Tra il 27 e il 28 ottobre 2026, la Camera dei deputati ha dato il primo via libera a una disposizione che apre alla possibilità di reintegrare nell’Albo professionale alcuni medici no vax radiati durante l’emergenza Covid-19. Nelle stesse ore, dal Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto con parole particolarmente nette in difesa dei vaccini e contro la diffusione di convinzioni prive di fondamento scientifico.
Il capo dello Stato non ha fatto riferimento diretto alla norma approvata a Montecitorio, ma il suo intervento ha assunto un significato particolare alla luce delle decisioni parlamentari.
Medici No Vax, cosa prevede la norma approvata alla Camera
Il primo passaggio decisivo è arrivato martedì 27 ottobre, quando l’Aula di Montecitorio ha approvato l’articolo 8 del disegno di legge sulle professioni sanitarie, introdotto durante l’esame in commissione su proposta di Fratelli d’Italia.
La disposizione introduce una procedura straordinaria attraverso la quale i professionisti sanitari radiati per determinati fatti non dolosi commessi durante l’emergenza Covid potranno chiedere la reiscrizione all’Albo. La possibilità riguarda situazioni riconducibili, secondo i criteri indicati nel testo, alle limitate conoscenze scientifiche disponibili all’epoca, alla carenza di risorse o alle condizioni eccezionali nelle quali si trovò a operare il personale sanitario.
Non si tratta, quindi, di un reintegro automatico e indiscriminato di tutti i medici contrari alla vaccinazione. La norma prevede requisiti specifici e una richiesta da presentare alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della disposizione. Per determinati casi di radiazione conseguente a una condanna penale è inoltre richiesta la riabilitazione.
Il voto sull’articolo 8 è stato particolarmente combattuto: 126 favorevoli e 113 contrari. Determinante il sostegno degli otto deputati di Futuro Nazionale, il movimento legato a Roberto Vannacci, mentre tra le fila di Forza Italia si sono registrate assenze e posizioni differenti.
Il giorno successivo, mercoledì 28 ottobre, la Camera ha approvato l’intero disegno di legge con 143 voti favorevoli, 113 contrari e tre astenuti. Il provvedimento deve ora essere esaminato dal Senato e non è ancora legge.
Mattarella dal Quirinale: “La ricerca e la scienza salvano vite umane”
Proprio il 28 ottobre, durante la cerimonia di apertura de “I Giorni della Ricerca”, promossa da Fondazione AIRC al Palazzo del Quirinale di Roma, il presidente Sergio Mattarella ha richiamato l’attenzione sull’importanza del progresso scientifico e sui rischi della disinformazione.
Nel suo discorso, il capo dello Stato ha denunciato la diffusione di fake news e credenze irrazionali, indicando nell’opposizione pregiudiziale ai vaccini una delle manifestazioni più preoccupanti del rifiuto delle evidenze scientifiche.
Mattarella ha ricordato che la ricerca ha consentito di salvare milioni di vite e che le campagne vaccinali rappresentano uno degli strumenti fondamentali nella prevenzione delle malattie. Ha inoltre richiamato i casi di adulti e bambini che rischiano la vita, o la perdono, a causa di patologie dalle quali sarebbe stato possibile proteggersi.
Il presidente ha invitato a contrastare la disinformazione sanitaria, sottolineando come durante la pandemia la cooperazione scientifica internazionale abbia permesso di sviluppare rapidamente strumenti di protezione contro il virus.
Forza Italia prende le distanze: al Senato si annunciano modifiche
Il voto ha provocato tensioni anche all’interno della maggioranza di centrodestra. In particolare, Forza Italia ha espresso forti perplessità sulla disposizione, annunciando l’intenzione di intervenire durante la seconda lettura del provvedimento. La capogruppo azzurra al Senato, Stefania Craxi, ha chiarito che la norma approvata alla Camera non convince il partito e che sarà necessario modificarla.
Di segno opposto la posizione dei parlamentari di Futuro Nazionale, che hanno rivendicato il peso determinante dei propri voti. Il deputato Rossano Sasso ha sottolineato come il sostegno degli otto esponenti del movimento sia stato decisivo per l’approvazione dell’articolo.
Dure anche le critiche delle opposizioni. Esponenti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, di Alleanza Verdi e Sinistra e di Azione hanno contestato il provvedimento, sostenendo che rischi di indebolire il valore delle regole deontologiche e di penalizzare simbolicamente i professionisti che hanno rispettato le disposizioni sanitarie durante l’emergenza.
Il nodo delle radiazioni: non basta il rifiuto del vaccino
Durante la pandemia, il mancato rispetto dell’obbligo vaccinale per i professionisti sanitari comportava la sospensione dall’esercizio della professione, mentre la radiazione dall’Albo rappresentava un provvedimento disciplinare più grave, legato a specifiche condotte valutate dagli organi professionali.
La nuova disposizione riguarda proprio la seconda categoria e introduce una strada straordinaria per ottenere una nuova iscrizione, nei casi previsti dalla legge.
Il tema solleva interrogativi sul rapporto tra le decisioni del Parlamento e l’autonomia degli Ordini professionali, chiamati a garantire il rispetto delle regole deontologiche e la tutela dei pazienti.
Il prossimo passaggio al Senato
La partita politica resta dunque aperta. Il testo approvato dalla Camera dovrà affrontare l’esame del Senato, dove le divisioni emerse nella maggioranza potrebbero portare a modifiche sostanziali della disposizione.