L'appuntamento di Sant'Ambrogio

Al Macbeth alla Scala il trionfo è per Mattarella

Al tempio del teatro milanese tutti in piedi per il capo dello stato. La "prima" in archivio tra ovazioni e fischi al regista.

Al Macbeth alla Scala il trionfo è per Mattarella
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Al Macbeth alla Scala il trionfo è per Mattarella. Per il presidente della Repubblica prossimo a lasciare il Quirinale dopo il suo mandato settennale, sette minuti di applausi, standing ovation e tante le grida "bis".

Successo per la prima di Sant'Ambrogio al teatro milanese, gran sfilata di vip dello spettacolo, della moda, della musica e del mondo delle Istituzioni.

Qualche fischio dai loggionisti per il regista Livermore.

Macbeth alla Scala, trionfa Mattarella

Sette minuti di applausi (anche se come nelle manifestazioni di piazza e i dati discordanti forniti da Questura e organizzatori, qualche Tg ieri parlava di cinque minuti) come i suoi sette al Colle.

Il vero trionfatore della "prima" di ieri sera alla Scala, martedì 7 dicembre, giorno di Sant'Ambrogio, è stato il capo dello Stato Sergio Mattarella.

Quando ha fatto il suo ingresso sul palco presidenziale insieme alla figlia Laura, tutto il teatro si è lanciato in un lungo e caloroso applausi. Tutti i presenti si sono alzati in piedi nell'applaudire e in moltissimi hanno iniziato a gridare "bis" chiedendo dunque (come già stanno facendo da tempo alcune parti politiche) di rimanere al Quirinale per un altro mandato, magari anche solo ad interim.

Se tutto ciò farà leva su Mattarella per un suo ripensamento (il suo "no" a un bis è stato più volte categorico, anche recentemente) non è dato sapere, ma sicuramente il sentimento popolare manifestato ieri sera a Milano non potrà passare in secondo piano al suo ritorno a Roma.


Non solo Mattarella, la "sfilata" di vip e big

Ma come in ogni "prima" che si rispetti, gli occhi della gente e i flash dei fotografi sono stati per i tanti vip e big di spettacolo, moda, cultura, musica e politica che facevano il loro ingresso alla Scala.

Per la politica, oltre a Mattarella, la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, la senatrice Liliana Segre, l’ex premier Mario Monti con la moglie Elsa, il ministro della Cultura Dario Franceschini, con consorte. Il sindaco di Milano Beppe Sala con la compagna Chiara Bazoli e il presidente della Lombardia Attilio Fontana accompagnato dalla figlia Maria Cristina, mentre la vicepresidente e assessore al Welfare (ed ex sindaco di Milano), Letizia Moratti, nella tarda mattinata di ieri aveva annunciato la sua decisione di rimanere, per Sant'Ambrogio e l'Immacolata, a San Patrignano con i ragazzi della comunità di recupero.

E poi Giorgio Armani (che ha speso parole di elogio proprio verso il capo dello Stato), Marracash, ma senza al fianco Ornella Vanoni costretta a dare forfait a causa di una caduta, i giudici di X Factor Manuel Agnelli ed Emma Marrone, i cantautori Cesare Cremonini (con la mamma) e Diodato.

E ancora Maurizio Cattelan, Placido Domingo, Roberto Bolle, Beppe Menegatti, marito di Carla Fracci, Luca Argentero, mentre Fedez e Chiara Ferragni erano a Saint Moritz.

I fischi al regista

Ma come in ogni "prima" che si rispetti non sono mancati i fischi dei loggionisti, la parte di più pubblico più severa. In questo caso all'indirizzo del regista Davide Livermore, "colpevole" di aver proposto un Macbeth di Verdi un po' fuori dagli schemi e in una visione un po' troppo onirica e soggettiva.

Una critica che il regista ha rispedito al mittente: "C'è ancora gente abituata agli allestimenti di scena pitturati con pennello e vernice".

Ma tanti sono stati alla fine anche gli applausi tanto che lo stesso Livermore ha aggiunto: "Anche Verdi non aveva paura dei buuu, abbiamo osato, è andata bene".

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