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Mattarella cita l’enciclica di Papa Leone XIV: “Da nuove tecnologie possibili rischi per la centralità dell’uomo”

Nel fare gli auguri al Pontefice per il suo 71esimo compleanno, il Capo di Stato ha colto l'occasione per rilanciare le parole della lettera "Magnifica Humanitas"

Mattarella cita l’enciclica di Papa Leone XIV: “Da nuove tecnologie possibili rischi per la centralità dell’uomo”

Nella giornata di lunedì 14 settembre 2026, in occasione del 71esimo compleanno di Papa Leone XIV, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel porgere gli auguri al Pontefice, ha richiamato la sua prima lettera enciclica “Magnifica Humanitas”.

“Stiamo sperimentando un’eclissi del senso di ciò che significa essere umani, come evidenziato dalla sfrenata implementazione di tecnologia a scapito della dignità umana – aveva scritto il Santo Padre per spiegare il fulcro della sua enciclica, nella quale fa riferimento anche all’intelligenza artificiale – È necessario riacquistare una comprensione del vero significato e della vera grandezza dell’umanità come intesi da Dio. La sfida che stiamo attualmente affrontando non è tecnologica, ma antropologica, ed è mia speranza che la Lettera Enciclica possa contribuire a rispondere a questa sfida”.

Mattarella richiama l’enciclica di Papa Leone XIV

Nei giorni in cui si è infiammato il dibattito sull’IA, con Dario Amodei (amministratore delegato di Anthropic) che si è esposto pubblicamente per un invito a rallentare nella corsa allo sviluppo dell’intelligenza artificiale (parole appoggiate da altri big-tech del settore), scatenando l’opposizione del Presidente USA Donald Trump, il nostro Capo di Stato ha fatto suo il discorso di Papa Prevost.

Attraversiamo un frangente storico complesso e inquieto. La minaccia, quando non l’uso, della forza torna a prevalere, mentre spregio delle regole, crescenti iniquità e molteplici conseguenze funeste del cambiamento climatico sono causa di sofferenze per tanti innocenti. Al contempo, le nuove tecnologie dischiudono possibilità inusitate, ma rischiano anche di mettere a repentaglio la centralità dell’essere umano, allargando disparità sociali ed economiche già in essere.

Dinanzi a tali dilemmi e incertezze, donne e uomini di buona volontà in tutto il mondo guardano con speranza all’alto Magistero della Santità Vostra, che continua a sollecitare popoli e nazioni alla responsabilità, all’accettazione del limite e della fragilità umani, ‘senza considerarli un errore da correggere’, come ammonisce l’enciclica Magnifica Humanitas”.

Mattarella richiama quindi alla necessità di un dialogo tra le persone, indirizzato al rispetto della dignità di tutti:

“È proprio nella costruzione della coscienza morale e civica di ciascuno di noi, nella sua realizzazione quotidiana, che rinveniamo le premesse necessarie perché sia rispettata la dignità di ogni persona e attribuito valore precipuo al dialogo e all’inclusione.

Sono questi gli antidoti al rischio che l’umanità ricada in tragici e fatali errori del passato. Sono anche gli elementi fondanti sui quali edificare il bene, tramutare l’autorità in servizio, avviare con giustizia percorsi di sincera riconciliazione e vera pace, favorire l’uso equo delle risorse e la cura del pianeta.

Come Vostra Santità ha ricordato di recente a Rimini, dinanzi a tanti giovani, ‘possiamo immedesimarci l’uno nell’altro, ascoltarci e diventare amici, tra persone e quindi anche tra popoli‘. Condivido la speranza che il maturare e il diffondersi di questa consapevolezza potrà dare avvio a una nuova stagione di cooperazione e di concordia – nelle nostre società e tra le genti – affinché possano essere affrontate assieme le sfide del tempo corrente“.