30mila esclusi

Medicina: allargate le maglie, alla fine gli idonei sono più dei posti disponibili

Nel 2024-25 20.867 posti per oltre 70mila candidati, nel 2025-26 54.313 iscritti per 17.278 posti. Oltre 30mila esclusi e regole cambiate in corsa

Medicina: allargate le maglie, alla fine gli idonei sono più dei posti disponibili

Il semestre filtro doveva rappresentare la svolta storica nell’accesso a Medicina, superando il trauma del test d’ingresso e ampliando le opportunità per gli studenti. Ma alla prova dei numeri, il primo anno della riforma Bernini ha prodotto più esclusi, più incertezza e più contenziosi rispetto al sistema precedente.

Medicina: allargate le maglie, alla fine gli idonei sono più dei posti disponibili
La ministra Anna Maria Bernini

Il confronto con il 2024-25, ultimo anno del test nazionale, mostra con chiarezza come il problema non sia stato risolto, ma semplicemente spostato in avanti.

Il 2024-25: pochi illusioni, ma regole chiare

Nell’anno accademico 2024-25 l’accesso a Medicina avveniva ancora tramite test nazionale. I posti disponibili erano 20.867, definiti prima dell’inizio delle lezioni. A fronte di questi, i candidati furono circa 72-75 mila, una forbice ormai strutturale. Alla fine, però, il sistema produceva un dato certo: sono entrati poco più di ventimila studenti, tutti immatricolati entro l’autunno, senza perdite di tempo e senza semestri “a vuoto”.

Chi non superava il test sapeva subito di essere escluso e poteva iscriversi ad altri corsi fin dall’inizio dell’anno accademico. Il numero chiuso restava duro, ma non produceva zone grigie né rinvii di mesi nella selezione.

Il 2025-26: accesso aperto, selezione rinviata

Con la riforma, il quadro cambia radicalmente. I posti programmati scendono a 17.278, quasi 3.600 in meno rispetto all’anno precedente, ma l’accesso viene formalmente liberalizzato. Al semestre filtro si iscrivono 54.313 studenti, attratti dalla promessa di un sistema più equo e meno selettivo all’ingresso.

La selezione, però, non scompare: viene semplicemente spostata dopo l’iscrizione e concentrata su tre esami chiave. Il risultato è che decine di migliaia di studenti scoprono di essere esclusi solo a metà anno, dopo aver investito mesi di studio.

Risultati dei due appelli del semestre filtro

Numeri alla mano, il semestre filtro di Medicina ha previsto due appelli nazionali: il primo il 20 novembre 2025, il secondo il 10 dicembre 2025, con pubblicazione dei risultati rispettivamente entro il 3 e il 23 dicembre 2025.

Fra i 54.313 iscritti, solo una parte ha superato almeno un esame tra Chimica, Fisica e Biologia. Alla fine dei due appelli, il ministero ha reso noti i numeri complessivi: 22.688 studenti idonei per Medicina, 1.535 per Veterinaria e 1.072 per Odontoiatria, per un totale di 25.387 idonei.

Analizzando le singole materie: Biologia ha registrato oltre 21.000 promossi, Chimica più di 24.000, mentre Fisica è risultata la prova più difficile, con poco più di 11.000 studenti che hanno raggiunto la sufficienza. Nel primo appello, le percentuali di promossi erano molto basse, soprattutto in Fisica (tra il 10 e il 15 % nelle università osservate), spingendo molti studenti a puntare sul secondo appello, dove i risultati sono migliorati significativamente in Biologia e Chimica.

Questi numeri spiegano perché, anche dopo la sanatoria del 23 dicembre, che ha ripescato i bocciati in una o due materie, circa 30.000 aspiranti medici restano esclusi dal percorso a Medicina e dai corsi affini, dovendo scegliere altre lauree o tentare ricorsi legali.

La graduatoria e il primo paradosso: più idonei dei posti

Quando viene pubblicata la graduatoria nazionale, emerge il primo corto circuito della riforma. Gli idonei a Medicina sono 22.688, mentre i posti disponibili restano 17.278. Sommando Veterinaria (1.535) e Odontoiatria (1.072), il totale degli idonei arriva a 25.387.

Questo surplus non nasce da un improvviso miglioramento delle performance, ma dalla sanatoria varata dal ministero il 23 dicembre, come già chiarito, che ha trasformato in idonei anche studenti bocciati in una o due materie. A fronte dei risultati generali disastrosi nei test: fisica capofila. Una scelta politica esplicita, motivata dalla necessità di non lasciare posti vuoti, ma che ha di fatto cambiato le regole a selezione già avviata.

I trentamila esclusi: il vero fallimento

Se da un lato la sanatoria consente di coprire tutti i posti disponibili, dall’altro lascia sul campo il dato più pesante: oltre 30.000 studenti non hanno superato neppure un esame. Per loro il semestre filtro non ha funzionato né come accesso a Medicina né come ponte verso i corsi affini.

Questi studenti restano esclusi da tutto: Medicina, Veterinaria, Odontoiatria e anche Biologia, Farmacia e Infermieristica, che richiedono almeno un credito. È una platea enorme, pari a circa un decimo di tutte le matricole universitarie italiane, che si trova improvvisamente senza percorso e con un semestre completamente perso.

Università in ordine sparso per evitare il disastro

Il decreto correttivo di dicembre ha trasferito sugli atenei la gestione dell’emergenza. Ne è derivata una risposta disomogenea. Pisa ha deciso di aprire corsi di recupero anche a chi non aveva superato alcun esame, coinvolgendo quasi mille studenti. Firenze ha moltiplicato appelli e tutoraggi e ha riaperto bandi locali aumentando i posti del 20 per cento. Pavia punta a tenere Medicina riservata ai promossi pieni, mentre alla Federico II quasi duemila studenti su 3.565 iscritti risultano bocciati in tutte le materie.

Il risultato è una geografia delle opportunità diseguale, che dipende più dall’ateneo di assegnazione che dal merito.

Le proteste e i ricorsi

L’Unione degli Universitari parla apertamente di riforma fallita. Secondo l’Udu, il sistema ha prodotto esclusioni ingiustificate, trasferimenti forzati e gravi ricadute economiche e psicologiche. Il cambio delle regole in corsa viene indicato come il nodo principale.

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Medicina, rabbia degli studenti

È già partito un ricorso collettivo al Tar, con oltre 7.000 richieste di adesione e scadenza fissata al 15 gennaio.

Prima rigidità, oggi incertezza

Il paragone tra i due anni è netto. Nel 2024-25 il sistema era selettivo ma prevedibile: 20.867 posti, oltre 70 mila candidati, selezione immediata. Nel 2025-26 i posti sono meno, gli iscritti più del doppio dei posti disponibili e la selezione arriva dopo sei mesi, producendo illusioni, sanatorie e decine di migliaia di esclusi.

La riforma Bernini nasceva per superare il numero chiuso, ma al primo impatto con la realtà ha mostrato il suo limite principale: ha ampliato l’accesso solo in ingresso, non in uscita, ed è stata costretta a correggersi in corsa per evitare il fallimento completo. Il semestre filtro, più che un ponte, si è rivelato un imbuto.