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Martini (NM): “Friuli, dalla tragedia al modello europeo”

A 50 anni dal terremoto, Trieste guida tra scienza, identità e innovazione

Martini (NM): “Friuli, dalla tragedia al modello europeo”

“Siamo ormai vicini al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli del 1976, una ferita profonda che ha segnato la nostra terra ma che, allo stesso tempo, ha fatto nascere uno dei modelli più virtuosi di ricostruzione in Europa”

Lo ha dichiarato Mirko Martini (Consigliere Comunale Trieste – Noi Moderati) intervenendo a Aria Pulita, programma condotto da Simona Arrigoni sul circuito nazionale Netweek .

«Da quella tragedia è nato il cosiddetto “modello Friuli”, fondato su responsabilità, collaborazione tra istituzioni e comunità locali e capacità di rialzarsi senza perdere la propria identità. In quel contesto prende forma anche la moderna Protezione Civile, grazie alla visione di Giuseppe Zamberletti, che proprio in Friuli sperimentò un sistema organizzato ed efficiente, oggi punto di riferimento nazionale.»

Martini prosegue collegando memoria e sviluppo:

«Ma il Friuli Venezia Giulia ha saputo trasformare il dolore in opportunità. Dopo il terremoto, infatti, nasce un’idea straordinaria: investire sulla conoscenza e sulla formazione avanzata. È così che prende forma quello che oggi è Area Science Park, uno dei principali poli scientifici e tecnologici d’Italia, dove ricerca, innovazione e impresa convivono in un ecosistema dinamico. Qui si formano dottorandi, ricercatori e talenti internazionali, contribuendo a costruire una Trieste sempre più città della scienza.»

«Trieste, in questo percorso, ha saputo interpretare fino in fondo la propria vocazione: da città segnata dalla storia a laboratorio europeo di innovazione, capace di attrarre competenze e investimenti. È una città che, come ricordato anche da recenti riflessioni sulla stampa locale, ha saputo modellare il proprio futuro partendo dalle difficoltà, trasformando una crisi in una visione di lungo periodo.»

«Accanto a questa dimensione di innovazione, resta fortissima la nostra identità culturale, che si esprime anche nella tradizione culinaria. Ho voluto portare due piatti simbolo: la jota triestina, una zuppa ricca a base di crauti, fagioli e patate, espressione della tradizione mitteleuropea della città, e i cjarsòns della Carnia, una pasta ripiena unica nel suo genere, che unisce sapori dolci e salati, raccontando la storia e la creatività delle comunità montane

Il consigliere conclude:

«Il Friuli Venezia Giulia è questo: memoria e ricostruzione, scienza e tradizione, territorio e innovazione. Una regione che ha saputo trasformare una tragedia in un modello, costruendo nel tempo una realtà in cui si può vivere, lavorare e crescere con dignità e prospettiva. E Trieste, in questo sistema, continua a essere un punto di riferimento europeo, capace di guardare avanti senza dimenticare le proprie radici”

Puoi rivedere la puntata sul sito www.telecity.it e sul profilo YouTube @TelecityNetweek.