La Francia ha approvato il divieto di utilizzo dei social network per i minori di 15 anni e il divieto dei telefoni cellulari nelle scuole superiori. Una scelta che, secondo Meritocrazia Italia, rappresenta un primo passo europeo verso una maggiore tutela dell’infanzia nell’ambiente digitale. Il movimento politico-culturale definisce la decisione francese un segnale di attenzione verso la protezione dei più giovani e accusa l’Italia di aver perso un’occasione per intervenire con una regolamentazione organica delle piattaforme online.
Meritocrazia Italia rilancia il Testo Unico sui Social Network
In una nota, il presidente nazionale Walter Mauriello ricorda che Meritocrazia Italia aveva già avanzato una proposta normativa per disciplinare il settore, attraverso il Testo Unico sui Social Network, un progetto pensato per regolamentare le piattaforme digitali, tutelare i minori e aumentare le responsabilità dei gestori. Il documento, spiega il movimento, è stato inviato alle principali cariche dello Stato e discusso anche con il Ministero dell’Istruzione nell’ambito del possibile percorso di adozione.
La proposta di Meritocrazia Italia si basa su quattro pilastri principali. Il primo riguarda la tutela dei minori, con l’introduzione di limiti di utilizzo delle piattaforme: per i ragazzi sotto i 16 anni viene indicato un massimo di un’ora al giorno di accesso ai social. Il secondo punto riguarda filtri e segnalazioni, attraverso l’obbligo per i gestori delle piattaforme di adottare strumenti efficaci per individuare contenuti illeciti e garantire interventi tempestivi sulle segnalazioni.
Un ulteriore elemento riguarda la responsabilità delle aziende digitali, con una maggiore collaborazione tra provider, autorità giudiziarie e amministrative. Secondo Meritocrazia Italia, chi raccoglie e utilizza i dati dei giovani deve assumersi anche il compito di proteggerne la sicurezza. Infine, il movimento sottolinea il ruolo dell’educazione digitale, proponendo programmi scolastici dedicati a un utilizzo consapevole e responsabile della rete.
“Non basta vietare, serve educare e responsabilizzare”
Secondo Meritocrazia Italia, la differenza tra la scelta francese e la proposta italiana sta nell’approccio complessivo: “La Francia vieta. Noi proponevamo di vietare, educare e responsabilizzare”.
Il movimento parla di occasione persa per il nostro Paese, sostenendo che l’Italia avrebbe potuto assumere un ruolo di guida in Europa nella definizione di nuove regole per la tutela dei minori online. Walter Mauriello chiede ora al governo e al Parlamento di riaprire il confronto sulla proposta elaborata da Meritocrazia Italia.
Recuperare il tempo perduto e avviare un dibattito sul Testo Unico sui Social Network sono, secondo il presidente nazionale, passi necessari per costruire un sistema capace di proteggere i più giovani. “Un Paese che non protegge i suoi figli, non merita il suo futuro”, conclude Mauriello.