Cala il sipario sulle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. All’Arena di Verona nella serata di domenica 22 febbraio 2026, è andato in scena “Beauty in Action”, lo spettacolo che ha segnato la conclusione ufficiale dei XXV Giochi olimpici invernali con un racconto scenico capace di fondere sport, cultura, danza e musica in un grande omaggio all’Italia.
La città di Verona tornerà protagonista anche il prossimo 6 marzo, quando ospiterà la cerimonia inaugurale delle Paralimpiadi, confermando il ruolo centrale dell’anfiteatro romano nella celebrazione dello sport internazionale.
Uno spettacolo tra opera, luce e tradizione italiana
Durata circa due ore e mezza, la cerimonia ha trasformato il monumento patrimonio UNESCO — per la prima volta sede di un evento olimpico — in un teatro a cielo aperto dominato da acqua, giochi di luce e scenografie dinamiche.
L’apertura è stata affidata alla grande tradizione lirica italiana, con un viaggio tra personaggi e atmosfere delle opere di Giuseppe Verdi, simbolo universale della cultura musicale nazionale. Un cortometraggio introduttivo dedicato all’opera ha visto la voce narrante di Francesco Pannofino nei panni del direttore di scena.
Il personaggio di Rigoletto — interpretato dall’attore Stefano Scandaletti — è emerso spettacolarmente da un lampadario al centro dell’Arena, dando il via a un racconto teatrale itinerante tra musica sinfonica, danza contemporanea e immagini fotografiche del progetto “Faces of Italy” firmato da Marco Delogu.
L’ingresso della Fiamma Olimpica e il tributo ai campioni
Uno dei momenti più emozionanti è stato l’arrivo della Fiamma Olimpica, custodita in un’ampolla di vetro realizzata dal maestro muranese Lino Tagliapietra.
A portarla nell’Arena sono stati i leggendari fondisti italiani oro nella staffetta 4×10 km ai Giochi di Olimpiadi Invernali di Lillehammer 1994:
- Maurilio De Zolt
- Marco Albarello
- Giorgio Vanzetta
- Silvio Fauner.
L’ingresso della bandiera italiana e dei medagliati azzurri è stato accompagnato dal “Canto degli Italiani”, introdotto dalla tromba del jazzista Paolo Fresu e interpretato dal Coro dell’Arena.

A guidare la delegazione italiana sono stati la biathleta Lisa Vittozzi e il pattinatore Davide Ghiotto, portabandiera di un’edizione storica per l’Italia, capace di conquistare 30 medaglie complessive.

Le ultime medaglie assegnate a Verona
Durante la cerimonia sono state consegnate anche le ultime medaglie olimpiche dello sci di fondo.
Nella 50 km femminile il podio ha visto:
- oro alla svedese Ebba Andersson
- argento alla norvegese Heidi Weng
- bronzo alla svizzera Nadja Kaelin-
Tra gli uomini, dominio norvegese nella 50 km maschile:
- oro (il sesto ai Giochi) a Johannes Høsflot Klæbo
- argento a Martin Løwstrøm Nyenget
- bronzo a Emil Iversen.

Musica e danza: da Gabry Ponte a Roberto Bolle
La cerimonia ha alternato momenti solenni e spettacolo contemporaneo. Il DJ Gabry Ponte ha animato un set dedicato ai volontari olimpici, rappresentati simbolicamente dal novantenne Mario Gargiulo, già volontario ai Giochi del 1956.
Grande emozione anche per l’ingresso del ballerino étoile Roberto Bolle, protagonista della coreografia “Water Cycle”, un viaggio visivo ispirato al ciclo dell’acqua tra gondole veneziane e scenografie trasformate in sole luminoso.

Il passaggio di consegne verso le Alpi Francesi 2030
Il momento istituzionale ha visto i sindaci di Milano, Giuseppe Sala, e di Cortina d’Ampezzo, Gianluca Lorenzi, consegnare la bandiera olimpica ai rappresentanti delle regioni francesi che ospiteranno i Giochi del 2030.
Dopo l’intervento del presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, la parola è passata alla presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Kirsty Coventry, che ha dichiarato ufficialmente chiusi i Giochi invitando i giovani del mondo a ritrovarsi tra quattro anni sulle Alpi francesi.
Presenti, tra gli altri, anche la premier Giorgia Meloni e il presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa.
Contemporaneamente sono stati spenti i bracieri olimpici accesi a Milano e Cortina, suggellando simbolicamente la fine dell’evento.
Il gran finale con Achille Lauro
A chiudere la serata è stato il live di Achille Lauro, che ha interpretato “Incoscienti giovani” davanti a un’Arena gremita.
Nel finale, Rigoletto è tornato in scena per riporre scenografie e costumi nelle grandi scatole teatrali, metafora della conclusione del racconto olimpico.
Così si è spenta la luce sulle Olimpiadi Milano Cortina 2026: un’edizione che ha unito tradizione e innovazione, celebrando la bellezza italiana attraverso lo sport e lasciando al mondo un’immagine potente di cultura, talento e partecipazione collettiva.


