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Il Covid torna a fare paura

L'allarme degli anestesisti: "Se va avanti così, le terapie intensive reggono ancora un mese e mezzo"

Il monito dei medici: "Se non verrà applicata in modo stringente la norma sul green pass e non si incentiveranno le terze dosi, potremmo raggiungere una situazione drammatica".

L'allarme degli anestesisti: "Se va avanti così, le terapie intensive reggono ancora un mese e mezzo"
Attualità 19 Novembre 2021 ore 10:23

Nella giornata di ieri, giovedì 18 novembre 2021, l'Esecutivo ha scacciato (almeno per la prossima settimana) il fantasma del ritorno alla zona gialla, che aleggiava su diverse regione italiane in cui i contagi salgono in maniera preoccupante: Friuli Venezia Giulia capofila. Italia quindi ancora tutta bianca, ma dopo il secondo giorno consecutivo sopra i 10mila contagi, l'attenzione si sposta sulle terapie intensive (copertina by Santimone per Areu), vero fronte critico nella lotta alla pandemia.

L'allarme degli anestesisti

Gli anestesisti, attraverso il presidente Alessandro Vergallo, lanciano un appello:

"Attualmente c'è una situazione allarmante per l'occupazione delle terapie intensive in Friuli Venezia Giulia, oltre la soglia del 10%, e la Provincia autonoma di Bolzano. La situazione è preoccupante anche in Veneto. In generale, se non verrà applicata in modo stringente la norma sul Green pass e non si incentiveranno le terze dosi, potremmo raggiungere una situazione drammatica nel giro di un mese e mezzo circa in tutto il Paese".

I medici avanzano anche una richiesta:

"Chiediamo che la durata del Green pass sia abbassata 6 mesi, dato il calo di efficacia del vaccino dopo tale periodo".

Le percentuali di occupazione nelle terapie intensive

Regioni Ricoverati in Terapia intensiva PL in Terapia Intensiva %
Abruzzo 11 181 6,08%
Basilicata 2 88 2,27%
Calabria 10 174 5,75%
Campania 24 555 4,32%
Emilia-Romagna 45 889 5,06%
Friuli Venezia Giulia 23 175 13,14%
Lazio 81 943 8,59%
Liguria 12 217 5,53%
Lombardia 56 950 5,89%
Marche 22 238 9,24%
Molise 1 39 2,56%
P.A. Bolzano 9 100 9,00%
P.A. Trento 5 90 5,56%
Piemonte 30 628 4,78%
Puglia 15 482 3,11%
Sardegna 10 204 4,90%
Sicilia 43 859 5,01%
Toscana 41 570 7,19%
Umbria 7 84 8,33%
Valle d'Aosta 1 33 3,03%
Veneto 55 1000 5,50%

Perché questi numeri sono importanti? Perché, ad esempio, il Friuli non è lontano da quel 20% che farebbe scattare la zona gialla.

Ricordiamo, infatti, che per passare da zona bianca a zona gialla possono verificarsi quattro possibili condizioni:

  1.  Se tre valori sono tutti fuori scala: i posti letto nelle terapie intensive superano il 10%, quelli nei reparti normali il 15%, inoltre si registrano 50 o più casi settimanali di nuovi contagi per 100mila abitanti;
  2.  Se si registrano 150 o più casi settimanali di nuovi contagi per 100mila abitanti, e si unisce in più un'altra condizione: o i posti letto nelle terapie intensive superano il 10%, oppure quelli nei reparti normali il 15%.
  3. Se si registrano occupati in terapia intensiva oltre il 20%.
  4. Se si registrano ospedalizzati oltre il 30%.

La richiesta dei governatori

Alcuni presidenti di Regione, preoccupati per la deriva dei contagi nei loro territori, hanno auspicato provvedimenti immediati e più stringenti. Capofila il ligure Giovanni Toti, che nei giorni scorsi aveva parlato un "modello austriaco" con lockdown solo per i No vax.

Il Governo ha chiarito che, al momento, non si intende attuare questo genere di soluzioni, che restano comunque sul tavolo.

"Non è la strategia da attuare con i numeri odierni. C'è qualche area del Paese che rischia di finire in zona gialla, ma la zona gialla non prevede grosse restrizioni, quindi al momento non vi è motivo di fare restrizioni per i non vaccinati, cosa che eventualmente può essere valutata se qualche territorio dovesse passare in arancione", così il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri.

Interventista il presidente della Conferenza, Massimiliano Fedriga:

"Ho chiesto al presidente del Consiglio, a nome della Conferenza delle Regioni, un incontro urgente con il governo. Le Regioni sono preoccupate per il peggioramento dello scenario di rischio epidemiologico in alcune aree del Paese e anche per la ricaduta che tale situazione potrebbe avere sulla ripresa economica e sulle attività sociali, a pochi giorni dall'avvio della stagione turistica invernale e a poche settimane dalle festività natalizie"

E ancora:

"È urgentissima una comune riflessione Governo-Regioni sulla tenuta delle regole attualmente vigenti che furono adottate in assenza dell'attuale percentuale di vaccinati e dello strumento della certificazione verde. L'obiettivo è quello di mettere in sicurezza sia il sistema sanitario, sia le attività economiche e sociali, anche per anticipare eventuali scenari di criticità. Occorre individuare interventi condivisi partendo dalla considerazione dei danni economici incalcolabili legati all'incertezza che i prossimi passaggi di zona rischierebbero di provocare alle attività e - conclude Fedriga - dobbiamo accelerare la campagna vaccinale, partendo sin da subito con la somministrazione della terza dose a tutti i cittadini".

Ma non tutti i governatori abbracciano la linea dura auspicata da Toti e Fedriga. Secondo il governatore del Veneto Luca Zaia, per esempio, un lockdown per i soli no vax:

"Ha oggettivi limiti costituzionali. Dovremmo investire di più sul dialogo convincendo gli irriducibili a vaccinarsi. Comunque, ogni decisione la prenderemo assieme, fra governatori".

Il presidente delle Marche, Francesco Acquaroli, va in controtendenza e non ritiene utili ulteriori restrizioni per i non vaccinati o un Green pass rinforzato.

Quali sono le Regioni più a rischio?

Quali sono al momento le Regioni dove i numeri del contagio fanno più paura? Nella giornata di ieri, a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ha indicato quali sono le regioni attualmente più a rischio:

"Quelle più a rischio? Ci sono alcune regioni, come il Friuli, il Veneto, le Marche vanno un po' attenzionate. La zona gialla, a livello di restrizioni, ha solo l'uso della mascherina all'aperto".

Per ora, l'unica certezza è che il Governo adotterà due misure in un Consiglio dei ministri che si terrà la prossima settimana: la 'sforbiciata' della durata del green pass, da 12 a 9 mesi, e l'obbligo a sottoporsi alla terza dose di vaccino anti-Covid per il personale sanitario.