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Lo spettacolo per gli 80 anni della Repubblica in piazza al Quirinale

Musica, sport, cinema e memoria civile: la festa serale voluta per raccontare una Repubblica più popolare e meno cerimoniale

Lo spettacolo per gli 80 anni della Repubblica in piazza al Quirinale
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Per gli 80 anni della Repubblica, il Quirinale ha scelto una formula diversa: meno ricevimento chiuso, più piazza. Dopo la parata del mattino ai Fori Imperiali e le celebrazioni istituzionali, la sera del 2 giugno la festa si è spostata in piazza del Quirinale con “I volti della Repubblica”, evento trasmesso in diretta su Rai 1 e pensato come racconto pubblico della storia repubblicana.

La scelta è stata simbolica. Il Palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica, è diventato fondale e protagonista di una celebrazione costruita non solo attorno alle istituzioni, ma anche ai cittadini, agli artisti, agli sportivi e alle tante storie che hanno attraversato ottant’anni di vita democratica.

Dal rito ufficiale alla festa popolare

La giornata era iniziata con i passaggi più solenni: alle 9.15 il presidente Sergio Mattarella ha reso omaggio all’Altare della Patria con la deposizione della corona d’alloro al Milite Ignoto; poi la rivista dei reparti schierati e la tradizionale parata lungo via dei Fori Imperiali.

La sera, però, il tono è cambiato. Il Quirinale ha portato la celebrazione fuori dai saloni e l’ha trasformata in uno spettacolo aperto, con un palco allestito in piazza e il palazzo illuminato dal Tricolore. Secondo il programma ufficiale, l’evento ha ripercorso la storia della Repubblica attraverso musica, danza, teatro, cinema e sport, con la partecipazione di artisti e campioni italiani.

Mattarella: “Buona Repubblica a tutti”

Nel suo saluto serale, Mattarella ha richiamato il significato profondo del 2 giugno 1946. “Donne e uomini d’Italia, il 2 giugno di ottanta anni fa, vollero la Repubblica”, ha detto il Capo dello Stato davanti ai 2.700 invitati presenti in piazza. Poi ha aggiunto:

“Oggi non celebriamo soltanto una data, una ricorrenza memorabile. Ricordiamo un percorso che ha legato tante generazioni e tanti territori”.

Il presidente ha chiuso con una formula semplice e volutamente inclusiva:

“Scambiamoci, allora, vicendevolmente gli auguri. Buona Repubblica a tutti!”. Una frase che ha dato il tono dell’intera serata: non una celebrazione fredda, ma un invito a riconoscersi in una storia comune.

Artisti, sportivi e simboli nazionali

Fra i protagonisti della serata e degli incontri al Quirinale: Paola Cortellesi, Carlo Verdone, Gianni Morandi, Bebe Vio e Arianna Fontana. Proprio Fontana ha consegnato a Mattarella una medaglia, ricordando il sostegno ricevuto dal presidente dopo una vittoria olimpica:

“La sua telefonata dopo la prima medaglia mi ha dato più energia e forza per portare alto il tricolore”.

La presenza di volti così diversi — cinema, musica, sport, cultura — ha dato concretezza al titolo dell’evento. “I volti della Repubblica” non è stato soltanto un nome di scena, ma una scelta narrativa: raccontare l’Italia non attraverso un’unica voce, ma attraverso una pluralità di esperienze.

Una Repubblica raccontata come comunità

Il senso della serata è stato quello di allargare il perimetro della celebrazione. Non solo alta politica, non solo cerimoniale, non solo Forze Armate. L’80° anniversario è diventato l’occasione per presentare la Repubblica come una comunità viva, fatta di generazioni, territori, professioni, talenti e memorie condivise.

È una scelta coerente con il messaggio istituzionale di Mattarella, che nella stessa giornata aveva definito la Costituzione la “casa comune” degli italiani.