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Il video sfogo

"Mi hanno chiesto se fossi italiana", chi si nasconde dietro gli insulti razzisti a Paola Egonu

La 23enne pallavolista della Nazionale italiana è stata vittima di un ennesimo caso di razzismo nel mondo dello sport.

Attualità 17 Ottobre 2022 ore 10:42

"Basta! Basta! Non puoi capire, non puoi capirmi". In queste poche parole c'è tutta la rabbia e il rammarico che Paola Egonu, pallavolista 23enne originaria di Cittadella (Padova), ha riversato verso il suo procuratore Marco Raguzzoni, al termine della finalina per il terzo posto al Mondiale di Volley in Olanda. L'ennesimo spinoso caso di razzismo si abbatte sul mondo dello sport e questa volta colpisce il volto icona della Nazionale italiana di pallavolo. La frustrazione per quanto accaduto è stata anche ripresa in un video divenuto ora virale in Rete.

La rabbia di Paola Egonu col suo agente: "Mi hanno chiesto se fossi italiana"

Un'affermazione che non lascia spazio ad alcun tipo di interpretazioni:

"Non puoi capire, questa è l’ultima partita in Nazionale. Mi hanno anche chiesto perché sono italiana. Sono stanca".

Paola Egonu, pallavolista della Nazionale italiana, nata a Cittadella (Padova) da genitori di nazionalità nigeriana, è finita al centro dell'ennesimo spinoso caso di razzismo nel mondo dello sport. Al termine della finalina del Mondiale di Volley femminile in Olanda, vinta dalle azzurre per 3 set a 0 contro gli Usa, la 23enne si è lasciata andare ad un rabbioso sfogo con il suo procuratore Marco Raguzzoni per alcuni insulti razzisti che le sono stati rivolti dopo la sconfitta in semifinale col Brasile.

Sui social media è spopolato il filmato nel quale sviscera tutto il suo rammarico nei confronti del suo agente:

In un'intervista a Repubblica, Paola Egonu ha voluto chiarire il significato di quelle dichiarazioni:

"Mi fa ridere pensare a persone che mi hanno chiesto perché sono italiana, mi chiedo perché con la maglia della Nazionale debba rappresentare persone del genere che mi scrivono queste cose. Io ci metto l'anima e il cuore, non manco mai di rispetto a nessuno e fa male.

Per questo vorrei prendermi una pausa per riposare. Mi farebbe piacere che non fosse un addio, spero che venga capito. Non sarebbe una forma di mancanza di rispetto, ma un modo per prendermi una pausa per me stessa e tornare a dare il meglio in campo. C'è chi dice che non merito la Nazionale invece il mio sogno è essere sul podio con questa squadra".

Chi si nasconde dietro gli insulti razzisti a Paola Egonu

A chiarire la situazione sul caso di Paola Egonu ci ha pensato il presidente della Federvolley, Giuseppe Manfredi, che ha rivelato gli autori degli insulti razzisti proferiti alla pallavolista della Nazionale Italiana:

"Dopo la gara con il Brasile la giocatrice è stata attaccata sui social da qualche cretino con post di stampo razzista. Lei non ci aveva detto niente di tutto questo, altrimenti saremmo intervenuti.

Problemi della squadra? Dal punto di vista tecnico direi proprio di no, le ragazze si sono lasciate piangendo, ma in 6 mesi di convivenza e di ritiro, in ogni gruppo e in tutti gli sport ci possono essere dei problemi. È normale. Se ci sono avremo la maniera di affrontarli e di risolverli".

Poi le sue parole sul temporaneo addio di Paola Egonu alla Nazionale di pallavolo:

"Paola in Nazionale? La porta è sempre aperta e ci mancherebbe altro, parliamo di una atleta che si è tatuata la maglia azzurra sulla pelle. Adesso dopo una manifestazione così lunga e a caldo si possono dire tante cose. Ora però ci calmiamo tutti, la prossima convocazione è ad aprile 2023 e non ho motivo di pensare che lei non ci sarà: tra l'altro, la pallavolo promuove integrazione piena, altro che razzismo".

Malagò, Draghi e Salvini vicini a Paola Egonu

L'episodio a stampa razzista accaduto a Paola Egonu ha creato grande clamore in tutta l'opinione pubblica nazionale, facendo scattare immediatamente tantissimi messaggi di vicinanza nei confronti della pallavolista 23enne di Cittadella (Padova).

In primo luogo c'è stata una telefonata affettuosa fatta dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, che ha chiamato la campionessa azzurra per testimoniarle l'appoggio dello sport italiano e invitarla "a non prendere decisioni affrettate" riferendosi alla sua volontà di lasciare temporaneamente la Nazionale.

Ha fatto seguito poi il messaggio da parte dell'ormai ex Premier Mario Draghi, tramite l'account Twitter di Palazzo Chigi:

"Piena solidarietà alla campionessa di volley Paola Egonu dal premier Mario Draghi nella telefonata di questa mattina. L'atleta azzurra è un orgoglio dello sport italiano, avrà future occasioni per vincere altri trofei indossando la maglia della Nazionale".

E infine, tra le parole di vicinanza a Paola Egonu, annoveriamo anche quelle di Matteo Salvini, leader della Lega, che su quanto accaduto si è espresso con questi toni su Twitter:

"Grandissime le ragazze italiane della pallavolo per la medaglia di bronzo. Un abbraccio più forte a Paola Egonu, campionessa in campo e fuori, cui auguriamo ancora tante vittorie col Tricolore sul petto".

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