Olimpiadi Invernali

Milano Cortina, il primo caso di positività al doping è tra gli azzurri: sospesa Rebecca Passler

La biatleta altoatesina trovata positiva al letrozolo a pochi giorni dall’inizio dei Giochi

Milano Cortina, il primo caso di positività al doping è tra gli azzurri: sospesa Rebecca Passler

Inizia con una notizia negativa la spedizione italiana alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina. A quattro giorni dalla cerimonia di apertura di venerdì 6 febbraio 2026 è saltato fuori il primo caso di doping tra gli atleti in gara: l’azzurra Rebecca Passler del biathlon  è risultata positiva a un controllo antidoping.

Milano Cortina, l’azzurra Passler positiva al doping

La biatleta altoatesina, classe 2001, Rebecca Passler è stata trovata positiva al letrozolo durante un test disposto da Nado Italia. In seguito all’esito delle analisi, il Tribunale Nazionale Antidoping, accogliendo l’istanza della Procura Nazionale Antidoping, ha disposto la sospensione cautelare dell’atleta.

Rebecca Passler

Passler, portacolori del gruppo sportivo dei Carabinieri, potrà presentare ricorso alla divisione ad hoc del Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas) presente in sede olimpica, ma i tempi sono estremamente ridotti.

Cos’è il letrozolo

Il letrozolo è un farmaco utilizzato prevalentemente in ambito oncologico, in particolare nelle terapie ormonali. Non possiede proprietà dopanti dirette, ma viene impiegato per ridurre i livelli di estrogeni nell’organismo.

Questa riduzione può favorire un aumento della produzione di testosterone, migliorando recupero muscolare, composizione corporea e prestazioni fisiche.

Proprio perché può essere usato come sostanza mascherante per coprire l’assunzione di anabolizzanti, il letrozolo rientra tra le sostanze vietate ed è considerato doping a tutti gli effetti.

Chi è la biatleta Rebecca Passler

Rebecca Passler ha 24 anni ed è originaria di Anterselva, località che ospiterà le gare di biathlon di Milano Cortina.

Il suo palmarès è ricco soprattutto a livello giovanile: in carriera ha conquistato otto medaglie tra mondiali juniores e giovanili, tra cui un oro in staffetta.

Nel circuito maggiore, il miglior risultato stagionale è stato un decimo posto ottenuto a Oberhof. Passler è anche nipote di Johann Passler, storico biatleta azzurro che conquistò la prima medaglia olimpica del biathlon italiano con il bronzo a Calgary 1988. L’ex atleta sarà presente ad Anterselva come volontario addetto alla logistica.

Le conseguenze sulla squadra azzurra

La prima gara del biathlon olimpico è in programma domenica 8 febbraio 2026 con la staffetta mista. L’assenza di Passler non lascerà però scoperti i ranghi della squadra femminile.

Il regolamento consente la sostituzione e la favorita per prendere il suo posto è Samuela Comola.

La spedizione italiana del biathlon femminile potrà comunque contare su Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi, Hannah Auchentaller e Michela Carrara.

La posizione della FISI

Sull’accaduto è intervenuto anche il presidente della Fisi (Federazione italiana sport invernali) Flavio Roda:

La Federazione sta approfondendo la vicenda già in queste ore con l’intenzione di supportare l’atleta in tutte le sedi opportune. È fondamentale andare a fondo per chiarire ogni aspetto che potrebbe incidere pesantemente sulla carriera di Rebecca e sull’immagine federale”.

Il precedente di Sara Errani

Il letrozolo non è una sostanza nuova nelle cronache sportive.

Il caso più noto riguarda la tennista Sara Errani, risultata positiva nel 2017. L’atleta parlò di assunzione involontaria legata a una contaminazione alimentare, ma fu comunque squalificata per dieci mesi dopo vari gradi di giudizio e un arbitrato del Tas.

Sara Errani

Più recentemente, quattro anni fa, il caso del ciclocrossista belga Toon Aerts, fermato per due anni nonostante avesse sostenuto anche lui la tesi della contaminazione involontaria.

Due precedenti che confermano la linea di estrema rigidità adottata dagli organi antidoping su questa sostanza.