Monitoraggio digitale

L’IA minaccia il traffico dei siti di informazione: Agcom segnala Google alla Commissione Ue

L'Autorità italiana contesta le funzioni AI Overview e AI Mode per la possibile violazione dell'European Media Freedom Act e il rischio di riduzione del pluralismo.

L’IA minaccia il traffico dei siti di informazione: Agcom segnala Google alla Commissione Ue

Di intelligenza artificiale e informazione parliamo spesso nella sezione di News Prima che abbiamo inaugurato ormai circa un anno fa.

L’attenzione (e la preoccupazione) è rivolta a un sistema che sta sempre più scricchiolando: l’IA che veicola i contenuti da una parte, gli editori da cui prende le informazioni sempre più in difficoltà dall’altra.

Il calo del traffico sui siti d’informazione purtroppo è una realtà: si calcola attorno al 25% da quando c’è Overview. E le previsioni salgono fino al 43% entro il prossimo trienni.

Un’apocalisse per l’informazione online, tanto che anche l’Agcom ha deciso di intervenire.

Uno strumento affatto “intelligente”

Quando parliamo di “intelligenza artificiale” in realtà ci riferiamo agli “LLM“, ovvero “Large Language Model”, che potremmo tradurre in italiano come “Modelli Linguistici di Grandi Dimensioni”.

In sostanza la IA non è che un “software che prevede parole”.

Non “capisce” nel senso umano, semplicemente grazie a un modello statistico incredibilmente complesso, riesce a calcolare qual è la parola più probabile da scrivere dopo quella precedente.

Ma non ha la minima idea di quello che sta restituendo: il grande inganno di fondo è proprio il fatto che “intelligente” non lo è.

E lo vedete spessissimo nelle risposte sbagliate che vi offre, alcune volte clamorose.

Strumento imperfetto, ma ormai imprescindibile

Della IA non ci si può fidare a scatola chiusa perché non ha contezza di ciò che sta dicendo.

Eppure, anche se imperfetto è uno strumento ormai imprescindibile.

Restiamo sul primo momento di contatto fra uomo e Rete: l’immacolata homepage di Google.

La ricerca tradizionale col motore di ricerca non è scomparsa, ma vuoi mettere far passare dieci link di risultati (come si faceva “una volta”) rispetto alla comodità e velocità di una risposta confezionata e già apparentemente completa?

Esempio di risposta da Overview

E qui sta il punto. Tutto dipende da quanta fretta hai, da quanto ti interessa approfondire, dalla necessità di verificare: se non te ne frega nulla, l’IA va benissimo, anche se molto spesso prende cantonate grandi come una casa e manco te ne accorgi.

In questo senso l’IA è una fregatura (per carità, a maggior ragione lo è anche agli occhi di figure lavorative che mano stanno perdendo il posto perché da essa sostituite, ma questa è un’altra storia), eppure anche se lo è, probabilmente già ora non possiamo più farne a meno.

Cosa intende fare l’AGCOM

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha ufficializzato l’invio di una segnalazione alla Commissione europea riguardante le nuove funzionalità di intelligenza artificiale di Google.

L’iniziativa, annunciata dal presidente dell’organismo regolatore Giacomo Lasorella, mira a verificare l’impatto di AI Mode e AI Overview sul comparto editoriale.

Giacomo Lasorella

La dichiarazione è giunta a Roma, durante il convegno intitolato “Epistemia” presso l’Università La Sapienza, dove esperti e rappresentanti istituzionali si sono confrontati sul legame tra conoscenza e tecnologie generative.

Il rischio di compressione della libertà informativa

Secondo il rappresentante dell’Autorità, le nuove modalità di ricerca introdotte dal colosso di Mountain View potrebbero limitare il diritto dei cittadini ad accedere a una pluralità di fonti.

Il riferimento normativo principale è l’articolo 3 dell’European Media Freedom Act (EMFA), che tutela la libertà dei media e il pluralismo informativo.

Il timore espresso dal dirigente pubblico riguarda la possibile scomparsa del traffico organico verso le testate giornalistiche, poiché gli utenti potrebbero accontentarsi dei riassunti sintetici forniti direttamente dal motore di ricerca senza consultare gli articoli originali.

Il fenomeno dell’epistemia e il calo delle interazioni

Il termine “epistemia”, coniato per descrivere l’illusione di conoscenza derivante dall’interazione con l’IA generativa, è stato il fulcro del dibattito accademico.

Le funzioni AI Overview e AI Mode elaborano sintesi basate su contenuti già presenti in rete, ma questo processo avrebbe già causato un sensibile calo delle interazioni con i portali di informazione. L’Autorità ha ricordato come anche l’organismo competente in Germania abbia intrapreso azioni legali per proteggere gli editori tedeschi, spingendo l’Italia a muoversi in sinergia con i partner continentali per evitare la crisi definitiva del settore editoriale digitale.

La replica dei vertici di Mountain View

La risposta della multinazionale tecnologica non si è fatta attendere durante il medesimo incontro romano. Diego Ciulli, responsabile degli affari governativi e delle politiche pubbliche di Google in Italia, ha definito le innovazioni come una naturale evoluzione del sistema di ricerca.

Diego Ciulli

Il dirigente ha sostenuto che l’introduzione di tali strumenti non stia scoraggiando la lettura, ma che al contrario stia stimolando gli utenti a effettuare più ricerche, generando potenzialmente nuovi volumi di traffico verso l’esterno. Secondo questa visione, i nuovi strumenti fungono da ordinatori di notizie e non sostituiscono l’approfondimento giornalistico o i nuovi formati come i podcast.

Il ruolo del Digital Services Act nella regolamentazione

Il quadro normativo di riferimento resta il Digital Services Act (DSA), considerato dal vertice AGCOM come l’unico strumento di vigilanza efficace a livello globale per gestire la trasformazione digitale. Tuttavia, il responsabile dell’Autorità ha evidenziato la necessità di un ruolo più ampio per i regolatori nazionali, spesso limitati nel rapporto diretto tra la Commissione Ue e le sedi legali delle grandi piattaforme. La richiesta emersa dal convegno è quella di un dialogo costante tra istituzioni politiche e mondo della ricerca scientifica per affrontare la complessità tecnica dei nuovi algoritmi e garantire la tenuta del sistema democratico basato sull’informazione.