Meritocrazia Italia guarda con favore a ogni evoluzione normativa che ponga al centro il benessere del minore e promuova una valutazione fondata sulle effettive capacità educative e relazionali degli aspiranti genitori, superando automatismi e preclusioni basate esclusivamente sullo status familiare.
Negli ultimi anni il dibattito giuridico e sociale ha evidenziato la necessità di ripensare alcuni limiti dell’attuale disciplina in materia di genitorialità e adozione. In particolare, l’apertura della Corte costituzionale al riconoscimento della possibilità per le persone singole di accedere all’adozione internazionale rappresenta un segnale importante. Anche una persona sola, secondo la Consulta, può essere pienamente in grado di garantire un ambiente stabile, armonioso e idoneo alla crescita di un bambino.
Vale avviare una riflessione, allora, anche sulle limitazioni che ancora interessano le donne single nell’accesso alla procreazione medicalmente assistita. Una società autenticamente meritocratica non valuta le persone sulla base dell’appartenenza a una certa categoria, ma sulla base delle competenze, delle responsabilità assunte e della capacità di rispondere efficacemente ai bisogni della collettività. Lo stesso principio dovrebbe orientare le politiche familiari e i percorsi adottivi: il criterio guida deve essere la qualità del progetto genitoriale e non l’appartenenza a un determinato modello familiare.
Per questa ragione Meritocrazia Italia propone:
- l’introduzione di criteri di valutazione uniformi e oggettivi delle competenze genitoriali, validi per tutti i candidati all’adozione;
- il potenziamento dei percorsi formativi e di accompagnamento pre e post adozione;
- la riduzione dei tempi burocratici e delle lungaggini procedurali che penalizzano soprattutto i minori in attesa di una famiglia;
- la creazione di una banca dati nazionale efficiente e trasparente per favorire l’incontro tra minori adottabili e famiglie idonee;
- il rafforzamento delle équipe multidisciplinari territoriali a sostegno dei percorsi adottivi;
- la progressiva eliminazione, anche a livello normativo, di preclusioni fondate esclusivamente sullo stato civile, sostituendole con rigorose verifiche di idoneità personale, economica, educativa e relazionale.
Il futuro delle politiche familiari deve fondarsi sulla responsabilità, sulla competenza e sulla capacità di offrire ai minori opportunità concrete di crescita. Occorre saper riconoscere valore a chi dimostra di poter assumere con serietà e continuità il compito educativo più importante: accompagnare un bambino verso il proprio futuro.