno di fuggire dal Paese. Molti sono già partiti e a oggi vedono nella Polonia la "terra promessa" dove rifugiarsi per sfuggire alle bombe. Altri sono già arrivati o arriveranno in Italia. E dal nostro Paese emergono storie toccanti di grande generosità.

Dall'Italia all'Ucraina per salvare i profughi

Una di queste è quella di don Giuseppe Tedesco, sacerdote in servizio a Busto Arsizio (Varese), che la scorsa estate aveva conosciuto alcuni ragazzi ucraini ospiti della sua parrocchia. Come racconta Prima Saronno, in poche ore   ha organizzato tutto il necessario per partire: un pullmino e un'auto, coperte e viveri per il viaggio in direzione di Lodz, città polacca dove i ragazzi avevano trovato rifugio, e per il ritorno a casa. Duemilaseicento chilometri tra andata e ritorno.

I parrocchiani bustocchi  si sono messi immediatamente a disposizione per dare una mano, per sostenere le spese del viaggio e preparare l'accoglienza dei profughi in oratorio: bambini di 9, 11 e 13 anni, ragazzini di 14 e 15 e una mamma di 23 con la sua piccola nata solo due settimane fa. Il sacerdote è arrivato questa mattina, lunedì 28 febbraio 2022, ed è pronto per rientrare in Italia. L'arrivo a Busto è previsto in serata.

Nelle stesse zone abita il consigliere regionale Marco Colombo che da Sesto Calende è partito verso il confine tra Polonia e Ucraina per prendere i nipoti della badante della donna, in fuga dall'Ucraina.

Anche in questo caso è stato necessario l'aiuto di una parrocchia, che ha messo a disposizione un mezzo di trasporto, perché - come ha raccontato Colombo - i noleggiatori non erano disposti a fornire un furgone dato che andava in zone di guerra. Purtroppo però la "missione" è fallita.

"Quando eravamo a qualche centinaia di chilometri dal posto siamo stati costretti a tornare indietro perché i bimbi erano bloccati in coda ( 28 chilometri) per uscire dalla frontiera con -8 gradi di temperatura esterna.

La mamma, che li accompagnava al confine, ha rinunciato ad andare avanti, non vi potete immaginare la disperazione quando Maria ci ha telefonato per dircelo.

Avevamo già predisposto tutto, letti, cibo e vestiti per aiutarli e farli vivere in Italia per il tempo necessario. Siamo tornati da poco a Sesto e la mamma Ucraina ci ha chiamati per chiedere se siamo ancora disponibili. Ha trovato forse un pullman speciale per bimbi. Sono tanti i bambini che passano le frontiere da soli e il pullman permetterebbe loro di non stare al gelo troppe ore e superare il confine".

I profughi già arrivati in Italia

Intanto, come racconta Prima Verona,  alcune decine di profughi sono già giunte nel nostro Paese, arrivate con un autobus che è entrato in Italia da Trieste.

E anche nel Milanese sono già arrivate le prime persone. Come riporta Prima La Martesana, a Pioltello Concetta Risi  e suo marito Diego non sono rimasti insensibili di fronte alle lacrime e alla disperazione della badante di nonno DomenicoLjubov, una donna trasferitasi in Italia dall'Ucraina ormai da molti anni. Nel suo Paese di origine, però, restavano ancora il suo unico figlio Alessandro e  la sua famiglia. Da quando giovedì sono cadute le prime bombe a Kiev e nella altre grandi città, la donna ha vissuto nell'ansia di perdere le persone a lei più care. Così Concetta e Diego le hanno offerto aiuto proponendosi per ospitare la sua famiglia in fuga dalla guerra.

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