Attualità
Inquinamento atmosferico

L'Italia è al primo posto in Europa per numero di morti per biossido di azoto

Tutti i dati del rapporto 2021 dell'Agenzia europea dell'ambiente.

Attualità 16 Novembre 2021 ore 11:46

Un triste primato che sottolinea come l'Italia sia uno degli stati europei più colpiti dallo smog. Il rapporto 2021 dell'Agenzia europea dell'ambiente ci piazza tra i Paesi dove sono più alti i rischi per la salute per l'esposizione all'inquinamento atmosferico. I dati relativi al 2019 ci dicono che l'Italia è al primo posto per numero assoluto di morti per biossido di azoto.

L'Italia tra i paesi coi più alti rischi per smog ed inquinamento

Inquinamento atmosferico, polveri sottili e smog. Ancora una volta l'Italia si piazza tra i paesi dove sono più alti i rischi per la salute per l'esposizione all'inquinamento.

Questo è quanto emerge dal rapporto 2021 dell'Agenzia europea dell'ambiente. A leggere gli ultimi dati, quelli relativi al 2019, il nostro Paese è al primo posto per numero assoluto di morti per biossido di azoto: i decessi per per NO2 sono stati 10.640, +2% rispetto ai dati del precedente Rapporto. Il nostro Paese si piazza anche al secondo posto, dopo la Germania, per i rischi legati all'emissione delle polveri sottili (particolato fine PM 2,5): in questo caso i morti sono stati 49.900, -4% sull'anno prima. Anche per quanto riguarda legati all'ozono, siamo secondi: 3.170 morti, +5% sul 2018.

In Europa morte 307mila persone per inquinamento atmosferico

In Europa la situazione preoccupa: sono circa 307mila le persone che si stima siano decedute prematuramente a causa dell'inquinamento da polveri tossiche e altri pericolosi inquinanti. 40.400 i decessi per l'NO2 e 16.800 a causa dell'esposizione acuta all'ozono. I decessi per smog sono diminuiti del 16% rispetto al 2018, del 33% rispetto al 2005. Nella classifica del dossier, sull'incidenza delle morti premature in rapporto alla popolazione, al primo posto c'è la Bulgaria, seguita dalla Grecia.

A seguire i parametri Oms avremmo avuto 32.200 decessi in meno

I numeri dei decessi sono alti e si sarebbero potuti evitare, sostiene la EA, se gli stati avessero rispettato le linee guida per la qualità dell'aria dell'Organizzazione mondiale della Sanità. Con questi parametri, l'Italia avrebbe 32.200 decessi in meno.

La Coldiretti, commentando i dati italiani, sottolinea la necessità di creare più spazi verdi nelle città. Ad oggi, l'Italia dispone di appena 33,8 metri quadrati di verde urbano per abitante, una situazione che dovrebbe spingere a puntare su piani di riqualificazione urbana di parchi e giardini che migliorino la qualità dell'aria. Gli esperti dell'Agenzia europea dell'ambiente sottolineano che sarebbe necessario investire in riscaldamento, mobilità, agricoltura e industria più puliti. Cambiamenti importanti e fondamentali per migliorare la salute delle persone e la produttività.