Una manifestazione nazionale contro le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 e contro la presenza dell’ICE si è svolta a Milano ha nuovamente alzato la tensione con scontri tra una parte dei manifestanti e le forze dell’ordine nella zona del Corvetto. Il corteo, promosso da sindacati di base, centri sociali e associazioni per il diritto alla casa, ha visto una partecipazione stimata dalla Questura in circa 3mila persone.
Chi ha promosso il corteo e quali erano le richieste
La manifestazione è stata organizzata da una rete di realtà sociali riunite sotto la sigla CIO – Comitato Insostenibili Olimpiadi, denominazione scelta in chiave critica verso il Comitato Olimpico Internazionale. Gli organizzatori contestano in particolare:
- l’impatto ambientale delle opere legate ai Giochi
- gli interventi urbanistici connessi agli eventi olimpici
- i costi pubblici delle infrastrutture
- la gestione delle politiche abitative e degli spazi sociali
- la presenza dell’ICE, contestata dai promotori.
Durante il corteo sono stati esposti numerosi cartelli contro il governo e striscioni con lo slogan più ricorrente: “Le Olimpiadi più insostenibili di sempre”.
La partenza da piazza Medaglie d’Oro e i simboli della protesta
Il concentramento è avvenuto in piazza Medaglie d’Oro, con partenza intorno alle 15. La prima parte della manifestazione si è svolta senza incidenti. Molti partecipanti hanno sfilato portando sagome di cartone a forma di albero, simbolo — secondo i comitati — dei larici abbattuti a Cortina per la realizzazione delle venue olimpiche.
Il tono della protesta, nelle prime ore, è stato quello tipico dei cortei tematici: interventi al megafono, cori, cartelli e azioni dimostrative lungo il percorso.
Il percorso del corteo fino al Corvetto
Il corteo ha attraversato l’area di Porta Romana e il cavalcavia del vecchio scalo ferroviario, dirigendosi verso la zona sud-est della città, con conclusione prevista in piazzale Gabrio Rosa, nel quartiere Corvetto.
Proprio il Corvetto è considerato un punto sensibile sotto il profilo dell’ordine pubblico ed è stato già scenario di tensioni in passato. Fino al tardo pomeriggio, comunque, la manifestazione è stata descritta come sostanzialmente pacifica.
Le tensioni in serata e il lancio di petardi e fumogeni
Intorno alle 18 la situazione è cambiata nella fase finale del corteo. Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, alcuni gruppi hanno iniziato a lanciare petardi, fumogeni, bottiglie e fuochi d’artificio contro gli agenti schierati. In alcuni momenti ci sarebbe stato anche il tentativo di forzare il cordone di sicurezza verso gli accessi della tangenziale est.
Queste azioni hanno segnato il passaggio dalla manifestazione autorizzata agli episodi di disordine.
La risposta della polizia: idranti, lacrimogeni e cariche
Le forze dell’ordine sono intervenute con utilizzo degli idranti, lancio di lacrimogeni e cariche di alleggerimento per disperdere i gruppi più violenti.
Gli scontri sono durati alcuni minuti, con fasi di contatto e arretramento. Successivamente i manifestanti coinvolti nei tafferugli sono stati respinti e la situazione è stata progressivamente riportata sotto controllo. Gli agenti in antisommossa hanno poi mantenuto i presidi sugli assi stradali principali.
I fermati e gli accertamenti in corso
Il numero dei fermati è stato aggiornato nel corso della serata. Le comunicazioni più recenti parlano di almeno sei manifestanti portati in questura per identificazione e verifiche. Le loro posizioni sono ora al vaglio degli investigatori.
Sono in corso analisi dei filmati delle telecamere e delle riprese video per ricostruire con precisione le responsabilità dei singoli episodi violenti.
La posizione della Regione Lombardia
Sugli scontri è intervenuto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha condannato duramente gli episodi di violenza, parlando di comportamenti criminali e chiedendo una presa di distanza netta da parte delle forze politiche che sostengono questo tipo di manifestazioni.
Fontana ha inoltre richiamato la partecipazione di pubblico agli eventi olimpici collaterali in città, citandoli come segnale di un clima diverso rispetto a quello visto durante gli scontri.
Il contesto delle proteste contro Milano-Cortina 2026
Le contestazioni contro le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 proseguono da mesi e toccano più temi: ambiente, spesa pubblica, trasformazioni urbane e politiche sociali. I comitati parlano di un modello di sviluppo non sostenibile; le istituzioni e gli organizzatori difendono invece i Giochi come occasione di investimento, rigenerazione e visibilità internazionale.
Dopo gli scontri al Corvetto, la situazione della viabilità è tornata gradualmente alla normalità, mentre proseguono le indagini per chiarire ogni responsabilità.